La festa del Cuore di Gesù

La festa del Cuore di Gesù

Dom, 23 Jun 19 Formación litúrgica

Il mese di giugno è tradizionalmente ricco di feste e solennità che ogni comunità celebra con la devozione e la dignità che sono loro proprie. Dopo il Corpus Domini celebriamo il Cuore di Gesù, (non scriviamo sacro perché di fatto la santità è già Cristo). L’usanza di consacrare il mese di giugno al culto del Sacro Cuore nacque nel 1833 a Parigi, nel Convento degli Uccelli, dal quale si propagò poi in tutta la Francia, e a partire da Pio IX vari papi approvarono tale usanza, giunta ai giorni nostri seppur ridotta a mera devozione privata, intima. Tale culto, però, è stato donato all’uomo da Dio stesso affinché «il mondo si riscaldi di nuovo al calore di quei palpiti ed il calore del divino amore lo infiammi un’ultima volta» come San Giovanni in una visione riferì a Santa Gertrude.

Prima di inoltrarci nella riflessione è significativo, se pur sinteticamente, vedere come viene spiritualmente espressa la parola ‘cuore’ nella Bibbia.
La parola “cuore” è una delle parole più frequentemente usate nella Bibbia: è utilizzata per ben 876 volte. Cercando di conoscere che cosa è il cuore nella Bibbia, nella tradizione della sapienza di Israele e poi negli scritti del Nuovo Testamento, ci si rende conto che il termine 'cuore' ha risonanze che non sono identiche a quelle del nostro linguaggio odierno. “Quando nel nostro contesto socio- culturale si parla di cuore, si allude innanzitutto alla vita affettiva, alle emozioni, ai sentimenti che hanno nel cuore la loro sede: «Il nostro cuore ama o odia, il nostro cuore è tenero o è chiuso, il nostro cuore accoglie o respinge», siamo soliti dire. Nel linguaggio biblico, invece, il cuore ha un significato molto più esteso, perché designa tutta la persona nell’unità della sua coscienza, della sua intelligenza, della sua libertà; il cuore è la sede e il principio della vita psichica profonda, indica l’interiorità dell’uomo, la sua intimità ma anche la sua capacità di pensiero; il cuore è la sede della memoria, è il centro delle operazioni, delle scelte e dei progetti dell’uomo. In una parola, il cuore è l’organo che meglio rappresenta la vita umana nella sua totalità.

Il cuore è il 'sito' spirituale della presenza di Dio (e per questo è detto tópos toû theoû nella tradizione bizantina, domus interior in quella latina), è il luogo dove Dio parla, educa, giudica, si fa presente e abita in colui che, appunto, gli 'apre il cuore': espressione, quest’ultima, significativa per dire come e dove accogliamo la presenza del Signore, come ci disponiamo alla comunicazione e all’amore.  Antoine de Saint-Exupéry ha scritto: «Non si vede bene che col cuore». La Bibbia presenta questa stessa verità applicandola piuttosto agli orecchi, o meglio agli 'orecchi del cuore': tutto l’operare, il sentire, il pensare dell’uomo nasce dal cuore, quindi è il cuore che deve essere innanzitutto raggiunto dalla Parola di Dio e mettersi al suo ascolto. È dunque evidente per quale motivo il fulcro della preghiera di Israele, il comandamento dei comandamenti, sia: Shema’ Jisra’el,«Ascolta, Israele!» (Dt 6,4), che ha assunto un rilievo teologico incomparabile, essendo divenuto la confessione di fede quotidiana del credente ebreo”. (Enzo Bianchi, Cuore, luogo della lotta invisibile, Agorà- Avvenire.it, domenica 2 novembre 2014)

Gesù mite e umile di cuore (Mt 11,25-30; Lc 10,21) è il filo conduttore di tutto l’Evangelo: mitezza e umiltà sono due aggettivi con i quali egli caratterizza il suo modo di essere. Umile di cuore significa che egli lo è non solo a parole, ma nella intimo, alla radice stessa della sua esistenza. Gesù è il Salvatore dal cuore trafitto (Gv 19,33-37). La spiritualità del Cuore di Gesù, nella liturgia, nelle riflessione dei Padri della Chiesa deriva e si alimenta alla contemplazione del Signore sulla Croce, dal cui costato trafitto sgorgano sangue e acqua.

La contemplazione del Cuore di Cristo come credenti ci porta a concentrare la nostra attenzione sul mistero di Dio Amore che si dona interamente all’umanità. Facciamo ora un ulteriore passo: Com’è nata questa devozione, tanto da essere celebrata come festa?

Si tratta infatti di una festa mobile che cade il venerdì dopo il Corpus Domini ed è strettamente legato al giorno successivo cioè al sabato, dedicato invece al “cuore immacolato di Maria”. Anche se la prima celebrazione risale al XVII secolo, probabilmente nel 1672 in Francia, la devozione al sacro cuore di Gesù ha origini molto più antiche. Notevole impulso venne poi anche nel Medio Evo da figure come Matilde di Magdeburgo (1207-1282), Matilde di Hackeborn (1241-1299), Gertrude di Helfta (1256-1302) ed Enrico Suso (1295-1366).

