Salmo 6

Salmo 6

Mié, 25 May 22 Lectio Divina - Salmos

Il salmo 6 è la supplica individuale di un uomo gravemente malato. L’esperienza che l’orante fa è quella amara della malattia e della sofferenza, di angoscia interiore e timore della morte, con la coscienza e la consapevolezza del peccato. L’intreccio esistenziale di relazioni fra tutti questi fattori somatici e spirituali, permette di meditare questo salmo alla luce della classificazione tradizionale, che lo inserisce tra i sette salmi penitenziali.

Il salmista teme l’ira di Dio e grida: "Signore, non punirmi nel tuo sdegno” (v 2); sembra che questo orante abbia una visione della vita limitata, chiusa agli orizzonti della vita presente, priva di apertura a un avvenire oltre questa vita.

Il Nuovo Testamento trasformerà completamente questa visione, ponendo chiaramente l'orizzonte della vita dell'uomo nella vita senza fine.

Tuttavia il salmo con i suoi toni forti può aiutarci ad entrare nella psicologia di un malato grave, tentato di disperazione, di solitudine, di chiusura. Solo chi l’ha provato può avere un’idea di questo stato d’animo.

È un dramma con tre personaggi: Dio, il sofferente, i nemici. L’uomo che si trova in uno stato di grande prostrazione, fisica e morale, attraverso lo sfogo libero del cuore verso Dio, chiede di essere liberato dai nemici e non teme di esprimere il suo lamento.

Nella Bibbia troviamo vari personaggi che hanno pregato così: oltre a Davide, anche il profeta Geremia ha scritto lamenti molto simili a questo salmo; pure Giobbe, nella sua sofferenza fisica e morale si è espresso così.

Gesù stesso, sulla croce, ha detto: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”.

Ogni cristiano può ripetere l’esperienza di Davide, di Geremia, di Gesù. Quando recitiamo questo salmo possiamo unirci a tutti coloro che soffrono; forse non possiamo uguagliare la loro sofferenza; ma possiamo ugualmente far nostro il lamento universale di coloro che invocano Dio perché venga a salvarli.

I nemici possono essere molto diversi: nemici politici, popoli conquistatori, oppressori, ma anche nemici privati, prepotenti, sfruttatori. Nei salmi i nemici sono sempre figure un po’ vaghe; non hanno un volto preciso, però sono sempre uomini senza Dio; sono il segno del male.

Trasposizione e attualizzazione cristiana

Leggiamo in Mt 7, 23 e in Lc 13, 27: “Allontanatevi da me, voi tutti operatori di iniquità” come al v. 9 del salmo 6. Anche le guarigioni operate da Cristo, specialmente quando si presentano in relazione con il peccato dell’uomo, prolungano il tema del salmo.

Domande per la riflessione personale:

  • Nei momenti di sofferenza mi perdo nel lamento, oppure, mi presento al Signore nella preghiera sapendo che è purificatrice, che trasforma la sofferenza in fiducia?
  • So veramente da che cosa dipende il male dell'uomo?
  • Quale coscienza ho del mio peccato?
  • So che Dio ascolta la mia preghiera? Sono certo che il Signore mi ascolta, mi accoglie, mi riceve?
  • So vedere la realtà con occhi nuovi e superare le difficoltà con un entusiasmo rinnovato?
  • C’è qualche gesto che posso fare concretamente per esprimere la forza di questa preghiera?