IV Domenica del Tempo Ordinario

IV Domenica del Tempo Ordinario

Sáb, 27 Ene 24 Lectio Divina - Año B

Dopo essere passato lungo la riva del mare di Galilea, chiamando i primi discepoli, Gesù entra nel villaggio di Cafarnao.

È sabato, il giorno della festa e del riposo, da trascorrere ricordando l’opera creatrice di Dio, e Gesù si reca nella sinagoga. Secondo lo stile “asciutto” del racconto presentato dall’evangelista Marco, nella sinagoga, Gesù, in maniera naturale e subito, quasi come fosse un’urgenza irrimandabile ulteriormente, si mette ad insegnare, assume il ruolo di maestro, perché è questo lo scopo principale della sua venuta in mezzo a noi: lui, che è il Verbo fatto carne, rivela la verità del Padre, la profondità del suo cuore che ama, la bellezza del suo volto di misericordia.

La gente che ascolta nota un fatto nuovo rispetto alla consuetudine: Gesù parla in modo diverso dagli scribi, ha autorità. È significativo l’uso di questo termine: autorità in greco si traduce con exousìa, che vuol dire letteralmente,“ciò che viene dall’essere”, cioè mostrare ciò che si è. Ecco, Gesù ha autorità perché mostra quello che è, senza falsità: fa vedere la sua relazione speciale e profonda con Dio, il suo essere Figlio, una cosa sola con il Padre, non solo nella condivisione della divinità, ma anche perché abbraccia in obbedienza, totalmente, la sua volontà. Quella di Gesù, dunque, è autorità perché con la propria umiltà, vissuta nella concretezza delle cose quotidiane, sa farsi tramite, ponte attraverso cui passa la potenza salvifica di Dio, la quale, se accolta, tocca e risana ogni cuore. È autorevolezza, non autoritarismo, la sua; è Parola divina che cattura, non per imprigionare, ma per rendere liberi; è Parola divina che non annoia o lascia indifferenti, ma entusiasma e affascina.

Poco dopo, Gesù ha modo di mettere come un sigillo alla sua autorità, scacciando uno spirito impuro, che teneva schiavo un figlio di Dio. Gesù parla direttamente allo spirito intimandogli di andarsene (mentre solitamente gli esorcismi erano compiuti «in nome di YHWH»). Gesù così conferisce ulteriore autorità al suo insegnamento, perché le opere accompagnano la sua Parola; Lui, senza bisogno di intermediari, è forza di bene che domina sul male; è Signore cui gli spiriti maligni obbediscono, piegandosi di fronte alla sua grandezza.

La gente si stupisce; coglie una rottura, una novità positiva, che non lascia le cose uguali a prima. Gesù è un maestro diverso, è di più rispetto agli scribi, è un profeta vero (cf. I lettura) che fa abbracciare in sé prassi ed insegnamento: riesce a raggiungere con l’amore chi lo ascolta, esercita un’autorità che non pesa e schiaccia la vita, ma la aiuta a rialzarsi; ha una forza che domina il male e dona il bene.

Dalla meraviglia, nasce la domanda che desidera una risposta, che vuole trovare la verità: «Che è mai questo?»

Ed intanto, mentre la sua fama si diffonde subito, si fa strada in tanta gente la speranza di una salvezza; inizia a prendere forma la profezia secondo cui «il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta» (versetto all’Alleluia).

In Gesù, il sabato acquista veramente il suo pieno significato! Non è più solamente un giorno di festa e riposo a cadenza settimanale, ma uno stato di vita permanente, che riporta ogni credente al divino progetto originario realizzato nella creazione: ad essere figlio di Dio che riposa nel bene, avendo vinto ogni male.

Portando il brano evangelico di questa domenica nella nostra vita, possiamo essere noi al posto dell’uomo posseduto dallo spirito impuro, cioè, prigionieri del male. Soltanto il Signore può liberarci, con la sua autorità che domina ogni male; Egli mette a tacere la voce cattiva del peccato, che non ci fa vivere in pienezza la nostra dignità; ci aiuta a riconoscere Dio come Padre e gli altri come fratelli.

Possiamo anche immaginare di essere al posto delle persone presenti in sinagoga: assetati di verità, bisognosi di vita. Solo il Signore può donarci una Parola che ci riempie davvero il cuore, che ci stupisce e ci meraviglia per la sua bellezza; che ci fa vedere la novità di una speranza di salvezza.

Oppure, potremmo riconoscerci al posto degli scribi (anche se nel racconto compaiono indirettamente): quando, cioè, pensiamo che avere autorità voglia dire affermare se stessi, dimenticando il Signore e sottomettendo gli altri, scegliendo di essere falsi profeti (cf. I lettura), che pronunciano parole umane e non annunciano la volontà di Dio. In tal modo, la vita non arriva in noi e diventiamo incapaci di donarla e condividerla con gli altri.

In ognuno di questi casi, è importante «non indurire il cuore», non essere un terreno impermeabile, incapace di accogliere il seme della Parola di Dio; occorre invece ascoltare la voce del Signore e lasciarci conquistare il cuore da Lui , per giungere a credergli, ad amarlo. Nella Parola di Gesù, nel suo insegnamento autorevole, troviamo il vero annuncio della salvezza, la vera libertà, la vera gioia; sarà festa e riposo anche per noi, una domenica senza tramonto, la pienezza della nostra vita e del nostro essere.

  • La parola di Gesù, il suo insegnamento, in che modo mi colpisce: mi sorprende positivamente o mi lascia indifferente? sento l’autorità e la novità che porta con sé, mi porta a “muovermi” per cercare il senso di una fede autentica o resto immobile nei miei piccoli orizzonti?
  • Sono capace di meravigliarmi della bellezza che è in Gesù e che Egli mi dona?
  • Quanto mi impegno a combattere il male, restando nell’autorità di Gesù? Ad essere profeta che annuncia salvezza, proclamando la Parola di Dio?
  • Come ascolto la Parola del Signore: sono terreno indurito o accogliente, lascio che si fermi alla superficie o permetto che scenda in me per portare frutti di vita nuova?
  • Come intendo l’autorità: cosa c’è in me, nel mio essere, cosa mostro di me? Mi sforzo di essere in Cristo perché la mia sia un’autorità sia credibile? Cerco di raggiungere l’autorevolezza o mi piace essere autoritario? Mi atteggio a maestro senza essere prima testimone?