Santo...ma come?

Santo...ma come?

Jue, 26 Oct 17 Formación

Che cosa vuol dire essere santi? Ma... non è un termine un po' fuori moda??

Papa Benedetto ci aiuta a cogliere il significato profondo di questa chiamata personale.

Come possiamo percorrere la strada della santità,  rispondere a questa chiamata? Posso farlo con le mie forze? La risposta è  chiara: una vita santa non è frutto principalmente del nostro sforzo, delle  nostre azioni, perché è Dio, il tre volte Santo (cfr Is 6,3), che ci  rende santi, è l’azione dello Spirito Santo che ci anima dal di dentro, è la  vita stessa di Cristo Risorto che ci è comunicata e che ci trasforma. 

Qual è l’anima della santità? Di nuovo  il Concilio Vaticano II precisa; ci dice che la santità cristiana non è altro  che la carità pienamente vissuta. “«Dio è amore; chi rimane nell'amore rimane in  Dio e Dio rimane in lui» (1Gv 4,16). Ora, Dio ha largamente diffuso il  suo amore nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo, che ci fu dato (cfr Rm 5,5); perciò il dono primo e più necessario è la carità, con la quale  amiamo Dio sopra ogni cosa e il prossimo per amore di Lui. Ma perché la carità,  come un buon seme, cresca nell’anima e vi fruttifichi, ogni fedele deve  ascoltare volentieri la parola di Dio e, con l'aiuto della  grazia,  compiere con le opere la sua volontà, partecipare frequentemente ai sacramenti,  soprattutto all'Eucaristia e alla santa liturgia; applicarsi costantemente alla  preghiera, all'abnegazione di se stesso, al servizio attivo dei fratelli e  all'esercizio di ogni virtù.

Che cosa è  essenziale? Essenziale è non lasciare mai una domenica senza un incontro con il  Cristo Risorto nell'Eucaristia; questo non è un peso aggiunto, ma è luce per  tutta la settimana. Non cominciare e non finire mai un giorno senza almeno un  breve contatto con Dio. E, nella strada della nostra vita, seguire gli  “indicatori stradali” che Dio ci ha comunicato nel Decalogo letto con Cristo,  che è semplicemente l'esplicitazione di che cosa sia carità in determinate  situazioni.  Mi sembra che questa sia la vera semplicità e grandezza della vita  di santità: l’incontro col Risorto la domenica; il contatto con Dio all’inizio e  alla fine del giorno; seguire, nelle decisioni, gli “indicatori stradali” che  Dio ci ha comunicato, che sono solo forme di carità. Perciò il vero discepolo di  Cristo si caratterizza per la carità verso Dio e verso il prossimo” (Lumen  gentium, 42). Questa è la vera semplicità, grandezza e profondità della vita  cristiana, dell'essere santi.

Forse potremmo chiederci: possiamo noi, con i nostri limiti, con la nostra  debolezza, tendere così in alto? La Chiesa, durante l’Anno Liturgico, ci invita  a fare memoria di una schiera di Santi, di coloro, cioè, che hanno vissuto  pienamente la carità, hanno saputo amare e seguire Cristo nella loro vita  quotidiana. Essi ci dicono che è possibile per tutti percorrere questa strada.  In ogni epoca della storia della Chiesa, ad ogni latitudine della geografia del  mondo, i Santi appartengono a tutte le età e ad ogni stato di vita, sono volti  concreti di ogni popolo, lingua e nazione. E sono tipi molto diversi. In realtà  devo dire che anche per la mia fede personale molti santi, non tutti, sono vere  stelle nel firmamento della storia. E vorrei aggiungere che per me non solo  alcuni grandi santi che amo e che conosco bene sono “indicatori di strada”, ma  proprio anche i santi semplici, cioè le persone buone che vedo nella mia vita,  che non saranno mai canonizzate. Sono persone normali, per così dire, senza  eroismo visibile, ma nella loro bontà di ogni giorno vedo la verità della fede.  Questa bontà, che hanno maturato nella fede della Chiesa, è per me la più sicura  apologia del cristianesimo e il segno di dove sia la verità.

Cari amici, come è grande e bella, e anche semplice, la vocazione cristiana  vista in questa luce! Tutti siamo chiamati alla santità: è la misura stessa  della vita cristiana. Ancora una volta san Paolo lo esprime con grande  intensità, quando scrive: “A ciascuno di noi è stata data la grazia secondo la  misura del dono di Cristo… Egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri  di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere  pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo  di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e  della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere  la misura della pienezza di Cristo” (Ef 4,7.11-13). Vorrei invitare tutti  ad aprirsi all’azione dello Spirito Santo, che trasforma la nostra vita, per  essere anche noi come tessere del grande mosaico di santità che Dio va creando  nella storia, perché il volto di Cristo splenda nella pienezza del suo fulgore.  Non abbiamo paura di tendere verso l’alto, verso le altezze di Dio; non abbiamo  paura che Dio ci chieda troppo, ma lasciamoci guidare in ogni azione quotidiana  dalla sua Parola, anche se ci sentiamo poveri, inadeguati, peccatori: sarà Lui a  trasformarci secondo il suo amore.