Il Cuore Immacolato di Maria

Il Cuore Immacolato di Maria

Mon, 24 Jun 19 Liturgical formation

Il giorno dopo la solennità del Sacro Cuore di Gesù, la Chiesa celebra la memoria liturgica del Cuore Immacolato di Maria.

L’origine storica della festa è abbastanza recente, come è ricordato nell’Esortazione apostolica Marialis Cultus di Paolo VI, che annovera la memoria del Cuore immacolato della beata Vergine Maria tra le «memorie o feste che esprimono orientamenti emersi nella pietà contemporanea» (n. 8). La commemorazione liturgica è fissata il giorno che segue la solennità del Cuore di Gesù, ritornando così all’origine storica di questa devozione.

San Giovanni Eudes (1601-1680) che fu padre, dottore e primo apostolo di questa devozione, come risulta dalle dichiarazioni di Leone XIII (1903) e di Pio X (1909), non separava mai i due Cuori nei suoi progetti liturgici. Con alcuni suoi discepoli, nel 1648, il santo cominciò a celebrare la festa del Cuore di Maria, componendo i testi liturgici per la Messa; ma solo nel 1805 Pio VII decise di permetterne la celebrazione a tutti quelli che ne avrebbero fatto esplicita richiesta. Nel 1864 alcuni vescovi chiesero al Papa la consacrazione del mondo al Cuore di Maria. La prima nazione che si consacrò al Cuore di Maria fu l’Italia, in occasione del Congresso Mariano di Torino del 1897.

Di questa devozione egli ci dice: "Nel Cuore santissimo della prediletta Madre di Dio, noi intendiamo e desideriamo soprattutto venerare e onorare la facoltà e capacità naturale e soprannaturale di amare che la Madre dell'amore tutta impegnò nell'amare Dio e il prossimo. Poiché sia che il cuore rappresenti il cuore materiale che portiamo in petto, organo e simbolo dell'amore, o piuttosto la memoria, la facoltà d'intendere con cui meditiamo, la volontà, che è radice del bene e del male, la finezza dell'anima per la quale si fa la contemplazione, in breve, tutto l'interno dell'uomo (noi non escludiamo alcuno di questi sensi) intendiamo e vogliamo soprattutto venerare e onorare prima di ogni cosa e sopra ogni cosa, tutto l'amore e tutta la carità della Madre del Salvatore verso di Dio e verso di noi" (Devozione al Sacro Cuore di Maria, Caen, 1650, p. 38 e Cuore ammirabile, l. i, c. 2).

Come nella Messa del Cuore di Gesù si celebra l’amore misericordioso di Dio per la Chiesa, così nella liturgia del cuore di Maria si contempla il cuore di Maria completamente abbandonato alla volontà del Padre.

Sant’ Agostino è stato uno dei primi Padri a cogliere in Maria "lo scrigno di tutti i misteri", in particolare del mistero dell'Incarnazione, giungendo all'affermazione che "Maria ha concepito nell’orecchio prima che nel grembo".

Cuore e orecchio sono legati da un filo sottile. Nella scrittura centinaia sono le espressioni nelle quali compare la parola orecchio o il verbo ascoltare, facendo sempre riferimento alla possibilità o alla grazia di poter ascoltare una parola. La Liturgia della festa sottolinea come il cuore della Vergine fosse costantemente proteso all’ascolto e all’approfondimento della parola di Dio.

Maria medita nel suo cuore gli eventi in cui è coinvolta insieme a Gesù, cercando di penetrare il mistero che sta vivendo: conservare e meditare nel suo cuore tutte le cose, le fa scoprire la volontà del Signore. Nell’iconografia Ortodossa, uno dei canoni fondamentali che deve avere un’icona Mariana, per essere compiutamente definita tale, è proprio quello di lasciare scoperto l’orecchio destro di Maria, per esprimere questa realtà profondissima di fecondità, che in Lei è arrivata ad essere quasi divina, come conseguenza della Sua fede e del Suo totale ascolto della Parola.