Salmo 31

Salmo 31

Thu, 25 May 23 Lectio Divina - Psalms

Il Salmo 31 è una vasta composizione del genere letterario di lamentazione individuale, in cui trovano espressione vari stati dell’animo umano: dall’afflizione alla fiduciosa attesa, dalla gioia alla gratitudine.

Sono evidenziate in particolare la fiducia (vv. 2-9); la supplica (vv. 10-19); il ringraziamento (vv. 20-23), con un’esortazione conclusiva al coraggio e alla speranza (vv. 24-25).

Nella prima parte (vv.2-9) l’orante, che nella sua afflizione ha cercato scampo nel tempio presso Jahwèh, esprime innanzitutto la sua fiducia nella protezione divina (vv. 4-5.7), con la certezza che la sua preghiera sarà esaudita (vv. 8-9).

Nei vv. 10-19, che costituiscono la sezione centrale del Salmo, abbiamo la lamentazione propriamente detta, in cui il salmista presenta a Dio l’“angustia” che lo stringe, e cioè: una mortale oppressione, l’abbandono degli amici, la persecuzione dei nemici (vv. 10-14). Egli vive una situazione terribile, vede consumarsi la sua vita nel dolore, e con il passare degli anni il suo vigore si inaridisce e le sue ossa vanno in dissoluzione. Il v.14 in particolare si rifà all’esperienza di Geremia, il profeta che più degli altri incarnò la figura del giusto perseguitato, riprendendo alla lettera la sua espressione caratteristica e più volte ripetuta (cf. 6,25; 20,3; 46,5; 49,29): “Il terrore mi circonda”.

Tuttavia il salmista non manca di far salire a Dio la sua supplica fiduciosa, confermando nei vv. 15-19 la certezza nell’intervento salvifico di Dio.

Con i vv. 20-23 entriamo nel secondo tempo della preghiera, quello dell’esaudimento ottenuto (o almeno assicurato), in cui l’orante esprime la sua riconoscenza con una celebrazione della divina bontà, sicuro rifugio per quelli che temono Dio (vv. 20-21); e con una benedizione di ringraziamento alla divina misericordia, vera causa della sua salvezza (vv. 22-23).

Quanto è grande la tua bontà, Signore!” è l’esclamazione del v.20 per riconoscere i gesti della divina liberalità, che si esprime attraverso la difesa e la protezione di coloro che nella vita sono oggetto di oppressione e di ingiusta persecuzione.

Tu li nascondi al riparo del tuo volto …” Con questa espressione del v.21 si accenna alla virtù protettiva della divina presenza dimorante nella “tenda” dell’alleanza, a cui è subentrato poi il tempio di Gerusalemme. Non si tratta però di un riparo soltanto materiale, ma di uno spazio di accoglienza in cui ci si sente avvolti dalla tenerezza di una persona che ama e custodisce.

I versetti conclusivi del salmo sono un’esortazione rivolta ai “fedeli di Jahwèh” perché restino saldi nel loro amore verso Dio, senza dubitare in alcun modo della sua volontà remunerativa, in quanto il Signore non soltanto protegge chi lo ama, ma anche ripaga oltre ogni misura chi si lascia dominare dall’orgoglio allontanandosi da Lui.

Nel v.24 troviamo un incoraggiamento fatto all’orante dal sacerdote (o dal profeta) a conferma dello stato del suo animo già traboccante di fiducia: è un’appropriata e degna conclusione a tutto il salmo. “Amate il Signore”. Tale esortazione esplicita ad amare il Signore è unica nel salterio e richiama Deuteronomio 6,5: “Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze”; è un amore che sospinge a riprendere coraggio e che apre alla speranza.

 

Lettura cristiana

L’espressione del Salmo al v.6: “Mi affido alle tue mani: tu mi riscatti, Signore, Dio fedele” che mostra come il salmista perseguitato si affida incondizionatamente al giusto e benevolo giudizio del Signore, perché da cui dipenderà la sua vita o la sua morte, è stata ripresa dall’Evangelista Luca (23,46) e posta sulla bocca di Gesù morente; ed anche sulla bocca del protomartire Stefano (At 7,59).

Ma mentre nel nostro Salmo essa è, oltre che una dichiarazione di fiducia, una protesta d’innocenza, sulla Croce e sotto il cumulo dei sassi vuole sottolineare piuttosto, agli uomini e a Dio, l’accettazione totale dell’estremo sacrificio.

Domande per la riflessione personale

  • Nelle inevitabili prove della vita, so affidarmi incondizionatamente al Signore?
  • Trovo in Lui e nella sua fedeltà motivo di gioia e di ringraziamento?