Regina Coeli

Regina Coeli

Mon, 05 Apr 21 Liturgical formation

In questo tempo liturgico di Pasqua è "giusto e necessario" fare riferimento alla preghiera mariana  che sostituisce l’Angelus durante questo periodo: Regina Coeli.
Come tutti gli inni, le preghiere o i salmi latini, anche l'antifona Regina Coeli prende il nome dalle parole con le quali inizia:

«Regina Coeli laetare. Alleluia!
Quia quem meruisti portare. Alleluia!
Resurrexit, sicut dixit. Alleluia!
Ora pro nobis Deum. Alleluia! ».

Regina del cielo, rallegrati, alleluia.
Cristo che hai portato nel grembo, alleluia,
è risorto, come aveva promesso, alleluia.
prega il Signore per noi, alleluia.

È una delle più antiche preghiere mariane che è ancora diffusamente usata oggi nella sua forma gregoriana, specialmente nel suo tono simplex.

Nulla di sicuro si conosce sull'origine dell'antifona, ma dal X secolo ci sono prove del suo uso nella liturgia. Autore, luogo e data di composizione non sono ancora sicuri, anche se la paternità viene attribuita a Gregorio V (†999). Dalle testimonianze a disposizione si sa che fin dalla prima metà del secolo XIII si trova inserita nel breviario francescano e in un altro edito a Venezia nel 1521. Da questi testi «particolari» l'antifona passa a quelli «universali».

Pio V nel 1568 la ripropone nel breviario romano riformato per volere del Concilio di Trento.

L'antifona Regina Coeli inizialmente viene recitata durante il periodo pasquale al termine delle Lodi e dei Vespri o della Compieta; in seguito, Benedetto XIV prescrive, nel 1742, di recitarla nel Tempo pasquale in luogo dell'Angelus Domini. Nell'attuale Liturgia delle Ore mantiene il suo posto a Compieta, al termine dell'ufficio quotidiano.

L'affermazione trionfale dell'antifona: «È risorto, come aveva promesso!» suona quasi risposta all'incredulità degli apostoli (Lc 24,11), alla rassegnata amarezza dei discepoli di Emmaus (Lc 24,13-35), al dubbio delle donne misto di affettuosa pietà per la morte di Cristo (Lc 24, 4-8).
Solo la Vergine Maria, secondo un'autorevole tradizione, non dubita della risurrezione del Figlio. Ai piedi della croce rimane incrollabile nella fede. È quindi il modello della Chiesa e nell'ora della risurrezione partecipa in modo pieno all'evento, mentre gli altri testimoni passano dall'incredulità alla fede (Gv 20, 19-29).

Originale: Oscar Valado (elcientoporuno.blogspot.com)