Salmo 5

Salmo 5

Mar, 10 May 22 Lectio Divina - Salmos

Il salmo 5 ci presenta un innocente, ingiustamente accusato o perseguitato che, nel tempio, si appella al tribunale di Dio, gli espone la sua causa, attende la sentenza. Il genere del salmo presenta il classico triangolo tra l’orante, i nemici, Dio. 

Dio. Il Signore viene chiamato con due titoli: “Mio Dio, mio Re” (v. 3). Il primo esprime una relazione personale ed implica una professione di fede, il secondo comprende il potere giudiziale, perché nell'antico Israele il potere esecutivo e giudiziale non erano separati, ma concentrati nella persona del re.
L'orante riconosce che Dio non può restare neutrale e indifferente di fronte al male: infatti Dio e l’ingiustizia sono radicalmente inconciliabili. Il termine "sedàqà" = giustizia (v 9), è temperato con "hesed" = misericordia (v 8), termine intraducibile, che esprime una gamma di sentimenti come la bontà, la fedeltà, la tenerezza di Dio.

I nemici. Sono qualificati con sei parole pesanti: “malvagi”, “stolti” (arroganti), “malfattori”, “bugiardi” (menzogneri), “sanguinari”, “ingannatori” (perfidi). I vv. 10 e 11 li caratterizzano nel loro modo perverso di agire, come criminali e ribelli nei confronti di Dio e del prossimo.
Chi sono questi empi? Si tratta forse dei giudici corrotti di tribunali profani? Si potrebbe supporre, dato che l'innocente, leso nei suoi diritti, fa ricorso al tribunale di Dio, l’unico di cui possa fidarsi.

L'orante. Si presenta con tono dimesso, senza una fisionomia particolare. Non porta meriti personali, non descrive sofferenze e non protesta la sua innocenza. Non sappiamo chi sia, ma possiamo vedere come agisce. Entra nel tempio (8a), chiede udienza (4a), espone la sua causa (4b), supplica (3) e resta in attesa (4b); elogia il giudice e fa appello al suo senso di giustizia. Il motivo per cui chiede il castigo dei colpevoli, è che essi sono violenti contro gli uomini e ribelli contro Dio. L'innocenza del salmista è implicita, ma è la bontà o fedeltà di Dio che lo spinge ad entrare nel tempio. Si sente sicuro solo nelle mani di Dio.

Trasposizione cristiana.

Lo schema del salmo del giusto perseguitato, che si rifugia in Dio giudice, viene illuminato dall’affermazione su Gesù di 1Pt 2,23: “Rimetteva la sua causa nelle mani di Colui che giudica rettamente”. Sull'esempio di Cristo, Servo sofferente, il cristiano perseguitato, calunniato, condannato ingiustamente, può fare sue le parole di questo salmo, chiedendo tuttavia la conversione, piuttosto che il castigo dei malvagi.

Domande per la riflessione personale:

  • Che fare perché gli uomini possano trovare nei cristiani un cuore aperto alla compassione e all'accoglienza, specialmente nei momenti del dolore?
  • Come vivere le inevitabili prove della vita cristiana con fiducia, con spirito di fede?
  • Ho esperienza di preghiera come fiducia incondizionata in Dio?

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