II Domenica di Quaresima

II Domenica di Quaresima

Lun, 11 Mar 19 Lectio Divina - Año C

L'episodio della trasfigurazione è un appuntamento fisso nella seconda domenica di Quaresima. Nel tempo che ci prepara alla Pasqua anche i credenti sono chiamati come i discepoli di allora a penetrare in profondità il mistero della passione, morte e risurrezione di Cristo, mistero che non è mai scontato nè ovvio. L'episodio viene narrato nei tre Vangeli sinottici: Matteo (Mt 17,1-9), Marco (Mc 9,2-8) e Luca (Lc 9,28-36). Segnale che questo episodio racchiudeva un messaggio molto importante. Confermò Gesù nella sua missione in qualità di Messia Servo. Aiutò i discepoli a superare la crisi che la croce e la sofferenza causavano loro. Portava le comunità ad approfondire la loro fede in Gesù, Figlio di Dio, colui che ci rivelò il Padre e che diventò la chiave nuova per interpretare la Legge ed i Profeti

Il contesto del discorso di Gesù
Nei due capitoli precedenti del Vangelo di Luca, si impone la novità portata da Gesù e crescono le tensioni tra il Nuovo e l’Antico. Alla fine Gesù si rende conto che nessuno aveva capito la sua proposta e tanto meno la sua persona. La gente pensava che fosse come Giovanni Battista, Elia o qualche antico profeta (Lc 9,18-19). I discepoli lo accettavano come il Messia, ma come un Messia glorioso, secondo la propaganda del governo e della religione ufficiale del Tempio (Lc 9,20-21). Gesù cercò di spiegare ai discepoli che il cammino previsto dai profeti era un cammino di sofferenza, per l’impegno assunto verso gli esclusi, ed il discepolo poteva essere tale solo se prendeva la sua croce (Lc 9,22-26). Ma non ebbe molto successo. E’ in questo contesto di crisi che avviene la Trasfigurazione.

Una divisione del testo per aiutarci a leggerlo
I) Luca 9,28: Il momento di crisi
II) Luca 9,29: Il cambiamento che avviene nella preghiera
III) Luca 9,30-31: L’apparizione di due uomini e la loro conversazione con Gesù
IV) Luca 9,32-34: La reazione dei discepoli
V) Luca 9,35-36: La voce del Padre

Luca 9,28: Il momento di crisi
Varie volte Gesù era entrato in conflitto con la gente e con le autorità religiose e civili dell’epoca (Lc 4,28-29; 5,21-20; 6,2-11; 7,30.39; 8,37; 9,9). Lui sapeva che non lo lasciavano fare ciò che stava facendo. Prima o poi, l’avrebbero preso. Inoltre, in quella società, l’annuncio del Regno, come lo faceva Gesù, non era tollerato. O tornava indietro, o l’aspettava la morte! Non c’era altra alternativa. Ma Gesù non tornò indietro. Per questo nell’orizzonte appare la croce, non già come una possibilità, bensì come una certezza (Lc 9,22). Insieme alla croce appare la tentazione di continuare il cammino del Messia Glorioso e non il cammino del Servo Sofferente Crocifisso, annunciato dal Profeta Isaia (Mc 8,32-33). In questa ora difficile Gesù va sulla montagna per pregare, portando con sé Pietro, Giacomo e Giovanni. Nella preghiera Gesù cerca la forza per non perdere la direzione della sua missione (cf. Mc 1,35). La preghiera è inizio quotidiano della trasfigurazione

Luca 9,29: Il cambiamento che avviene durante la preghiera
Appena Gesù prega, il suo aspetto cambia ed appare glorioso. Il suo volto cambia d’aspetto e la sua veste diviene candida e sfolgorante. E’ la gloria che i discepoli immaginavano per il Messia. Questo cambiamento dell’aspetto dimostrava loro chiaramente che Gesù, di fatto, era il messia che tutti aspettavano. Ma la sequenza dell’episodio della Trasfigurazione indicherà che il cammino verso la gloria è ben diverso da quello immaginato da loro. La trasfigurazione sarà una chiamata alla conversione. La preghiera è inizio quotidiano di trasfigurazione. Paolo dice: "Noi tutti contemplando la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella stessa immagine, di gloria in gloria" (2Cor 3,18). Contemplare trasforma: l'uomo diventa ciò che guarda con gli occhi del cuore, diventa ciò che ama, diventa ciò che prega. 

