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Fare Casa: esercizi spirituali per giovani

Fare Casa: esercizi spirituali per giovani

Jue, 15 Ago 24 Formación Iniciativas de pastoral juvenil Jóvenes

Ci ritroviamo da ogni parte d’Italia, in piena estate,  nel cuore del silenzio e della pace della preghiera, insieme a Suor Giulia, Suor Rosaria, Suor Palma e padre Gianluca e non per ultime con le care sorelle della Casa Mater Amabilis di Vicenza. Veniamo qui per sei giorni, lontano dal mondo per riannodare alcune matasse interiori o semplicemente per lasciar fare a Dio per una buona volta... Ci sganciamo dal turbine delle giornate per riscoprirci e per capire cosa significhi realmente «Fare casa».
«Non siamo monadi, siamo esseri relazionali» come ben diceva suor Giulia, ma abbiamo bisogno di soffermarci per comprendere sul serio chi siamo e verso dove andiamo... Per compiere ciò occorre partire da noi: chi siamo e come vogliamo fare casa? Gli esercizi sono nati all’insegna della scoperta del desiderio di Dio per ognuno di noi. Esso deve partire da un animo libero e docile alla sua Parola.
Per permettere questo, tutto è stato scandito dalle lodi mattutine, dai vespri, dalla messa e dalle meditazioni con l’Id quod volo e da tre passi della Sacra scrittura come dono per noi. Sono stati donati dei moniti e delle piccole note per poi accompagnarci verso la nostra preghiera personale. Il piccolo angolo di paradiso alle spalle della Casa Mater Amabilis apre lo sguardo e il cuore verso il cielo. C’è Dio in ogni foglia, in ogni petalo, in ogni raggio di luce che squarcia il cielo. Si respira quel tocco di Lui presente su questa terra. Tutte noi abbiamo vissuto ciò in modi diversi, proprio perché è diverso il modo di manifestarsi di Dio con ciascuno di noi.
Il momento dei pasti era avvolto da un’aura di silenzio e da una dolce musica che permetteva di guidare l’animo verso la riflessione e la meditazione sulla giornata e sul modo in cui Dio ci parlava. Un modo di comunicare che non è solo Parola, ma che deriva dallo sguardo delle persone che incontriamo, dai gesti, dai piccoli segni, dalle creature del creato e dalle cose piccole. Sta a noi saper leggere e interpretare con quell’acutezza che solo Dio può permettere di affinare. Lasciarsi andare a Lui significa far in modo che lo Spirito Santo operi e ci renda persone nuove. L’iter degli esercizi di “Fare casa” ha avuto come chiusa finale la proposta di creare e disegnare una propria casa interiore: tutte noi abbiamo espresso grandemente noi stesse e ciò che è emerso da questi giorni insieme. Tornare adesso alla vita ordinaria ci riporta a questi momenti, forse osservando le cose con una luce diversa e con diverse prospettive: lavorare con Dio significa fidarsi di Lui. Rivivere quei passi ci permette di rileggerci sotto una chiave interpretativa diversa. Specialmente svolgerlo in modo del tutto personale
La veglia sotto le stelle ci ha indotto a riflettere su «come scorgere la presenza viva di Gesù nei nostri cammini di ricerca, nei nostri dubbi, nelle nostre inquietudini, nei nostri desideri, nella banalità delle nostre esperienze quotidiane». Un cammino notturno accompagnato dai canti, dalle riflessioni e da un gesto denso di valore liberatorio: raccogliere un sasso per porlo dinanzi all’ingresso della chiesa. Ogni sasso racchiudeva qualcosa di forte per tutti noi da consegnare al Signore prima di far ingresso nella sua Casa. L’acmé è stato raggiunto dalla contemplazione del Santissimo, durante la notte, da ognuna di noi, in compagnia di Gesù eucaristia. Una di noi ogni ora... così come con un amico intimo e vero in tenera intimità e abbandono, perché solo Lui può essere «rupe di salvezza e roccia di salvezza» per stare «nel mondo» e non essere «del mondo».
Grazie per ogni cosa e grazie per le vostre preghiere.
Con affetto

Amalia, Annamaria, Angela, Angiolina, Beatriz, Elisa, Elisabetta, Ester, Giuliana.