Salmo 1

Salmo 1

Jue, 10 Mar 22 Lectio Divina - Salmos

Il salmo 1, essendo il primo, è quello che dà il tono a tutto il salterio. Ci fa sentire quale sia l'atmosfera in cui muoversi quando si pregano i salmi. È, inoltre, una riflessione su che cosa voglia dire essere "giusto" e "malvagio". Ha un carattere sapienziale e si annuncia come beatitudine per farci comprendere quali passi compiere per dar significato alla vita.

L'impostazione della prima parte del salmo è come una scelta tra il bene e il male.

L'autore non presenta qualche peccato specifico, ma indica alcune forme di vita che non andrebbero vissute. L'empietà è una via e un consenso, come qualcosa che si progetta e si esegue.

Il giusto deve tenersi lontano da questi progetti e dalle persone che li compiono.

È importante quindi un non coinvolgimento, perché la scelta della via del male non è come scegliere una libera passeggiata dalla quale si può sempre ritornare indietro: se si prende il cammino del male vi si rimane dentro senza poterne uscire facilmente.

La legge del Signore è la volontà di Dio fatta parola, sono i cardini della vita del giusto, il quale consuma tutta la sua esistenza "giorno e notte" nella legge del Signore, sapendo e, di fatto sperimentando, che quello è il luogo della sua felicità; il suo compiacimento è lì. Ma il compiacimento sta a indicare dove quell'uomo abbia messo il suo "tesoro", perché lì c'è il suo cuore. Il tesoro del giusto, allora, è la legge del Signore.

L'esistenza del giusto dona cose belle perché chi si radica nel Signore, entra definitivamente nella vita ed è come un albero sempre carico di frutti. Tutto dipende da dove si trovano le radici. Le radici affondano nelle acque, cioè nella sorgente della vita. Tutto ciò significa che l'uomo, in realtà, esiste e vive per quello che di lui non si vede; è come un albero di cui si vedono il tronco, i rami, le foglie, i fiori e i frutti.

Ma ciò che fa vivere l'albero sono le radici: è l'invisibile che gli dà vita. Ciò che ci dà vita è ciò su cui riposa il nostro cuore. Il nostro cuore è il nostro intimo, là dove si gioca la vera relazione con Dio.

Il malvagio è la raffigurazione di ciò che è inconsistente; non è soltanto un po’ di paglia, ma paglia che viene dispersa. Il male ha un'apparenza di consistenza e di pesantezza, perché può anche uccidere, ma non è così secondo la parola di Dio. La forza del male davanti a quella di Dio si rivela un nulla. Non solo non serve a nulla, ma è ormai in fase di giudizio: può soltanto andare in rovina.

Il Signore conosce la via del giusto, veglia su di lui, lo ama, se ne prende cura, mentre la "via dei malvagi" va in rovina, ma va in rovina da sola, non è Dio che la distrugge, perché il male ha in sé una radice di autodistruzione.

Questo salmo ci mette davanti alle nostre scelte fondamentali, alla necessità di rinnovare le nostre promesse battesimali, gli impegni della nostra vita cristiana e religiosa, alla rinuncia a essere "pula" e all'accettazione di essere "albero" sempre verde. È una rinuncia ai criteri del male e all'accettare quelli di Dio.

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