Ho visto e ho reso testimonianza
 
 
C’era una volta la vocazione, una volta sì che i giovani si mettevano in discussione, si ponevano le grandi domande della vita, oggi no, sembrano essere rapiti solo dai loro bisogni e attenzioni, dai loro interessi immediati senza dare un orientamento alla propria esistenza…così spesso ci esprimiamo dinanzi ai nostri giovani, quelli che incontriamo per caso e quelli che frequentano ancora i gradini delle nostre chiese.
Spesso ci capita ancora di dire, questi giovani non hanno capito che Dio è la risposta, certo chi direbbe il contrario, ma forse non ancora ci siamo messi a fianco dei giovani per comprendere quale sia la loro domanda. Quale domanda di libertà e di aiuto è posta nel cuore dei nostri giovani e grida verso di noi?
Perché i giovani di oggi non rispondono a nessun tipo di vocazione? Perché i giovani non sanno impegnarsi in un cammino serio di sequela del Signore o di restare nell’amore con la persona scelta?
Eppure nessuno di noi osa pensare che il Signore non chiami più nessuno. Forse la prospettiva è un’altra, servono formatori preparati e che abbiano in cuore gli stessi sentimenti di Cristo Gesù. Formatori che aiutino i giovani a leggere profondamente, a discernere, ad assimilare, quanto è già scritto nel proprio cuore. Occorre educare i nostri giovani a saper dire un Si incondizionato all’amore di Dio. In una cultura del fast food e fast track ( cibo e strada veloce ) occorre educare i nostri giovani che il si non è una cosa spontanea, né facile, che saper dire di si è capacità di saper accogliere gratuitamente da Dio il suo amore e la sua chiamata. Il “buon seminatore” non è ancora stanco di seminare, mancano forse le condizioni per farlo crescere, forse dobbiamo riconoscere che mancano figure significative nell’accompagnamento vocazionale. Se si vuole raccogliere bisogna continuare a seminare nel cuore di ogni uomo senza distinzione, senza voler vedere subito i frutti.
Ma a cosa educare i nostri giovani? Questi giovani che chiedono aiuto, ma noi con tanta tecnologia non riusciamo a sintonizzarci con il loro cuore. Educare all’amore per Dio, perché la vocazione è risposta all’amore di Dio, che ci trasforma, attraverso il suo Spirito nell’amore altruista di Cristo. Rispondere di si significa lasciare che un Altro trasformi il cuore, perché niente più manchi a un si libero. La vocazione in un certo senso è cosa del cuore, un cuore che si è incontrato con il cuore del Maestro, come i discepoli di Emmaus: non ci ardeva forse il cuore?… È la conferma che la scintilla s’era già accesa durante il colloquio con Lui, quando spiegava le Scritture e un po’ alla volta li tirava fuori dal loro letargo.
Questo vuol dire lasciare che un Altro ci tiri fuori dalle nostre tombe, come Lazzaro, lasciare che un Altro prenda la mano come a Tommaso e la introduca nel suo costato per conoscere i segreti del suo cuore. Dire si vuol dire essere disponibili come Maria, la madre del Signore che ha potuto dire il suo si perché custodiva nel suo cuore tutte le cose che riguardavano Gesù.
Ami? Allora capirai tutto questo! Questo è dire si: l’amore.
 
 
 
                                                                                       Suscitatore di domande