Salmo 66

Salmo 66

Mar, 17 Abr 18 Lectio Divina - Salmos

Il salmo è strutturato in modo insolito. Si osserva infatti una brusca interruzione dal plurale al singolare al v. 13, con il cambio soprattutto dei protagonisti: prima abbiamo il “noi” della comunità, e poi l’“io” di un individuo; prima si trattava della lode corale che quasi “tutta la terra” eleva a Dio per le sue opere stupende a favore dei “figli degli uomini”, poi troviamo l’invito che una persona privata fa ai “timorati di Dio” perché ascoltino quanto Dio “ha fatto alla sua anima”. Ma nonostante ciò si può sostenere l’unità della composizione. Così alla voce della collettività liturgica subentra quella del solista (sarebbe pensabile l’inverso!).
La simbologia è liturgica, spaziale, temporale, somatica, della prova e teologica.

Genere letterario: ringraziamento collettivo.
Divisione: invito a celebrare l’azione storica e cosmica di Dio (vv. 1-4); invito a celebrare l’azione storica passata di Dio (vv. 5-7); invito a celebrare l’azione storica recente di Dio (vv. 8-12); proposito di ringraziamento liturgico (vv. 13-15); invito a celebrare l’azione storica personale di Dio (vv. 16-20).

v.1b: “Da tutta la terra”: alla lett.: “o tutta la terra” (cfr. v. 6). Il salmista chiama tutto il mondo a lodare Dio, per le meraviglie delle sue opere e per la grandezza della sua potenza, cui nessun nemico può resistere (v. 3).

 vv.5-7: Dopo un rinnovato invito, questa volta, a vedere le opere di Dio (v. 5), l’orante passa in rassegna le sue azioni salvifiche nell’Esodo: il passaggio del Mar Rosso nell’uscire dall’Egitto (Es 14-15) e il passaggio del fiume Giordano per entrare nella terra promessa (v. 6); e invita i ribelli a non inorgoglirsi davanti a Dio (v. 7).

 v.10: “Al crogiuolo”: è un’operazione di purificazione che si riferisce al campo della metallurgia. L’immagine è frequente nella Bibbia (cfr. Is 48,10; Ger 6,29; Sal 12,7; 17,3).
“la prova”: è costituita dall’esilio.

v.11: “Un peso ai nostri fianchi”: perseguendo l’immagine venatoria di un uccello che incappa in una rete (“agguato”), l’espressione “un peso ai fianchi” indica un blocco completo del volatile, impigliato nella rete per non farlo scappare.

v.12: “Cavalcare uomini sulle nostre teste”: è un’espressione originale e pittoresca. Il testo originale ebraico è oscuro e dà adito a varie interpretazioni. Può indicare il gesto del vincitore che pone il piede sul collo del vinto come atto di supremazia (cfr. Gs 10,24; Sal 110,1; 2Mac 3,25); tuttavia sembra più verosimile l’interpretazione del testo in senso traslato; si riferisce quindi ad un dominio umiliante, ma non tanto da arrivare all’annientamento delle persone, perché il testo accenna “al sollievo” successivo. “Per il fuoco e per l’acqua”: è un’espressione popolare per indicare ogni genere di prove (cfr. Is 43,2).

v.16: L’orante invita tutti i presenti, timorati di Dio, a partecipare al suo sacrificio di ringraziamento, e ad ascoltarne i motivi.

v.18: “Se nel mio cuore avessi cercato il male…”: l’espressione, per la difficoltà del testo originale, è soggetta a varie interpretazioni. Qui probabilmente si tratta di una “protesta d’innocenza” del salmista.

v.20: “Sia benedetto Dio…”: è una solenne benedizione (= ringraziamento-lode) al Signore. Il salmista richiama nel versetto la sua preghiera di supplica e la misericordia divina, la sua fiduciosa domanda e la pronta risposta di Dio.

Riflessione personale:
Nella mia preghiera normalmente so ringraziare Dio per i tanti benefici concessimi?
Esiste nella mia vita il “ringraziamento” collettivo e individuale a Dio per i suoi portentosi interventi nella vita umana e nella storia?