comunicazione autentica

#3step: la comunicazione autentica

Mon, 12 Feb 18 Formation

Dopo avere imparato a dare un nome alle emozioni che mi abitano, facciamo un ulteriore passaggio: imparare a comunicare.

“Devo essere capace di dirti chi sono per poter capire chi sono!” Eh sì! Per poter raccontarmi ho bisogno di conoscermi, che in altri termini vuol dire: “Devo avere la libertà e la capacità di dirti i miei pensieri, di comunicarti i miei giudizi, di esporti le paure e le frustrazioni che provo, di ammettere i miei fallimenti e la mia vergogna, di condividere con te ogni mio successo, prima di farmi un’idea chiara di chi sono e su chi posso diventare”. IO ho bisogno dell’altro per conoscermi, per capirmi. Certamente l’apertura sarà più facile con chi vedo che mi accoglie, ma questo non esclude la potenzialità di ogni “altro” che, pur nella fatica, mi permette di comprendere qualcosa in più di me. A volte sicuramente serve tempo, perché ho bisogno di distanziarmi, soprattutto se ci sono relazioni di fiducia bruciate; altre volte già nel vivo posso cogliere il bene che mi viene non dalla persona in sé ma da quello che vivo in quella data circostanza.

La comunicazione è l’unica via che conduce alla comunione”.

 "ESODARE" (uscire) da se stessi costa fatica;  COMUNICARE agli altri quello che realmente viviamo costa tanta fatica, perché è disagevole rivelare la propria nudità interiore. È più facile simulare.

  •  Ad esempio, un giudizio neutro come “Io penso che tu sei intelligente…” può avere dietro molte possibili reazioni emotive:

“… e io sono geloso”

“… e io mi sento frustrato”

“… e io sono orgoglioso di esserti amico”

“… e io mi sento a disagio con te”

“… e io mi sento diffidente nei tuoi confronti”

“… e io mi sento inferiore a te”

“… e io mi sento come costretto ad imitarti”

“… e io provo una gran voglia di girare alla larga da te”

“… e io sento il desiderio di umiliarti”...

Per la riflessione personale: 

  • Ripensa alle ultime 24 ore. Di fronte ad un giudizio neutro, so riconoscere le reazioni emotive che nascono in me?
  • Riesco a dire quello che penso, senza viverlo come un giudizio?

Per la bibliografia, vedere gli articoli precedenti.

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