Annunciazione del Signore

Annunciazione del Signore

Vie, 24 Mar 23 Lectio Divina - Año A

Con riconoscenza e stupore contempliamo in questa Solennità il grande mistero dell’Incarnazione del Verbo di Dio nel grembo di Maria; lodiamo e benediciamo per il grande Sì che ha riannodato il legame d’amore tra Dio e l’umanità, infranto dalla ribellione dei progenitori.

Cielo e terra si incontrano di nuovo; il Padre buono si curva ancora sulle sue creature per realizzare la loro salvezza nel modo più pieno e inaspettato: dona il Redentore, radicandolo nella carne di una donna, che risponde al Sì di Dio con il suo piccolo-grande Sì, accogliendo il progetto d’amore divino con gioia e generosa disponibilità.

Tutta la Chiesa, nel corso dei secoli, ha riflettuto su questo dono immenso fatto all’umanità; i Padri della Chiesa in particolare hanno espresso la loro meraviglia davanti all’umiltà di Dio, che non ha avuto timore di “impastarsi” con la nostra fragile condizione umana, assumendola dal di dentro, nel grembo sacro della Vergine Maria, per ricondurci alla comunione originaria con Lui, come figli amati nel Figlio unigenito e prediletto.

La prima lettura, tratta dal profeta Isaia (7,10-14) se da un lato mostra la reticenza e la mancanza di fiducia del re Acaz davanti alla proposta divina di chiedere un segno, dall’altro conferma ancora una volta la liberalità di Dio, che promette la fecondità di una vergine; e assicura che nonostante l’ottusità e resistenza del suo popolo, mai gli verrà meno la Sua presenza, perché Egli è e sarà sempre Emmanuele, “Dio-con-noi”.

La seconda lettura, dalla lettera agli Ebrei (10,4-10), insiste nel riproporre la risposta generosa e obbediente del Verbo alla volontà salvifica del Padre, già anticipata nel Salmo 39: un “eccomi” pronunciato senza riserve, con adesione incondizionata, fino alle ultime conseguenze; un’attitudine obbedienziale che è un forte invito a seguire l’esempio del Signore quando la volontà di Dio si manifesta nella nostra vita Ci soffermiamo in particolare sul brano evangelico di Luca 1,26-38 che privilegia in questa solennità la persona di Maria, chiamata ad essere interlocutrice di Dio attraverso l’arcangelo Gabriele.

Notiamo anzitutto che il messaggero di Dio, sei mesi prima, aveva portato a Zaccaria, nel solenne scenario del tempio di Gerusalemme, il lieto annuncio della nascita del Precursore; ora invece è inviato in un umilissimo contesto domestico, in una periferia geografica e culturale della terra d’Israele, dove erano possibili contatti e conseguenti contaminazioni con i pagani.

Inoltre, come ci riferisce il v. 27, Maria sta perseguendo un progetto di vita matrimoniale con Giuseppe: si tratta quindi di una persona già impegnata. Secondo l’uso del tempo, sebbene non fossero ancora conviventi, un contratto era già stato fatto, un progetto era avviato, il sogno della vita comune veniva coltivato da entrambi, con la speranza certamente di una famiglia, di figli… del Messia… chissà!!!

Al v. 28 Luca ci presenta l’Angelo che, entrando da Maria, innanzitutto la invita alla gioia: «Rallégrati!» e gliene dà la motivazione: «Piena di grazia, il Signore è con te»; queste parole però sono motivo di turbamento per la Vergine (v. 29)... Infatti, nelle Scritture si ribadisce più volte, specialmente in un contesto di chiamate per una speciale missione, che il Signore si impegna ad essere presente e sostenere la persona che ha scelto; ma la parola “piena di grazia” non era mai stata pronunciata: essa rivela a Maria una realtà di cui non era finora consapevole; le annuncia la sovrabbondanza della benevolenza del Signore sulla sua povera persona, in assoluta gratuità.

Per questo l’Angelo deve rassicurarla (v. 30) e le manifesta la missione a cui il Padre l’ha chiamata (vv. 31-33): concepire e partorire un figlio, al quale deve dare un nome non nuovo, anzi antico: Yēhushūa‛, il cui significato: Yahweh [è] salvezza, sarà pienamente inverato in quel “Figlio che nascerà”, che “verrà chiamato Figlio dell’Altissimo”, al quale sarà dato il trono di Davide e il cui regno non avrà fine. Ed ecco: Maria chiede spiegazioni (v. 34); dialoga per capire, per assumere questo compito con piena responsabilità e perché è consapevole del suo limite a generare, nella sua condizione di verginità.

La risposta dell’angelo (v. 35) la rimanda alle grandi teofanie antiche, quando Dio si manifestava nella nube accompagnando il suo popolo. È lo Spirito che agirà con tutta la sua potenza, adombrandola… e tuttavia richiede il libero assenso della sua persona per realizzare ciò che è umanamente impossibile.

La Vergine aderisce con un sì senza riserve; si abbandona nelle mani e nel cuore di Dio; vuole essere sua serva: non rassegnata, ma libera e interamente dedita a quel Figlio che le sboccerà dentro e che sarà contemporaneamente sua creatura e suo Dio.

Maria perciò, nel grande mistero dell’Incarnazione del Verbo, è la garante della vera e piena umanità del Figlio di Dio; dalla sua carne nasce Colui che rinnova interamente la vita dell’umanità; nel suo grembo ospitale avviene la riconciliazione definitiva dell’uomo con Dio; il Nuovo Adamo opera la salvezza dell’uomo in piena sinergia con la Nuova Eva, che si fa sua collaboratrice e compagna, madre perché gli ha dato la carne e discepola perché gli ha dato tutto il suo cuore.

Per questo è modello della Chiesa; per questo è esemplare per ogni fedele che vuole impegnarsi con Cristo a realizzare il progetto d’amore di Dio a favore di tutti, nessuno escluso. Infatti, come afferma il Concilio Vaticano II nella Gaudium et Spes n. 22 “con l'Incarnazione il Figlio di Dio si è unito in certo modo ad ogni uomo”.

Il mistero dell’Incarnazione ci coinvolge nel meraviglioso progetto divino della salvezza che ci riguarda tutti da vicino; a ciascuno di noi il compito di immergerci consapevolmente in esso, grati per il dono di Dio e desiderosi di testimoniarlo con gioia ai nostri fratelli e sorelle che ancora lo ignorano.

Domande per la riflessione personale:

  • Sono consapevole che il Signore vuole coinvolgermi nel suo progetto di salvezza per tutti?
  • Guardo a Maria come a Colei che può aiutarmi a dire il mio sì al Signore?
  • Desidero comunicare a chi incontro la bellezza di questo mistero?