Maria Santissima Madre di Dio

Maria Santissima Madre di Dio

Sun, 23 Dec 18 Lectio Divina - Year C

La celebrazione di Maria, Madre di Dio nel contesto del Natale, ci aiuta a rafforzare la nostra fede in Gesù, Uomo-Dio, due nature in una sola Persona, dogma definito con il Concilio di Efeso (431). Maria è Madre di Colui che è Uomo-Dio e deve essere chiamata giustamente Madre di Dio. Elisabetta chiamò Maria: Madre del mio Signore, cioè di Dio.
Paolo insegna che riceviamo lo Spirito del Figlio e che siamo figli di Dio e, per questo, possiamo chiamarlo: Abbà – Padre! La filiazione divina ci ricorda che in Gesù noi diventiamo anche figli di Maria, la Madre di Dio che ci ha dato il Salvatore. Nel Battesimo ci è data la concreta possibilità di essere inseriti nella vita nuova ed eterna del Figlio di Dio. Come lui siamo condotti verso la Gerusalemme del cielo dallo Spirito.

In questa solennità la Chiesa propone alla nostra contemplazione la continuazione del vangelo che ci è stato proclamato la notte di Natale. I pastori hanno ricevuto l’annuncio da parte degli angeli che è nato un salvatore, Cristo Signore, e sono stati invitati ad andare a vedere. Anche noi, come i pastori, andiamo a vedere che cosa è successo. Con loro ci poniamo sul sentiero che porta a quel luogo.
È notte, brillano le stelle e l’aria è pura e limpida. È notte ma c’è luce perché è nato Colui che è la Luce. C’è movimento in quella via, ognuno porta con sé qualche cosa da donare al nuovo nato. Una gioia profonda accompagna l’andare: non è nato solo un bambino ma gli angeli hanno detto che è nato un salvatore, Cristo Signore. Arrivati trovano una famiglia, una giovane famiglia stupiti anche loro di tutto quel movimento. Con i pastori anche Maria e Giuseppe contemplano nel silenzio questo piccolo figlio, questo Dio che si è fatto carne, che si è fatto finito, che si è fatto tempo e storia. Il cielo ha baciato la terra e da quell’istante tutto è cambiato.

v.16: [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. I pastori hanno fretta, hanno premura. Non sono guidati dalla curiosità ma dalla fede. Sono pieni di gioia e per questo possono con slancio andare a vedere la realtà grande che era stata loro annunziata dagli angeli.
E che trovano? Una famiglia giovane semplice e povera. Gli angeli avevano detto che avrebbero trovato “un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia” (Lc 2,13) ed è il segno di riconoscimento evidente: vedono ciò che gli angeli avevano detto. Lì trovano Dio: la gloria di Dio cantata loro dagli angeli si rende presente in una mangiatoia, accanto agli animali.

v.17: E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Hanno visto quanto gli angeli avevano detto, si sono resi conto, hanno visto con i loro occhi lo splendore di Dio che non si è presentato forte e potente ma mite e povero. Ora possono ripartire e possono informare gli altri, possono portare il lieto annuncio: è nato il Salvatore. Diventano mediatori, annunciatori, missionari.

v.18: Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Il loro cuore semplice è capace di accogliere la manifestazione di Dio in quel bambino e per questo il loro raccontare è contagioso: chi li ascolta non può essere preso dalla meraviglia, dallo stupore.

v.19: Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. È questa la grandezza di Maria, il suo rapportarsi alla Parola di Dio: accoglierla, incarnarla, viverla, approfondirla, ruminarla, farla nascere e crescere, lasciarsi plasmare da essa, anche quando non si capisce o quando fa soffrire. Maria medita gli avvenimenti della sua vita nel cuore e li illumina con la luce della Parola di Dio; così arriva a capire meglio il loro significato.

v.20: I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Vedono che quello che gli angeli avevano detto è vero: i pastori riconoscono Dio, il vero Signore del mondo, presente in un bambino. I pastori hanno udito e creduto e visto quanto hanno udito. Così è possibile la lode a Dio. Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita - la vita infatti si manifestò, noi l'abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi -, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena. (1Gv 1,1-4) I pastori completano la loro esperienza di “visione” con il glorificare e l’inneggiare a Dio.

v.21: Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo. Il bambino Gesù è circonciso l’ottavo giorno dopo la sua nascita come dice una norma della legge (cfr Gen 17,12). La circoncisione è segno di appartenenza al popolo e dà identità alla persona. In questa circostanza il bambino riceve il suo nome. Anche Gesù riceve il nome come detto dall’angelo a Giuseppe: “lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”. (Mt 1,21)