Annunciazione del Signore

Annunciazione del Signore

Tue, 02 Apr 24 Lectio Divina - Year B

Quest’anno, a causa della coincidenza del 25 marzo con il lunedì santo, celebriamo la solennità dell’Annunciazione del Signore dopo Pasqua, l’8 aprile e questo ci dà l’occasione per riflettere e contemplare il mistero dell’Incarnazione alla luce della Risurrezione; infatti la vita di Gesù è inclusa fra questi due eventi che costituiscono l’inizio e la fine dalla sua vicenda terrena.

I testi eucologici (orazioni) e biblici ci aiutano ad entrare con maggior consapevolezza nella celebrazione di questa festa delle feste.

L’orazione Colletta, ricordando che il Padre ha voluto che il suo Verbo si facesse uomo nel grembo della Vergine Maria, chiede per noi credenti che adoriamo il mistero del nostro Redentore, di “essere partecipi della sua vita immortale”.

L’orazione Dopo la Comunione è ancora più esplicita e recita: “O Padre, che ci hai accolti alla tua mensa, conferma in noi il dono della vera fede, che ci fa riconoscere nel Figlio della Vergine il tuo Verbo fatto uomo, e per la potenza della sua risurrezione guidaci al possesso della gioia eterna”.

Alla luce della Risurrezione possiamo leggere anche la grande profezia di Isaia (7,10-14), riportata nella prima lettura: annunciando il parto della Vergine, si mostra già il destino del nascituro, espresso chiaramente nel suo nome: “Emmanuele”, “Dio con noi” . Una presenza che non verrà mai meno, per la volontà divina di portare salvezza proprio attraverso il Figlio incarnato, crocifisso e risorto.

La seconda lettura, tratta dalla Lettera agli Ebrei (10,4-10) e strettamente legata al Salmo responsoriale (Sal. 39), ci apre alla comprensione delle motivazioni profonde dell’Incarnazione, mostrandoci la generosa offerta che il Figlio fa di Sé al Padre, in piena obbedienza al suo progetto salvifico a favore dell’umanità: “Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: “Ecco, io vengo - poiché di me sta scritto nel rotolo del libro - per fare, o Dio, la tua volontà”.

Anche nel versetto alleluiatico, che riporta la sintetica affermazione dell’evangelista Giovanni (1,14ab): “Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria”, possiamo constatare che il mistero dell’Incarnazione è strettamente collegato con il mistero della gloria dell’Unigenito del Padre.

Il brano del Vangelo di Luca (1,26-38) introduce la Vergine Maria come interlocutrice del Padre attraverso la mediazione dell’Arcangelo Gabriele; docile allo Spirito che l’adombrerà; accogliente verso il Verbo che da Lei vuole prendere carne, viene coinvolta perché nella realizzazione del mistero pasquale di salvezza.

E Maria è capace di credere all’impossibile, fidandosi pienamente di Dio.

Il suo sì è in piena sintonia con il Sì del Verbo: “Eccomi!”, dicono entrambi, con il desiderio e l’impegno di dare concretezza al progetto del Padre.

L’Angelo le ha annunciato che il Figlio che concepirà, darà alla luce e chiamerà con il nome significativo: “Dio salva”, “sarà grande, e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo”. Le assicura non soltanto che il Signore Dio gli darà il trono di Davide e che regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe”; promette anche che “il suo regno non avrà fine”. Una promessa di eternità impensabile per una creatura umana!

Eppure Maria crede senza incertezza; se interroga, lo fa soltanto per sollecitare un chiarimento. Non chiede, come a volte si traduce erroneamente: Come è possibile? Ma: Come accadrà, dal momento che non conosco uomo? Desidera comprendere le modalità di realizzazione dell’annuncio!

La risposta dell’Angelo le dischiude le porte per entrare nel mistero inaudito: “Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò Colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio”.

Maria entra così nell’ombra della nube che nasconde l’invisibile Dio; Lei darà piena umanità, carne e volto, al Figlio che fin dall’eternità è nel seno del Padre.

Come Maria, che ha creduto, tutta la Chiesa è chiamata a rivivere il suo percorso di fede; ad accogliere con riconoscenza e gioia la missione di manifestare all’umanità la bellezza del progetto salvifico del Padre.

Ciascun figlio della Chiesa, come Lei, è interpellato a rispondere oggi all’invito di coinvolgersi nell’annuncio, offerto agli uomini e donne che gli stanno accanto, che Dio si è fatto Uomo per noi; arricchisce di senso la nostra umanità e la apre alla certezza della risurrezione.

 

Domande per la riflessione personale:

  • Sono consapevole che il Signore vuole coinvolgermi nel suo progetto di salvezza per tutti?
  • Guardo a Maria come a Colei che può aiutarmi a dire il mio sì al Signore?
  • Desidero comunicare a chi incontro la bellezza di questo mistero?