XVII Domenica del Tempo Ordinario

XVII Domenica del Tempo Ordinario

Lun, 20 Jul 20 Lectio Divina - Año A

Il Vangelo di questa domenica è la conclusione del terzo grande discorso parabolico sul Regno dell’evangelista Matteo:

“Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo, un uomo lo trova ... pieno di gioia vende tutti i suoi averi e (lo) compra ... Il regno dei cieli è simile a un mercante di perle preziose; trovata una di grande valore... vende tutti i suoi averi e (la) compra”.
 
Le similitudini di Gesù sul Regno dei cieli, non specificatamente parabole, sembrano di facile comprensione, ma la domanda finale: “Avete capito tutte queste cose?” ci sollecita ad andare oltre. I Padri della Chiesa nei primi secoli già invitavano a scavare molto per trovare il tesoro e a tuffarsi in profondità per cercare la perla preziosa. Sia l’uomo del tesoro, sia il mercante di perle ci sembrano fortunati e abili nelle proprie scelte, ma in loro c’è qualcosa di molto speciale, che oggi ritroviamo nella prima lettura della Liturgia della Parola. Salomone, appena diventato re, a Dio che gli domanda “Chiedimi ciò che io devo concederti”, risponde così: “Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia distinguere il bene dal male” (1Re 39) e Dio gli concede il discernimento nel giudicare, la sapienza.

Lo scriba, nel seguito del racconto evangelico, capace di estrarre cose nuove e cose antiche dal suo tesoro, possiede l’umiltà per disporsi a ottenere questa sapienza; la sua conoscenza della legge ebraica, non legata esclusivamente alla lettera, lo prepara ad accogliere la novità e  aiuta anche noi ad entrare nel mistero del Regno.

Il tesoro e la perla rappresentano l’incontro con Gesù, la sua Parola, la sua Presenza viva in mezzo a noi. Lui è il Regno che, con il suo Amore sino alla fine, vuole colmarci di gioia.

Il campo è la Torah, la Legge, il dono dell’Antica Alleanza portato a compimento da una  Alleanza Nuova, eterna: la Pasqua di Gesù.

 “Il regno dei cieli è simile a una rete che raccoglie ogni genere di pesci... Verranno gli angeli e separeranno i buoni dai cattivi.” Quest’ultima similitudine ci richiama il Vangelo di domenica scorsa, la parabola della zizzania e, anche, il giudizio finale quando saremo giudicati sull’Amore: “Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,37ss).

A noi resta soltanto da accogliere l’Amore e donarlo, con l’annuncio e la nostra vita, senza trattenerlo e senza alcun timore di restarne privi. A Maria di Magdala, al sepolcro, Gesù dirà: “Non mi trattenere, ma va' dai miei fratelli e di' loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro” (Gv20,17).

La meta è la Vita in pienezza, tutti insieme “una cosa sola,” per sempre nel Regno di Dio.