Grazia d’amore

Grazia d’amore

Mar, 22 May 18 Fundadora

Maria Oliva scrisse a don Ciro Scotti, nella Lettera del 29.01.1932:

Devo confidarLe un altro segreto di amore e di dolore legato ai precedenti come l’effetto alla causa.
Quando La conobbi ero appena da qualche anno convertita all’Amore Divino. Dio che io non amavo affatto e offendevo molto, mi aveva spinto a professare pubblicamente la mia fede nella processione del Corpus Domini. Dopo questa vittoria sul rispetto umano la Grazia mi raggiunse nel mezzo della piazza di Castelfranco durante il canto solenne del «Tantum ergo». Non fu una grazia d’amore, ma come per l’Apostolo lungo la via di Damasco, una grazia straordinaria di forza e di luce. Compresi tutto il mistero del cristianesimo in un attimo. L’Ostia Santa me ne fece intuire i segreti ineffabili più che sei anni di educazione in un collegio religioso. […]
Con la grazia della conversione Gesù mi elargì subito quella della vocazione religiosa e con questo dono immenso l’insoddisfazione di fronte a tutti gli Istituti che mi si proponevano e il segreto bisogno sempre represso e sempre risorgente di offrire a Dio la primizia di un’Opera che riunisse in sé tutti i profumi delle altre: lo spirito di preghiera degli Ordini contemplativi, lo spirito di mortificazione degli Ordini penitenti, lo spirito di povertà degli Ordini mendicanti, lo spirito apostolico delle Congregazioni moderne ma sopra tutto lo  spirito di  amore, di  obbedienza, di attaccamento  alla Chiesa, dei Gesuiti.
(Maria Oliva Bonaldo, Lettera a don Ciro Scotti, pag. 12-13.14)