Gianna Beretta Molla

Gianna Beretta Molla

Wed, 31 Jan 18 Spiritual Masters

L’appuntamento con “i nostri amici” in questo articolo è con una donna la cui  straordinarietà consiste nel aver vissuto con assoluta ordinarietà la sua giovane vita. Leggo e ascolto la biografia di Gianna Beretta Molla con un certo pudore, mi avvicino a lei stando  come sulla soglia di un mistero. Non è facile raccontare della santità vissuta nel piccolo spazio delle pareti domestiche o nei brevi confini del lavoro, forse perché siamo abituati ai santi delle grandi imprese, santi religiosi o comunque uomini e donne che hanno vissuto la vita con particolari forme di consacrazione a Dio. Il nostro tempo necessita più che mai di testimoni, gente credibile e solidale con il vissuto di tutti. Una santità insomma a portata di mano e di occhi; occhi nei quali riconoscerci, occhi che hanno scrutato il buio e individuato la luce. Occhi come quelli di Gianna, carichi di eternità!

Il suo volto è l’attualizzazione dell’icona di Maria, Madre della tenerezza; nel contemplarlo ci si sente avvolti dalla pace, una sorta di armonia che è richiamo alla comunione trinitaria. Quanti spunti di riflessione può offrirci un volto! Si dice che è lo specchio dell’anima ed è vero! Il volto della nostra beata ha i lineamenti dell’amore ricevuto e donato, della gioia e della speranza costruita. Accosto in punta di piedi Gianna e vi racconto che: Nasce a Magenta (Milano) il 4 ottobre 1922 da Alberto e Maria, decima di tredici figli; riceve un’educazione umana e cristiana impregnata di quei valori semplici ed essenziali che fanno considerare la vita come un dono meraviglioso tutto da vivere, un regalo che nasce dalle mani generose di Dio Padre. All’età di cinque anni riceve la prima comunione e, com’è naturale per le anime belle, l’eucaristia diventerà la sua forza, il suo riferimento assiduo, la sua luce; nella fanciullezza, adolescenza e giovinezza.

C’è un filo comune tra i santi di ogni epoca, un legame che trova il suo polo d’attrazione proprio nell’eucaristia, quasi come se “il piccolo pezzo di pane” fosse la sintesi di tutti i frammenti di santità sparsi ovunque; un impasto di semi di bontà messi insieme e divinizzati dal Signore Gesù. I santi di ogni età lo hanno ben compreso e la beata ha vissuto l’eucaristia come rendimento di grazie, sacrificio, lode da condividere con tutti.