"Dateci una liturgia significativa e bella!"

"Dateci una liturgia significativa e bella!"

Comunità Formazione Spiritualità Liturgia Giovani Mater Amabilis - Vicenza - Italy

Nello scenario suggestivo di un soleggiato pomeriggio autunnale, si è svolto ieri, 13 Ottobre 2018, l'ormai consueto appuntamento del convegno in occasione dell'anniversario dell'inizio del Concilio Ecumenico Vaticano II, presso il Centro Onisto a Vicenza. Il tema di quest'anno è stato in linea col cammino che la diocesi sta facendo di ascolto dei giovani, cogliendo l'occasione del Sinodo dei Vescovi sui giovani, attualmente in corso. Negli incontri che il vescovo Beniamino Pizziol ha fatto nelle dieci zone della diocesi, i giovani hanno più volte sollevato la difficoltà di comprendere il linguaggio liturgico, per cui il convegno ha affrontato la questione dando come titolo: "Il Linguaggio e i linguaggi della Liturgia". 

Davvero brillante è stata la riflessione di Goffredo Boselli, monaco di Bose, che nella prima relazione del convegno ha messo in evidenza il meraviglioso scrigno della liturgia e ha dato alcune linee di comprensione della difficoltà giovanile nei confronti della liturgia. Ha innanzitutto sottolineato la necessità di sfatare un preconcetto molto accreditato tra gli adulti, secondo il quale ai giovani non interessa la liturgia e lo ha fatto partendo da un'affermazione di un giovane uditore al sinodo che suona per tutti noi come un appello: "Dateci una liturgia significativa e bella!". Partendo allora dai desideri dei giovani e considerando la liturgia come una risorsa e non come un problema, Boselli ha ribadito con forza la necessità di una educazione dei giovani alla vita spirituale senza la quale non è possibile comprendere la liturgia, in quanto ad essa si è iniziati. "La Liturgia è la forma che ti forma", ha affermato il relatore e in quanto tale richiede un necessario abbandono e una decisiva fiducia da parte del giovane per comprenderne le profondità, perchè essa, con i suoi riti e le sue preghiere, strappa ad un individualismo che vuole fare tutto da sè, per inserire in un dinamismo che dà forma alla fede.

Il linguaggio liturgico non è univoco, per questo Don Pierangelo Ruaro, direttore dell'Ufficio Liturgico diocesano, ha arricchito con la seconda relazione l'interessante argomento, affrontando uno dei linguaggi liturgici che è il canto e la musica. La bellezza della liturgia risplende nell'armonia del canto e della musica, che rappresentano un coinvolgimento totale di tutta la persona nella celebrazione eucaristica, compreso il corpo che nel canto si esprime nella sua unitarietà. 

La numerosa partecipazione e gli interventi in sala dopo le due relazioni hanno testimoniato un grande interesse per questo tema, che rappresenta un importante sfida non solo per i giovani, ma per ogni credente che vuole crescere nella relazione con Dio e con i fratelli. E' a questa sfida che tutti noi, in quanto credenti, siamo chiamati.