Luca 9,30-31: Due uomini appaiono e parlano con Gesù
Insieme a Gesù, nella stessa gloria appaiono anche Mosè ed Elia, i due grandi protagonisti della storia di Israele che rappresentavano la Legge ed i Profeti. Parlano con Gesù dell’“esodo che avrebbero portato a compimento a Gerusalemme”. Così, davanti ai discepoli, la Legge ed i Profeti confermano che Gesù è veramente il Messia Glorioso, promesso nell’Antico Testamento ed atteso da tutto il popolo. Inoltre confermano che il cammino verso la Gloria passa per la via dolorosa dell’esodo. L’esodo di Gesù è la sua passione, morte e risurrezione. Per mezzo del suo “esodo” Gesù rompe il dominio della falsa idea del Messia divulgata sia dal governo che dalla religione ufficiale e che manteneva tutti intrappolati nella visione del messia glorioso nazionalista. L’esperienza della Trasfigurazione confermava che Gesù nella sua opzione di Messia Servo costituiva un aiuto per liberare dalle loro idee sbagliate sul Messia e scoprire un vero significato del Regno di Dio.

Luca 9,32-34: La reazione dei discepoli
I discepoli erano profondamente addormentati. Quando si svegliarono, poterono vedere la gloria di Gesù ed i due uomini che stavano con lui. Ma la reazione di Pietro indica che non si resero conto del significato della gloria in cui Gesù appariva davanti a loro. Come avviene in noi tante volte, solo si rendono conto di ciò che li interessa. Il resto sfugge alla loro attenzione. “Maestro, è bello per noi stare qui!” E non vogliono scendere più dalla montagna! Quando si parla di croce, sia sul Monte della Trasfigurazione come sul Monte degli Olivi (Lc 22,45), loro dormono! A loro piace più la Gloria che la Croce! Non piace loro parlare e sentir parlare della croce. Loro vogliono assicurare il momento della gloria sul Monte, e si offrono per costruire tre tende. Pietro non sapeva ciò che stava dicendo.

Mentre Pietro parlava, una nube scende dall’alto e li ricopre con la sua ombra. Luca dice che i discepoli ebbero paura quando li avvolse la nube. La nube è un simbolo della presenza di Dio. La nube accompagnò la moltitudine nel suo cammino per il deserto (Es 40, 34-38; Nm 10,11-12). Quando Gesù salì al cielo, fu coperto da una nube e non lo videro più (Atti 1,9). Un segnale che Gesù era entrato per sempre nel mondo di Dio.

Luca 9,35-36: La voce del Padre
Una voce esce dalla nube e dice: “Questo è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo”. Con questa stessa frase il profeta Isaia aveva annunciato il Messia-Servo (Is 42,1). Dopo Mosè ed Elia, ora Dio stesso presenta Gesù come Messia-Servo che giungerà nella gloria mediante la croce. E ci lascia un’avvertenza finale: “Ascoltatelo!” Nel momento in cui la voce celeste si fa sentire, Mosè ed Elia scompaiono e rimane solo Gesù. Ciò significa che d’ora in avanti è solo Lui che interpreta la Scrittura e la Volontà di Dio. E’ lui la Parola di Dio per i discepoli: “Ascoltatelo!”

L’affermazione “Questo è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo” era molto importante per le comunità della fine degli anni ’80. Per mezzo di questa affermazione Dio Padre confermava la fede dei cristiani in Gesù come Figlio di Dio. La Trasfigurazione continua ad essere un aiuto per superare la crisi che la sofferenza e la croce provocano oggi. I tre discepoli addormentati sono lo specchio di noi tutti. La voce del Padre si dirige a loro, come a noi: “Questo è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!”

Nel Vangelo di Luca, c’è una somiglianza assai grande tra la scena della Trasfigurazione (Lc 9,28-36) e la scena dell’agonia di Gesù nell’Orto degli Ulivi (Lc 22,39-46). E possibile percepire quanto segue: nei due episodi, Gesù sale sulla montagna per pregare e porta con sé i suoi tre discepoli, Pietro, Giovanni e Giacomo. Nelle due occasioni, Gesù cambia aspetto e si trasfigura davanti a loro: glorioso nella trasfigurazione; sudando sangue nell’Orto degli Ulivi. Le due volte appaiono figure celesti per confortarlo, Mosè ed Elia, un angelo del cielo. E sia nella Trasfigurazione come pure nell’agonia, i discepoli dormono, si mostrano estranei al fatto e sembra che non capiscono nulla. Alla fine dei due episodi, Gesù si riunisce di nuovo con i suoi discepoli. Indubbiamente, Luca ebbe l’intenzione di accentuare la somiglianza tra questi due episodi. Quale sarebbe? E’ meditando e pregando che riusciremo a capire il significato che supera le parole, ed a percepire l’intenzione del suo autore. Lo Spirito Santo ci guiderà.

Ci sono momenti nella vita in cui la sofferenza è tanta che una persona arriva a pensare: “Dio mi ha abbandonato! Non sta più con me!” Ed improvvisamente la persona scopre che Lui mai si era allontanato, ma che lei stessa aveva gli occhi bendati, e non si rendeva conto della presenza di Dio. Ed allora tutto cambia e si trasfigura. E’ la trasfigurazione! Avviene ogni giorno nella nostra vita.