Il suo respiro ci trasse dal nulla

Il suo respiro ci trasse dal nulla

Mar, 01 May 18 Fundadora

Il suo respiro ci trasse dal nulla, perché vivessimo come una creazione oceanica nell’Oceano della Vita, ma la caduta ruppe il piano divino e l’umanità nacque morta in seno alla Vita Eterna. Dio allora ci trasse dalla morte con un respiro ancor più profondo, perché lo esalò dalla croce; e “il seno di Maria è la vera croce su cui il Figlio di Dio è stato immolato” (Sant’Epifanio). Di lì Egli trae tutto a sé.
La paura aveva fatto fuggire l’umanità dalla sua Faccia come Adamo; aveva allontanato dal suo Cuore il nostro cuore, che gli è più vicino dei nascituri al cuore delle madri. […]
Su questa povera umanità che moltiplicandosi moltiplicava i suoi dolori e nella sua audace ignoranza interrogava Dio, passò pietoso il Signore “e vi fu un gran vento, così forte da scuotere i monti e da polverizzare le pietre dinanzi al Signore; ma il Signore non era col vento. E dopo il vento un terremoto, ma il Signore non era col terremoto. E dopo il terremoto un fuoco, ma il Signore non era col fuoco, e dopo il fuoco il sussurro di un’Aria leggera” ( 1Re, 19,11ss). Elia la respirò e si coprì il volto adorando, contento di vivere dopo aver desiderato di morire.
In quell’ Aria leggera, figura di Maria, era il Signore.
Quando passò come carezza materna sopra le fronti inquiete e penetrò piena di Grazia nei cuori malati, ridonando all’anima il respiro della Vita, l’imprecazione di Giobbe si placò nel lamento degli esuli e il suo amaro singhiozzo si addolcì nel sospiro della speranza: “Vita, Dolcezza, Speranza nostra, salve! Gementi e piangenti in questa valle di lagrime a Te sospiriamo!”
(Maria Oliva Bonaldo, Respiriamo Maria, pag. 21.23).