Pellegrinaggio ecumenico

Pellegrinaggio ecumenico

Mon, 04 Jun 18 Ecumenical initiatives

Nel centenario della nascita di Maddalena Volpato, Figlia della Chiesa (1918-1946) che ha offerto la sua vita per l’unità dei cristiani, anche una rappresentanza degli animatori ecumenici parrocchiali della diocesi di Roma si è messa in pellegrinaggio. Partiti all’alba del 1° giugno abbiamo fatto una breve sosta ad Orvieto, la città del “Corpus Domini” rinnovando la nostra fede nell’Eucaristia, sacramento dell’Unità della Chiesa, e pregando nella Cappella del Duomo che custodisce il prezioso corporale. L’Incontro con il vescovo S.E. mons. Benedetto Tuzia, che ha visto sorgere a Roma nel 2009 i nostri percorsi itineranti di formazione ecumenica, è stato un momento di vera fraternità e amicizia, impreziosito dalla sua brevissima ma intensa “catechesi” sul mistero dell’Incarnazione e della Chiesa rappresentati sulla facciata e all’interno del duomo.
Il 2 giugno lo abbiamo trascorso a Venezia, dove Maddalena ha trascorso gli ultimi due anni della sua esistenza terrena. Abbiamo visitato alcune realtà ecumeniche della città, a partire dall’Istituto di Studi Ecumenici S. Bernardino. Il Preside, P. Stefano Cavalli, ce ne ha illustrato le attività mentre il bibliotecario ci ha permesso di vedere, tra l’altro, l’incomparabile raccolta di manoscritti, i corali miniati a mano e i primi frutti della stampa veneziana, custoditi nella fornitissima biblioteca, specializzata soprattutto in studi ecumenici e fonti francescane. Subito dopo abbiamo visitato la Chiesa dei Valdesi, che celebra quest’anno 150 di presenza a Venezia (1868-2018), accolti dai membri del consiglio di Chiesa, Alberto Bragaglia e Mara Bounous. “Noi siamo la nostra storia” ci ha detto Alberto e il clima di incontro e di fraternità ecumenica che oggi possiamo respirare diventa un’occasione per raccontarci e porre così le basi di una fruttuosa collaborazione per il cammino da percorrere insieme.
Nel pomeriggio ci siamo recati all’isola di San Lazzaro degli Armeni. Una breve sosta nella chiesa e nel chiostro, dove alcuni pannelli  raccontano l’opera dell’abate Mechitar, fondatore del monastero, e poi la visita guidata in mezzo ad altri numerosi visitatori. Dal belvedere dell’isola abbiamo potuto scorgere le coste di Venezia Lido e il luogo dell’ospedale al mare dove Maddalena fu ricoverata nel gennaio del 1945, e dove rimase con sofferenze indicibili, offerte col sorriso per l’unità dei cristiani, fino alla morte, il 27 maggio 1946. Per uno sguardo panoramico finale, Sergio Molin dell’associazione dei Figli della Chiesa, che aveva preparato con cura tutto il percorso, ci ha portati sul campanile di San Giorgio, avendo cura di farci mostrare dal priore, all’interno del monastero benedettino, la sala dove fu celebrato il Conclave  nel marzo del 1800.
Dopo questa ricchissima esperienza veneziana, domenica 3 giugno, Solennità del Corpus Domini, ci siamo uniti agli altri pellegrini per raggiungere S. Alberto di Zero Branco (TV), il paese dove Maddalena Volpato è nata il 24 luglio 1918 e dove ora riposano i suoi resti mortali. Dopo una breve visita al cimitero siamo andati a vedere la vecchia casa dove i genitori di Maddalena avevano dato vita ai loro 10 figli e da dove Maddalena partiva ogni giorno per recarsi in chiesa, a piedi o in bicicletta, per partecipare alla Messa quotidiana e alle varie attività parrocchiali.
Mons. Mario Salviato, vicario episcopale per la Pastorale della diocesi di Treviso, durante la solenne Eucaristia da lui presieduta, ha fatto notare il profondo legame, che è molto più di una coincidenza, tra la vicenda di Maddalena e la solennità del Corpus Domini. Nutrita dall’Eucaristia, Maddalena se ne è lasciata plasmare giorno dopo giorno tanto da diventare, come Gesù, dono offerto per la salvezza dei fratelli. Siamo davvero grati al Signore per l’esperienza vissuta e ci auguriamo che molti comprendano la necessità di continuare a pregare, lavorare e offrire il proprio contributo per l’Unità dei cristiani. Il dono della piena comunione può venire solo dal Signore, noi però possiamo disporci insieme ad accoglierlo, grazie ad una sempre maggior consapevolezza e partecipazione, unendoci così alla preghiera di Gesù, che vogliamo fare nostra: Padre, siano una cosa sola come noi, affinché il mondo creda.