Salmo 52

Salmo 52

Sat, 24 Mar 18 Lectio Divina - Psalms

Questo salmo probabilmente è il risultato della combinazione di due frammenti diversi per genere e contenuto, poiché da una parte abbiamo motivi moraleggianti e dall’altra abbiamo motivi caratteristici della preghiera individuale. Il presente salmo, comunque, si avvicina a quel genere di oracoli profetici che hanno per bersaglio un individuo e non una collettività. La circostanza storica indicata nel titolo non è da considerarsi pertinente e reale. Il salmo 52 riecheggia il Sal 1 per la contrapposizione tra il malvagio e il giusto. Il malvagio è rimproverato per il suo cattivo uso della lingua, che ordisce inganni e iniquità ai danni del giusto. Alla base del salmo è supposta la dottrina della retribuzione terrena. La simbologia è spazio-temporale, giudiziale, militare, agricola e liturgica.

Genere letterario: genere misto (motivi sapienziali assieme a motivi di lamentazione individuale).

Divisione:
1a parte: diatriba contro il potente iniquo (vv. 3-9);
2a parte: diversa sorte del salmista che s’è rifugiato in Dio (vv. 10-11).

vv.3-9: L’invettiva contro il potente personaggio contiene una serie di rimproveri sulla sua condotta iniqua (vv. 3-6); una funesta predizione del castigo divino (v. 7) e, infine, lo scherno dei giusti per la sua fallace sicurezza (vv. 8-9).

v.3: “O prepotente”: è il personaggio, non meglio identificato, a cui è indirizzata la presente invettiva profetica; in chiave sapienziale tale personaggio non sarebbe più un individuo, ma il tipo di una categoria. Questo personaggio è prepotente perché sta facendo il male contro il giusto, il pio. Il giusto è il salmista che, vittima della prepotenza dell’iniquo personaggio, nella 2a parte del salmo inneggia alla divina bontà che lo ha fatto trionfare su di lui (v. 11).

v.4: “Come lama affilata…”: la simbologia è militare. L’immagine della lingua, come lama di una spada o di un rasoio, è vista come uno strumento di male (cf Is 7,20; Ger 9,2-7; 36,23; Sal 7,13; 35,20).

v.5: “Tu preferisci il male al bene”: è lo stesso pensiero del rimprovero profetico di Is 5,20: “Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che trasformano le tenebre in luce e la luce in tenebre”.

v.7: “Perché Dio ti demolirà… ti spezzerà… ti sradicherà…”: la sequenza di tre verbi che indicano distruzione dà vigore alla punizione divina, davvero radicale. Dopo il rimprovero viene, non la minaccia, ma la predizione profetica del divino castigo che è quello della radicale distruzione.
- Dalla tenda: si allude forse al sacro recinto del tempio (cf v. 10), dove si usufruisce della vera vita (= terra dei viventi) all’ombra protettiva della presenza di Jahwèh.

v.8: “Vedendo, i giusti saranno presi da timore e di lui rideranno”: per una simile reazione davanti alla giusta punizione di Dio dell’empio insolente, cfr. anche Sal 2,4-5; 37,13. È lo stesso atteggiamento di Dio di fronte alla vana ribellione delle genti, come anche in vista della misera fine della prosperità insolente dell’empio.

v.9: “Ecco l’uomo…”: nello scherno dei giusti sull’incredulità dell’empio, che ha fede solo nei suoi beni e nella sua potenza ma non in Dio, si può ravvisare lo stesso atteggiamento degli schernitori del giusto sofferente (Sal 22,9).

vv.10-11: In questa 2a parte, che contiene un’affermazione di fiducia in Dio (v. 10) e il proposito di pubblica lode per i suoi benefici (v. 11) – motivi della preghiera individuale di lamentazione – il salmista esalta la sua felice condizione per la sicura e fruttuosa fruizione della divina bontà.

v.10: “Come olivo verdeggiante nella casa di Dio…”: l’olivo, con l’olio che ne deriva, è segno di vita e di abbondanza. Il salmista stando nel tempio attingerà dal Signore la sua vita in pienezza e crescerà lussureggiante come un olivo (cf. Ger 11,16; Sal 128,3; Gb 15,33). Nel Sal 92,13 il giusto è paragonato a una palma e a un cedro del Libano. L’immagine dell’olivo verdeggiante è riferita al popolo eletto (cf Gr 11,16). Caratteristica è l’immagine dell’albero rigoglioso con cui nel Sal 1 si paragona la felice sorte del giusto in contrasto con quella rovinosa dell’empio (Sal 1,3).
- Nella casa di Dio: la relazione della prosperità del giusto con il tempio è chiaramente indicata anche nel Sal 92,13-14, in cui è ripresa e sviluppata l’immagine dell’albero rigoglioso.

v.11: “…Per quanto hai operato… nel tuo nome, perché è buono, davanti ai tuoi fedeli”: è la caratteristica enunciazione dell’azione salvifica di Jahwèh. Qui si manifesta anche la fede d’Israele nella bontà del Signore, che vuole “salvare” il popolo. Tale bontà “salvifica” si deve ora manifestare davanti a tutti nella comunità dei fedeli di Jahwèh (vedi Sal 22,23).

Riflessioni personali per un discernimento di vita:
Pongo la mia fiducia nella “iniqua ricchezza”, nella sicurezza dei beni materiali, oppure mi rifugio solo nella divina misericordia e nella Provvidenza di Dio?
Cerco prima di tutto il Regno di Dio e la sua giustizia, con la certezza che tutto il resto mi sarà dato in aggiunta?
Mi abbandono con piena fiducia, come un bambino nel seno materno, “nella fedeltà di Dio”?