La vera diffusione del culto va attribuita a san Jean Eudes (1601-1680) e soprattutto a santa Margherita Maria Alacoque (1647-1690). Quest’ultima, monaca visitandina nel monastero di Paray-le-Monial, ebbe per 17 anni apparizioni di Gesù che le domandava appunto una particolare devozione al suo cuore. La prima visione risale al 27 dicembre 1673 festa di san Giovanni evangelista e la santa nella sua autobiografia la raccontò così: «Ed ecco come, mi sembra, siano andate le cose. Mi disse: Il mio divin cuore è tanto appassionato d’amore per gli uomini e per te in particolare, che non potendo più contenere in se stesso le fiamme del suo ardente Amore, sente il bisogno di diffonderle per mezzo tuo e di manifestarsi agli uomini per arricchirli dei preziosi tesori che ti scoprirò e che contengono le grazie in ordine alla santità e alla salvezza necessarie per ritirarli dal precipizio della perdizione. Per portare a compimento questo mio grande disegno ho scelto te, abisso di indegnità e di ignoranza, affinché appaia chiaro che tutto si compie per mezzo mio».

Al centro di un acceso dibattito teologico, la festa del Sacro Cuore fu autorizzata nel 1765 limitatamente alla Polonia e presso l’Arciconfraternita romana del Sacro Cuore. Giovanni Paolo II in una Udienza così si esprime: “Gli elementi essenziali della devozione al Cuore di Cristo appartengono in modo permanente alla spiritualità della Chiesa, lungo tutta la sua storia. Perché fin dall’inizio, la Chiesa alzò il suo sguardo al Cuore di Cristo trafitto sulla croce… Sulle rovine accumulate dall’odio e dalla violenza potrà essere costruita la civiltà dell’amore tanto desiderata, il Regno del Cuore di Cristo!” (Messaggio ai Gesuiti, 5 ottobre 1986). Fu solo con Pio IX, nel 1856, che la Festa divenne universale, accompagnandosi da subito alla dedicazione di congregazioni, atenei, oratori e chiese, la più famose della quali è probabilmente la Basilica di Montmartre a Parigi.

Papa Leone XIII (al secolo Gioacchino Pecci, 1810-1903) dispose con l’enciclica “Annum Sacrum” (1899) che l’Anno Santo del 1900 fosse dedicato al Sacro Cuore. Il 21 luglio 1899 approvò le Litanie e la pratica del 1° venerdì, mentre il 31 dicembre 1899 consacrò l’umanità e il mondo al Sacro Cuore.

Santa Maria Faustina Kowalska (1905-1938), suora e mistica polacca, ebbe nella sua breve vita numerose visioni nelle quali il cuore di Gesù le apparve come espressione della misericordia di Dio. Nel febbraio del 1931 scrisse nel suo diario: «La sera, stando nella mia cella, vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro pallido […] Gesù mi disse: Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto la scritta: Gesù confido in te! Desidero che quest’immagine venga venerata […] nel mondo intero. Prometto che l’anima che venererà quest’immagine non perirà. […] Voglio che l’immagine […] venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua: questa domenica deve essere la festa della Misericordia.»

Dalla visione di suor Faustina prendono origine la preghiera devozionale nota come “Coroncina della Divina Misericordia” e l’Ora della misericordia (”ogni volta che senti l’orologio battere le tre ricordati di immergerti tutta nella Mia Misericordia, adorandola e esaltandola”).

Nel 2000 papa Giovanni Paolo II diede esecuzione alla richiesta che il Signore aveva fatto a suor Faustina, istituendo la festa della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua (Domenica in albis).

Lo stemma delle Figlie della Chiesa raffigura il cuore di Gesù, ferito e sormontato dalla croce e da una fiamma a forma di M, con due chiavi e la scritta: Ex corde scisso Ecclesia Christo jugata nascitur (dal Cuore squarciato di Cristo è nata la Chiesa, sua sposa). Fu ideato dalla Fondatrice, Madre Maria Oliva, che lo presenta: “Fu necessario lo Stemma per le case che dicesse l’essenza dell’Opera; esso indica i tre amori del Sacro Cuore: – con la croce, accettata in pieno, il suo amore per il Padre; – con le fiamme mariane il suo amore per la Mamma (Maria, la Madre di Gesù); – con le chiavi ecclesiali il suo amore a noi che siamo, col Papa, la Chiesa (FF 1965).

Sulla devozione al Sacro Cuore di Gesù meritano infine di essere ricordate le lettere encicliche:

– “Miserentissimus Redentor” di Pio XI (1928),

– “Haurietis Aquas” di Pio XII (1956),

– “Investigabiles divitias Christi” di Paolo VI (1965)

– “Dives in Misericordia” di Giovanni Paolo II (1980).

Di Maria Oliva Bonaldo del Corpo Mistico, Umile di Cuore dalle «Insinuationes Divinae Pietatis» di Santa Gertrude

Affinché il culto del Cuore di Gesù esca e penetri nella vita sociale dei popoli, iniziò, su esortazione di papa Pio IX del 1876, tutto un movimento di “Atti di consacrazione al Cuore di Gesù”, a partire dalla famiglia a quella di intere Nazioni ad opera di Conferenze Episcopali, ma anche di illuminati e devoti governanti; tra i quali il presidente dell’Ecuador, Gabriel Garcia Moreno (1821-1875). Fu tanto il fervore, che per tutto l’Ottocento e primi decenni del Novecento, fu dedicato al culto del Sacro Cuore, che di riflesso sorsero numerose congregazioni religiose, sia maschili che femminili, tra le principali vi sono: “Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore” fondata nel 1874 dal beato Leone Dehon (Dehoniani); “Figli del Sacro Cuore di Gesù” o Missioni africane di Verona, congregazione fondata nel 1867 da san Daniele Comboni (Comboniani); “Dame del Sacro Cuore” fondate nel 1800 da santa Maddalena Sofia Barat; “Ancelle del Sacro Cuore di Gesù” fondate nel 1865 dalla beata Caterina Volpicelli, diversi Istituti femminili portano la stessa denominazione.