Salmo 37

Salmo 37

Mon, 15 Jan 18 Lectio Divina - Psalms

vv 1 - 23
Questo salmo alfabetico è lo “specchio della Provvidenza” (Tertulliano), oppure per quelli che si sdegnano della felicità dell’empio può essere un vero insegnamento da parte di Dio sulla retribuzione temporale dei giusti e dei cattivi. E’ un grosso dibattito ripreso anche da Qoelet) cf. Qo 8,11-14) e da Giobbe. Il salmista, un venerando vegliardo carico di esperienza (cf. v. 25), cerca di frenare l’impazienza e l’irritazione di certuni (forse) giovani, inesperti della misteriosa condotta divina, i quali si sentono come delusi e scandalizzati alla vista della prosperità degli empi. E’ il famoso enigma che tanto angustia Giobbe: se Dio suole punire gli empi, perché il giusto spesso soffre? L’autore del nostro salmo porta il contributo della sua esperienza per la soluzione dell’intricato problema: la vita vissuta sotto lo sguardo benedicente di Dio è per se stessa un bene superiore a tutte le afflizioni che il giusto esperimenta quaggiù e preferibile all’effimera e ingannevole prosperità dell’empio.

Genere letterario: salmo sapienziale.

Divisione: è difficile scorgere in questo salmo qualsiasi divisione di parti, poiché è presentato sotto forma di sentenze variamente disposte, secondo un ordine delle lettere dell’alfabeto ebraico.

v.2: “Come fieno presto appassiranno”: l’immagine del “fieno”, molto usata nel linguaggio biblico, è simile a quella della “pula che il vento disperde” con cui l’autore del primo salmo presenta la sorte degli empi (Sal 1,4).

v.7: “Sta’ in silenzio davanti al Signore e spera in lui”: per l’uomo che si trova in pericolo, l’agitazione interna è mancanza di fede e quindi non porta a salvezza; “dalla calma, dalla quiete e dalla fiducia dipende la vostra forza” (cf. Is 7,4).

v.9: “…ma chi spera nel Signore possederà la terra”: la pacifica dimora nella terra promessa con il godimento delle sue ricchezze è l’idea madre di tutto il salmo (cf. vv. 9.11.22.27.29.34). – “Poiché i malvagi saranno sterminati” (v. 9a): letteralmente: “saranno recisi”. Nel contesto giuridico e religioso dell’alleanza sinaitica, all’israelita indegno viene comminata la pena di “essere tagliato fuori (reciso)” dal suo popolo e privato del diritto di “possedere” la terra promessa.

v.11: “I miti invece possederanno la terra”: a questo passo si ispira certamente la terza beatitudine evangelica che dice: “Beati i miti, poiché essi erediteranno la terra” (Mt 5,5). – E godranno di una grande pace” (v. 11b): oltre l’assenza di interne ed esterne perturbazioni, “pace” qui è visto piuttosto come “benessere” e “prosperità”, il cumulo, cioè di terrestri e celeste benedizioni con cui è premiata la fedeltà alla divina alleanza (cf. Sal 119, 165).

v.15: “La loro spada raggiungerà il loro cuore”: è il cuore degli empi; è la legge della “nemesi” storica e immanente, motivo ricorrente nei Salmi.

v.16: “Il poco del giusto è cosa migliore …”: è un pensiero caratteristico della letteratura sapienziale: “Poco con il timore di Dio è meglio di un gran tesoro con l’inquietudine. Un piatto di verdura con amore è meglio di un bue grasso con l’odio” (Pv 15,16-17).

v.21: “L’empio prende in prestito e non restituisce, ma il giusto ha compassione e dà in dono”: l’empio in tempo di carestia è costretto a chiedere aiuto altrui, il giusto sembra essere nell’abbondanza tanto da potere soccorrere con generosità i fratelli bisognosi.

v.23: “Il Signore fa sicuri i passi dell’uomo … Se cade non rimane per terra, perché il Signore lo tiene per mano”: questo versetto è il cuore di tutto il salmo. Vuole significare che il Signore è Provvidente amoroso: assiste sempre i passi dell’uomo, lo protegge, lo soccorre, lo difende, lo rialza quando è caduto, in una parola lo “ama”. Questa è la sorte del giusto amato da Dio, che “non lo abbandona alla sua mano, nel giudizio non lo lascia condannare” (v. 33). La sorte finale dei giusti poi è descritta nel versetto finale del salmo: “Il Signore viene in loro aiuto, …li libera dagli empi e dà loro la salvezza” (v. 40).

Pertanto dobbiamo confidare totalmente in Dio e abbandonarsi completamente in lui!