Salmo 2

Salmo 2

Jue, 24 Mar 22 Lectio Divina - Salmos

Il Salmo due, assieme al salmo 110, è uno dei salmi messianici più conosciuti.

Si divide in 4 parti:

  • vv. 1-3 –  viene descritta l’attività dei nemici e il loro agitarsi. 
  • vv. 4-6 –  il protagonista è Dio.
  • vv. 7-9 – a parlare è il sovrano, l’unto, che si appropria di quanto Dio ha detto.
  • vv. 10-12 –  il sovrano, o forse il salmista, si rivolge nuovamente a coloro che si sono ribellati all’inizio.

Ad un primo livello di lettura troviamo l’ideologia regale.
Cos’è? un sistema dottrinale per difendere la posizione del re. Questo genere di salmo, infatti, è simile a tanti testi del mondo mediorientale antico che presentano l'ideologia regale. Il messianismo non è una tradizione specificamente biblica, ma è un'idea assai comune nel mondo antico. Questo salmo sembra essere nato come un canto celebrativo al momento della intronizzazione. Per evitare o frenare la minaccia di un vuoto di potere, a seguito della morte di un sovrano, la corona viene difesa non solo militarmente, ma viene sostenuto il suo diritto mediante l'ideologia regale, che fa del re l'eletto di Dio, il consacrato, il "figlio di Dio". Dio si impegna a proteggerlo. La ribellione contro il re è quindi ribellione contro Dio.

Un secondo livello di lettura possiamo riferirlo alla storia di Israele.
Israele riceve questo salmo e cerca di capirlo in riferimento alla sua storia partendo dalla grande profezia di 2Sam 7 (Natan), quando Davide vuole costruire il tempio per il Signore e il profeta Natan gli riferisce la grande promessa fatta alla sua dinastia: "La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre e il tuo trono sarà reso stabile per sempre" (2Sam. 7,16). Ma così non avviene; Israele comprende che l'ideologia funziona solo a certe condizioni.

Il re è figlio di Dio se è giusto. Non tutti i re sono veri re di Israele, pur essendo discendenti di Davide. Solo il re che obbedisce alla parola di Dio è veramente figlio di Dio. Il vero re è quello che medita la legge giorno e notte. In Deuteronomio 17,14 ss. la figura del re è quella di colui che si sveglia, apre la legge di Dio e obbedisce alla sua parola. Qui c’è un chiaro collegamento con il Salmo 1. Non si può leggere il salmo 2 staccato dal tema dell'uomo che medita la legge di Dio giorno e notte, perché solo chi fa così è un albero piantato lungo corsi d'acqua, cioè ha una dinastia che regnerà eternamente.

Il salmo promette al re una fedeltà totale da parte di Dio: "Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato " (v. 7), e il salmo 89,31-38 dice: "Se i tuoi figli abbandoneranno la mia alleanza, punirò con la verga il loro peccato..., ma non toglierò la mia grazia ... in eterno durerà la sua discendenza" (cfr anche 2 Sam. 7, 14) “quello che noi leggiamo nel salmo non si è compiuto nella storia, ma si compirà nel futuro". Appare così una lettura escatologica del salmo. Davide è solo una figura imperfetta del vero Messia.

Ora possiamo passare al 3° livello di lettura, l'interpretazione cristiana.

II cristiano afferma che il re, il Messia nel quale si realizza perfettamente tutta la parola di Dio, è Gesù Cristo (il Messia, l'unto di Dio).

  • Gesù è il giusto - In tutta la tradizione cristiana si insiste sempre sul fatto che Gesù non solo ha fatto cose buone, ma ha esercitato la perfetta giustizia che è obbedienza al Padre. Quindi è re perché è totalmente dipendente da Dio. Per il cristiano ciò diventa un luogo di testimonianza, in quanto è possibile, per la fede in Cristo, proclamare che il regno di Dio è presente nel mondo, perché c'è un re giusto che regna per sempre presso Dio.
  • Dominio assoluto su tutti i confini della terra. Tutta la storia di Gesù è un attacco contro il Figlio, contro il re d'Israele. In Gesù appare chiaro che non è vero che apparentemente la giustizia trionfi. Ma la grande novità, l'unica novità viene al cristiano dalla testimonianza degli apostoli: Colui che è stato ucciso, è risorto dai morti vittorioso. Allora la vera vittoria di Cristo è la sua risurrezione. Tutto ciò che viene prima non è veramente il compimento di questa parola. Solo nella risurrezione si compie l'autentica figliolanza di Gesù da parte di Dio: "Mio figlio sei tu, oggi ti ho generato" (At 13,32). È solo il risorto che ha dominio eterno su tutto, un dominio che mai può essere vinto, perché il risorto è colui che ha una vita immortale.

Dopo aver letto e pregato il salmo, possiamo chiederci:
Come reagiamo noi nei confronti dell'agire di Dio? Che cosa abbiamo a che fare con Gesù? Che cosa resta da fare? In che modo anche noi possiamo compiere qualcosa della signoria di Dio nella storia?

 

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