Amerai il Signore e il tuo prossimo... insieme per l'unità

Amerai il Signore e il tuo prossimo... insieme per l'unità

Tue, 23 Jan 24 Daughters of the Church Ecumenical initiatives Knowing the church Communities Liturgy Life of the Institute

Ieri sera, lunedì 22 gennaio, si è tenuta a Castelfranco Veneto la Veglia di preghiera per l’Unità dei Cristiani. Don Paolo Marconato, parroco ospitante, ha accolto nella chiesa di S. Giacomo, insieme a don Claudio Bosa, parroco del Duomo di Castelfranco Veneto, i rappresentati delle Comunità Cristiane presenti sul territorio: Padre Valentin Petrosanu per la chiesa Ortodossa e il Sig. Neil Herbertson, laico della Chiesa Anglicana. La celebrazione si è arricchita anche della presenza di don Michael Fobi insieme alla Comunità cattolica Ghanese.
Con loro erano presenti vari movimenti di preghiera, presenze ormai consolidate sul territorio. Tutti insieme uniti a pregare nell’amore di Cristo che unisce tutti i cristiani ed è più forte di ogni divisione. Quest’anno i testi di commento, le preghiere e le indicazioni su come vivere questo momento sono stati preparati da un Gruppo ecumenico del Burkina Faso, Paese che sta vivendo una drammatica stagione di terrorismo che spinge le religioni a unirsi per la riconciliazione e la pace.
Ai testi suggeriti si sono alternati canti della tradizione cattolica italiana e ghanese, un vero segno di accoglienza reciproca, come siamo stati sollecitati dalla parabola del Buon Samaritano, il testo del Vangelo di riferimento per le riflessioni di quest’anno.
Nella sua omelia, don Claudio Bosa ha sottolineato che il desiderio di Dio è proprio quello di vedere l’umanità come in questa sera, colori diversi, Paesi diversi, tradizioni diverse, lingue diverse, ma capaci di stare insieme come fratelli e sorelle: “Questa sera siamo tutti dei tasselli di una realtà che ciascuno di noi può raccontare agli altri per collaborare con Dio a costruire il sogno, il progetto che ha in mente per l’Umanità. Così anche i simboli utilizzati in questa veglia, le zucche, l’acqua, il contenitore in rame, seppur diversi uniscono le diverse tradizioni. Anche nella Prima Lettura ci viene mostrato uno dei tanti contesti in cui Abramo si incontra con il Signore, dove c’è il gesto della tradizione biblica di offrire dell’acqua all’ospite”.
Sottolinea don Claudio che noi non possiamo fare molto in termini di Ecumenismo in senso teologico, ma possiamo fare tanto nella realtà, come abbiamo realizzato in questa veglia, che è la reciproca ospitalità. Infatti, ogni volta che accogliamo qualcuno accogliamo il Signore e incontrando Lui ci incontriamo fra di noi.
Anche la pagina del Vangelo del Buon Samaritano ci ribadisce lo stesso concetto, con una accoglienza ancora più profonda. L’Ecumenismo che possiamo costruire nella nostra quotidianità è l’accoglienza reciproca, prendendo in braccio il fratello che ha bisogno.
                                                                                                                                  Maria Teresa Di Mila