GUARDERANNO A COLUI CHE HANNO TRAFITTO. Via Crucis degli universitari

GUARDERANNO A COLUI CHE HANNO TRAFITTO. Via Crucis degli universitari

Comunità Giovani Sedes Sapientiae - Siena

Riverserò sopra la casa di Davide

e sopra gli abitanti di Gerusalemme

uno spirito di grazia e di consolazione:

guarderanno a colui che hanno trafitto.

Zaccaria 12,10

Ci vanno ancora i giovani in processione? Li vedi giungere da ogni dove per i grandi eventi di massa, i concerti live dei loro big, le GMG, le manifestazioni di protesta civile, i cortei a salvaguardia del pianeta; ma le processioni religiose proprio no, non ci scommetteresti! Eppure, la Via Crucis degli universitari qui a Siena calamita centinaia di giovani e adulti ogni anno. È un appuntamento atteso e tessuto nel cuore di ciascuno dall’inizio della Quaresima. Mette in moto vari ambiti di servizio: dalla stesura dei commenti alle quattordici stazioni, all’allestimento dei flambeau colorati, all’impaginazione del libretto guida, al coinvolgimento di gruppi e movimenti che si turnano nel ricevere la Croce e dare voce alla Parola e alle riflessioni dei giovani, all’animazione del coro con i canti, al servizio più umile e necessario di coloro che portano le ‘trombe’ altoparlanti per consentire a tutti di ascoltare e partecipare intimamente. Non manca nessuno; soprattutto, nello sguardo di ognuno puoi scorgere la limpida pìetas che sgorga dalla compunzione del cuore, senza ostentazione. La via dolorosa percorsa da Gesù a Gerusalemme s’intreccia con il loro incedere lento e composto; l’evento drammatico della sua flagellazione, crocifissione e morte trova, nelle soste mirate, la concentrazione intima dello sguardo su “Colui che hanno trafitto”. In poco più di un’ora, sollecitati dalle loro stesse riflessioni, giovani vite ripercorrono e resettano: scelte, progetti e desideri, filtrati da un Amore senza misura, che li raggiunge e li provoca.

*        “In una società basata sempre più sui like, sui follower, sul make-up chi è che vorrebbe rinnegare se stesso e prendere la sua croce? Chi tra un selfie e un altro ha l’assurdo pensiero di voler morire per le parole di un uomo vissuto duemila anni fa? Ma è proprio questa sua Parola la chiave di tutto: "amate i vostri nemici, lavate i piedi al vostro prossimo, rialzate chi è caduto”.

*        “Il Dio che si fa carne è voluto scendere sino al punto più basso dell’umanità; il volto di Gesù è schiaffeggiato, oltraggiato, sputato; un volto tumefatto, sanguinante, sofferente; non è affascinante, né straordinario. Come Veronica, siamo chiamati senza esitazione a rompere l’estremo tabù dell’inguardabile e dell’intoccabile: avviciniamoci a Lui, nonostante la polvere e il sangue; potremo saziare la nostalgia del Volto di Dio e della sua luce, che egli ci ha donato fin dalla creazione”.

*        Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? La sofferenza di ogni uomo è sentirsi solo, ma quel tuo ultimo grido parlava di amore, un abbandono fiducioso al Padre”.

*        “Gesù ha dato tutto. […] Quel corpo morto divenuto simbolo della vita viene avvolto in un lenzuolo nuovo, appena comprato: dal momento della morte è tutto nuovo per il Redentore”.

La Via Crucis è un vero e proprio ricalcolo di percorso per ciascuno, ognuno intercettato nella sua storia personale salvata. Il fiume umano che le anguste vie della città antica stentano ogni volta a contenere è solo una piccola goccia visibile dell’incontenibile fiume di grazia e di consolazione che il Signore riversa su tutta l’umanità. E tra le pieghe nascoste dei cuori, questi giovani lo sanno; lo riconoscono e lo annunciano con la loro vita, riconsegnata nelle Sue mani.