Liturgia Eucaristica

Liturgia Eucaristica

Lun, 23 Oct 17 Formación litúrgica

Nella Liturgia Eucaristica il sacerdote compie ciò che il Signore stesso fece prima della sua passione. L’istituzione dell’Eucarestia avvenne, storicamente, durante l’Ultima Cena, ovvero l’ultimo pasto che Gesù consumò con gli Apostoli, prima di essere arrestato. L’Ultima Cena viene annunciata dai Vangeli sinottici (Vangelo secondo Marco, 14, 16; Vangelo secondo Matteo, 26, 19; Vangelo secondo Luca, 22, 13.15) come celebrazione della Pasqua. Gesù ripete due tipici gesti del banchetto giudaico: la frazione del pane e la distribuzione del calice di vino, riti di apertura e conclusione di ogni banchetto solenne ebraico. Gesù però non si limita alle usuali formule di benedizione; conferisce al pane offerto una relazione con il Suo corpo immolato nella morte e al vino una relazione con il Suo sangue versato, attualizzando così la Nuova Alleanza di Dio con gli uomini.

Nella preparazione dei doni, vengono portati all'altare pane e vino con acqua, cioè gli stessi elementi che Cristo prese tra le sue mani.

«La processione Offertoriale si ispiri alla sobrietà, limitandosi ai segni dell'Eucaristia (pane e vino) e a qualche dono per i poveri» (cfr. PNMR n. 101) ».

La Chiesa ha sempre usato mescolare un po' d'acqua al vino necessario per l'Eucaristia (cfr PNMR n. 281), e ciò perché probabilmente Gesù nell'ultima cena consacrò del vino misto ad acqua, seguendo un uso di origine mediterranea, e quindi conosciuto anche presso gli ebrei.

Secondo l'opportunità, il pane e il vino possono essere incensati. L'incensazione può essere estesa all'altare (e alla croce dell'altare), al sacerdote e all'assemblea intera.

Preghiera Eucaristica

Nella preghiera eucaristica si rendono grazie a Dio per tutta l’opera della salvezza e le offerte diventano il Corpo e il Sangue di Cristo, nel quale la Chiesa stessa si offre.

II Canone è il complesso di testi compresi tra il Prefazio e il Padre Nostro. È una orazione presidenziale, anzi è la più importante delle orazioni presidenziali (cfr. PNMR n. 10).

Il Prefazio (dal lat. prae = davanti e fari =dico: dico davanti, al cospetto di) non è una preghiera che viene prima di quella Eucaristica, quasi fosse una sorta di introduzione o di prologo (come invece s’incominciò a credere dall’VIII al XX secolo!), ma piuttosto l’annuncio solenne, davanti al popolo radunato, dell’azione di grazie, l’unica cosa “veramente buona e giusta” che un cristiano possa fare.

La Preghiera Eucaristica, nota nella tradizione orientale come Anaphora («offerta»), è davvero il «cuore» e il «culmine» della celebrazione della Santa Messa, come spiega il Catechismo della Chiesa Cattolica al n.1352

- Nel Prefazio la Chiesa rende grazie al Padre, per mezzo di Cristo, nello Spirito Santo, per tutte le sue opere, per la creazione, la redenzione e la santificazione. In questo modo l'intera comunità si unisce alla lode incessante che la Chiesa celeste, gli angeli e tutti i santi cantano al Dio tre volte Santo

- Nell'Epiclesi, la Chiesa «prega il Padre di mandare il suo Santo Spirito (o la potenza della sua benedizione) sul pane e sul vino, affinché diventino, per la sua potenza, il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo e perché coloro che partecipano all'Eucaristia siano un solo corpo e un solo spirito (alcune tradizioni liturgiche situano l'epiclesi dopo l'anamnesi)»

- Nel cuore della Preghiera Eucaristica, ossia nel racconto dell'istituzione, «l'efficacia delle parole e dell'azione di Cristo e la potenza dello Spirito Santo rendono sacramentalmente presenti sotto le specie del pane e del vino il suo Corpo e il suo Sangue, il suo sacrificio offerto sulla croce una volta per tutte».

- Al racconto istituzionale fa seguito l'anamnesi, nella quale «la Chiesa fa memoria della Passione, della Risurrezione e del Ritorno glorioso di Gesù Cristo; essa presenta al Padre l'offerta di suo Figlio che ci riconcilia con lui»

- Nelle intercessioni si «manifesta che l'Eucaristia viene celebrata in comunione con tutta la Chiesa del cielo e della terra, dei vivi e dei defunti, e nella comunione con i pastori della Chiesa, il Papa, il vescovo della diocesi, il suo presbiterio e i suoi diaconi, e tutti i vescovi del mondo con le loro Chiese»

Mediante la frazione di un unico pane si manifesta l'unità dei fedeli: unione ecclesiale e unione di coloro che si cibano del corpo e del sangue del Signore, allo stesso modo con il quale gli Apostoli li hanno ricevuti dalle mani di Cristo stesso » (cfr. PNMR n. 48).

Lode conclusiva (dossologia)

A tutta l'opera di salvezza, donata da Dio agli uomini, corrisponde qui la glorificazione del Padre per mezzo di Cristo nello Spirito. Il movimento discendente dei doni ritorna a Dio nel movimento ascendente della lode. L'assemblea risponde con l'acclamazione dell'Amen (grande Amen): attraverso di esso esprime la sua partecipazione attiva alla Preghiera Eucaristica.