Salmo 72

Salmo 72

Jue, 07 Jun 18 Lectio Divina - Salmos

Si delinea la figura del re ideale che incarna quella del re divino. Il salmo è preesilico, ma non si ha traccia degli aspetti più militareschi caratteristici dell’antica regalità (cfr. Salmo 2); si insiste più sugli aspetti sociali della pace e della giustizia.
Come ambiente vitale si può pensare a una festa di incoronazione o di intronizzazione di qualche re.
La simbologia maggiormente sviluppata riguarda gli ambiti: sociale, bellico, cosmico, spaziale e temporale.
Si sviluppano tre temi fondamentali:
- la giustizia del re in favore dei poveri e oppressi (vv. 1-4.12-15)
- la prosperità della nazione in tempo di pace (vv. 5-7.16)
- il rispetto e l’ossequio dato al re da parte di sudditi e vassalli (vv. 8-11.17).

Genere letterario: salmo regale.

Divisione: preghiera introduttiva (vv. 1-2); 1a parte: voti augurali (vv. 3-11); 2a parte: promesse profetiche (vv. 12-17); dossologia finale aggiuntiva (vv. 18-19).

vv.1-2: Come i Salmi 20 e 128 (salmi regali), così questo Sal 72 è introdotto da una preghiera rivolta a Dio a favore del re, la quale dà il tono a tutto il salmo: i voti espressi e le promesse in esso formulate ricevono efficacia solo dalla divina donazione della regalità e dalle buone qualità che dovranno accompagnarla.
v.1: “al re…al figlio del re”: l’espressione “figlio del re”, per parallelismo si riferisce allo stesso re e sottolinea la sua legittimità, essendo egli tale per legittima successione dinastica.

vv.3-11: Il carattere augurale di questi versetti è dato dal modo dei verbi. Si descrivono gli effetti dell’esercizio della giustizia della regalità ideale, implorata da Dio: pace, benessere, sicurezza, prosperità.
v.4: “Ai miseri…”: si nominano i diretti interessati alla pace e alla giustizia del v. 3: “i miseri… i figli dei poveri”. Il re li farà oggetto delle sue premure, abbattendo l’oppressore.
v.6: “Come pioggia…”: la pioggia e l’acqua sono una benedizione per la terra arida di Palestina. Nell’Antico Testamento esprimono anche le realtà sublime della fede e della morale.
v.7: “Finché non si spenga la luna”: nella Bibbia si ricorre alla metafora della durata degli astri, che pur essendo relativa, rispetto alla vita degli uomini sembra infinita.
v.8: “E dominerà…”: si delineano le frontiere del regno ed anche si accenna all’estensione del dominio regale: “da mare a mare… dal fiume…” cioè dal Mar Rosso (Sud) al Mar Mediterraneo (Nord); “dal fiume” (= Eufrate) (Est), “fino ai confini della terra” (= Ovest). Sono gli orizzonti ideali del regno di Davide e di Salomone (Sal 80,12; 1Re 5,1.4-5), ed è la promessa fatta ad Abramo che si avvererà per il sovrano. L’orizzonte infinito di questo regno, che abbraccia tutti e quattro i punti cardinali, favorirà l’interpretazione messianica del salmo.
v.9: “Si piegheranno… lambiranno la polvere”: si tratta di popoli nemici, aggressori o ribelli. Lambire la polvere è un gesto di sottomissione molto umiliante (cfr. Is 49,23; Mic 7,17).
v.10: “I re di Tarsis… porteranno offerte”: Si tratta di popoli lontani vassalli che portano offerte e recano i loro tributi. “Tarsis” simbolicamente indica l’estremo confine occidentale ed il mare aperto oltre le famose “colonne d’Ercole”, dove giungevano le grandi navi di Tiro, dette appunto “navi di Tarsis” (cfr. Sal 48,8; Is 23,1). La localizzazione è incerta: Gibilterra, la Sardegna? In 1Re 10,22 e in 2Cr 9,21 si nomina un’altra Tarsis, localizzata nel golfo Arabico.
v.11: “A lui tutti i re si prostreranno…”: sotto forma di acclamazione si riassume quanto detto nei vv. 9-10, sottolineando l’universalità del dominio del re ideale. Si completa a livello spaziale quanto detto nell’acclamazione del v. 5 a livello temporale di durata del regno.

v.14: “Sarà prezioso ai suoi occhi il loro sangue”: con questa tipica espressione si sottolinea il rispetto per la vita umana (cfr. Gn 9,4-6; 1Sam 26,21; 2Re 1,13; Sal 116,15).

v.15: “Vivrà”: corrisponde all’acclamazione “Viva il re”. “Si pregherà”: lett.: “si preghi”. La preghiera per il sovrano è frequente, specialmente in tempo di guerra (cfr. Sal 20,2-3.10). Qui il salmista si augura che sia costante, continua e perenne.

v.16: “Abbonderà il frumento…”: è meglio tradurre “Ci sia abbondanza…” La categoria dell’abbondanza è espressa con immagini vegetali. La benedizione usa lo schema tradizionale della prosperità dei frutti della terra.

v.17: “Il suo nome duri…”: il verso conclude l’intero carme, richiamandosi ai vv. 5 e 11. Si ribadisce il concetto di universalità quanto al tempo (v. 17a) e quanto allo spazio (v. 17bc). La solenne benedizione riprende quella abramitica (cfr. Gn 12,3; 22,18; Sal 21,7. – “In lui saranno benedette…”: come nei primordi della storia biblica da Dio era stato promesso solennemente che “tutte le famiglie della terra” sarebbero state “benedette” nella discendenza di Abramo, così ora si chiede che nel “re ideale” (Messia) d’Israele tale promessa abbia il suo compimento.

vv.18-19: La finale “Amen, Amen” è la risposta ferma e fiduciosa dell’assemblea orante che sigilla tutto il salmo e il secondo libro del Salterio.