Salmo 70

Salmo 70

Dom, 20 May 18 Lectio Divina - Salmos

Questo salmo appartenente al salterio “elohista” è riprodotto in un modo più completo nella forma “jahvistica” nel Sal 40, 14-18, di cui con poche varianti costituisce la strofa finale. Il salmo è unitario e ha un proprio titolo. L’espressione “In memoria” contenuta nel titolo fa pensare all’uso liturgico del salmo nel rituale del sacrificio (cfr. Lv 2,2-16; 5,11-12).
Il salmo è diventato famosissimo per il versetto iniziale (v. 2) usato come invitatorio in molte celebrazioni liturgiche.
La composizione è una normale lamentazione individuale che consta: di una introduzione; di un corpo costituito dalla preghiera contro i nemici e dall’implicita promessa della lode messa in bocca ai fedeli e “ricercatori” di Dio; e infine di una conclusione in forma di preghiera.

Genere letterario: supplica individuale.

Divisione: invitatorio (v. 2); corpo del salmo (vv. 3-5); conclusione-appello all’intervento sollecito di Dio (v. 6).

v.2: “Vieni presto…”: questo imperativo, come quello identico del v. 6, forma, in sostanza, la struttura stessa del salmo, che è un’invocazione al Signore perché venga presto in aiuto dell’orante.

v.3: “Quanti attentano alla mia vita”: il Sal 40,15 attenua l’espressione dicendo: “quanti cercano di togliermi la vita”.

v.4: “Quelli che mi deridono”: alla lettera: “quelli che dicono: ah, ah!”. Pare di sentire risate sguaiate e di scherno!

v.5: Si capovolge qui la triplice azione malvagia dei nemici dei vv. 3-4.
Dio causa nell’orante e in quelli che gli sono fedeli gioia e allegrezza. Infatti, mentre i nemici cercano il fedele per rovinarlo, Dio colma di gioia e allegrezza coloro che lo cercano (v. 5a); inoltre, alle derisioni dei nemici i fedeli oppongono la loro professione di fede nella potenza di Dio; infine, all’odio dei nemici e al loro cinico piacere di fare del male, contraccambiano l’opera salvifica di Dio con l’amore.

v.6: “Ma io sono povero e infelice”: il salmista si definisce “povero” e “infelice”, due termini basilari nella teologia dei Salmi.
– “Mio aiuto e mio salvatore”: alla lettera: “mio aiuto e mia liberazione”. Al binomio indicante la povertà e la miseria del salmista, se ne contrappone un altro, riferito a Dio, come “difensore” e “protettore” di tutti gli oppressi.
– “Signore, non tardare": il salmo si chiude con un accorato appello di carattere escatologico. La salvezza senz’altro arriverà.