Riti di Comunione

Riti di Comunione

Dom, 22 Oct 17 Formación litúrgica

Il Padre Nostro
Dà inizio ai riti di comunione. In esso si chiede, ancora una volta, il perdono del Signore per giungere con cuore purificato ad accostarsi alla sua mensa. È la preghiera comunitaria dei discepoli di Gesù, che viene rivolta al Padre per chiedere l’avvento del suo regno. In quanto figli, ci possiamo rivolgere a Dio chiamandolo Padre!

Acclamazione dossologica «Tuo è il Regno…» 
È un’acclamazione presente già nella Didachè, un testo risalente al I secolo d.C., ed esprime la convinzione forte di tutti i presenti che Dio è Signore dell’Universo.

Il rito della pace.
L
a pace che ci scambiamo reciprocamente è quella che il Signore ci dona: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace”.

L’agnello di Dio
Il sacerdote spezza il pane divenuto ormai corpo di Gesù, di quel Gesù risorto che toglie i peccati del mondo. L’immagine dell’agnello sacrificale è in forte relazione con l’Antico Testamento; qui il riferimento è al libro di Isaia, nel quale si parla del servo sofferente, che come un agnello si lascia condurre al macello (Is 53,7).

Ogni volta che partecipiamo alla Santa Messa e ci nutriamo del Corpo di Cristo, la presenza di Gesù e dello Spirito Santo in noi agisce, plasma il nostro cuore, ci comunica atteggiamenti interiori che si traducono in comportamenti secondo il Vangelo. Anzitutto la docilità alla Parola di Dio, poi la fraternità tra di noi, il coraggio della testimonianza cristiana, la fantasia della carità, la capacità di dare speranza agli sfiduciati, di accogliere gli esclusi. In questo modo l’Eucaristia fa maturare uno stile di vita cristiano. (Papa Francesco)

Silenzio dopo la comunione
«Diventiamo sempre più chiaramente consapevoli che la liturgia implica anche il tacere. Al Dio che parla noi rispondiamo cantando e pregando, ma il mistero più grande, che va al di là di tutte le parole, ci chiama anche a tacere. Deve essere indubbiamente un silenzio pieno, più che un’assenza di parole e di azione. Dalla liturgia noi ci aspettiamo proprio che essa ci dia il silenzio positivo in cui noi troviamo noi stessi» (Joseph Ratzinger: Introduzione allo spirito della liturgia, San Paolo, Cinisello Balsamo 2001, p. 205).