Memoria della Beata Vergine Maria Addolorata

Memoria della Beata Vergine Maria Addolorata

Tue, 13 Sep 22 Daughters of the Church Foundress Church and Mary Liturgy Life of the Institute

“La festa dell’Addolorata sia celebrata liturgicamente nel modo più solenne. Figlie delle sue lagrime, facciamola sorridere con la nostra dolce carità fraterna

Così ci esorta la Fondatrice, M. Maria Oliva del Corpo Mistico, che ha sempre avuto una speciale tenerezza verso la Vergine dei Dolori; la onorava in tutti i modi e contemplandola si identificava con Lei, nel desiderio di partecipare alle sofferenze del Figlio per la salvezza del mondo.

In una intensa poesia la prega :

Vergine del Dolore
Madre della Pietà,
Vertice senza fiore,
cupa profondità,

per l'affannato pianto

degli occhi tuoi soavi,

per il tuo Cuore infranto,

per l'ore tue più gravi,

apri le nostre menti
alla visione atroce
dei divini tormenti,
del dramma della croce;

ai piè del Crocifisso

immergi i nostri cuori

nell'ignorato abisso

de' tuoi Sette Dolori;

e se ancor pianger vuoi
la divina agonia,
oh, piangi, piangi in noi,
Maria, Maria, Maria!

Ci uniamo con lei alla devozione del popolo di Dio che ha attraversato i secoli e alla preghiera liturgica che le riserva, oltre alla celebrazione del V venerdì di Quaresima, anche questa memoria del 15 settembre.

Già papa Innocenzo XII il 9 agosto 1692 aveva autorizzato una celebrazione dei Sette Dolori della Beata Vergine la terza domenica di settembre; Pio VII il 18 settembre 1814 la estese a tutta la Chiesa con inserimento nel calendario romano nella terza domenica di settembre; infine Pio X fissò la data definitiva del 15 settembre, subito dopo la celebrazione dell’Esaltazione della Croce, con memoria non più dei “Sette Dolori”, ma più opportunamente come “Beata Vergine Maria Addolorata”.

Nella celebrazione è stata inserita, come un gioiello di pietà, la sequenza di Jacopone da Todi, Stabat Mater, che ha ispirato tanti musicisti e resta una preziosa meditazione sul dolore di Maria e preghiera di richiesta di starle accanto nel supremo dolore

    Addolorata, in pianto                               Stabat Mater dolorósa
la Madre sta presso la Croce                   iuxta crucem lacrimósa,
da cui pende il Figlio.                               dum pendebat fílius.

    Immersa in angoscia mortale                 Cuius ánimam geméntem,
geme nell’intimo del cuore                      contristátam et doléntem
trafitto da spada.                                       pertransívit gládius.

    Quanto grande è il dolore                        O quam tristis et afflícta
della benedetta fra le donne,                   fuit illa benedícta
Madre dell’Unigenito !                              Mater Unigéniti!

    Piange la Madre pietosa                           Quae maerébat et dolébat,
contemplando le piaghe                           pia Mater, dum vidébat
del divino suo Figlio.                                 Nati poenas íncliti!

    Chi può trattenersi dal pianto                  Quis est homo, qui non fleret,
davanti alla Madre di Cristo                     Matrem Christi si vidéret
in tanto tormento?                                     in tanto supplício?

    Chi può non provare dolore                      Quis non posset contristári,
davanti alla Madre                                      Christi Matrem contemplári
che porta la morte del Figlio?                   doléntem cum filio?

    Per i peccati del popolo suo                      Pro peccátis suae gentis
ella vede Gesù nei tormenti                      vidit Iesum in torméntis
del duro supplizio.                                      et flagéllis subditùm.

    Per noi ella vede morire                             Vidit suum dulcem natum
il dolce suo Figlio,                                       moriéndo desolátum,
solo, nell’ultima ora.                                   dum emísit spíritum.

    O Madre, sorgente di amore,                    Eia Mater, fons amóris,
fa’ ch’io viva il tuo martirio,                      me sentíre vim dolóris
fa’ ch’io pianga le tue lacrime.                  fac, ut tecum lúgeam!

    Fa’ che arda il mio cuore                           Fac, ut árdeat cor meum
nell’amare il Cristo-Dio,                            in amándo Christum Deum,
per essergli gradito.                                        ut sibi compláceam.]

    Ti prego, Madre santa:                              Sancta Mater, istud agas,
siano impresse nel mio cuore                  crucifíxi fige plagas
le piaghe del tuo Figlio.                             cordi meo válide.

    Uniscimi al tuo dolore                               Tui nati vulneráti,
per il Figlio tuo divino                               tam dignáti pro me pati,
che per me ha voluto patire.                    poenas mecum dívide.

    Con te lascia ch’io pianga                         Fac me vere tecum flére,
il Cristo crocifisso                                      crucifíxo condolére
finché avrò vita.                                          donec ego víxero.

    Restarti sempre vicino                              Iuxta crucem tecum stare
piangendo sotto la croce:                          et me tibi sociáre
questo desidero.                                         in planctu desídero.

    O Vergine, santa tra le vergini,                Virgo virginum praeclára,
non respingere la mia preghiera,             mihi iam non sis amára:
e accogli il mio pianto di figlio.                 fac me tecum plángere.

    Fammi portare la morte di Cristo,           Fac, ut portem Christi mortem,
partecipare ai suoi patimenti,                   passiónis fac consórtem,
adorare le sue piaghe sante.                      et plagas recólere.

    Ferisci il mio cuore con le sue ferite,      Fac me plagis vulnerári,
stringimi alla sua croce,                             fac me Cruce inebriári
inèbriami del suo sangue.                          et cruóre Fílii.

    Nel suo ritorno glorioso                             Flammis ne urar succénsus,
rimani, o Madre, al mio fianco,                 per te, Virgo, sim defénsus
salvami dall’eterno abbandono.               in die iudícii.

    O Cristo, nell’ora del mio passaggio       Christe, cum sit hinc exíre,
fa’ che, per mano a tua Madre,                  da per matrem me venire
io giunga alla mèta gloriosa.                      ad palmam victóriae.

    Quando la morte dissolve il mio corpo     Quando corpus moriétur,
aprimi, Signore, le porte del cielo,             fac, ut animae donétur
accoglimi nel tuo regno di gloria.               paradísi glória.