Quei sorrisi...

Quei sorrisi...

Mié, 08 Ago 18 Testimonios

Aveva richiamato la mia attenzione un nome, mezzo rovinato dal tempo, “Hogar Teresa de los Andes” scritto sul lungo recinto che costeggiavo lasciando Santa Cruz (Bolivia) in direzione de “La Asunta” la nostra comunità “campesina”. Di “Hogar” nella città ce ne sono vari ma questo, un poco distante e scomodo da raggiungere, mi faceva pensare a qualcosa di speciale. Dopo il mio trasferimento alla comunità di Santa Cruz nel 2014, interessata una persona amica, una domenica pomeriggio eravamo lì. L’incontro con il responsabile fu cordiale: tre “Fratelli della Provvidenza” colombiani di origine, si sono fatti carico dei 120 disabili ricoverati nella struttura.

Guardiamo in giro: il tempo è bello e si possono intravedere figure fra gli alti alberi ed ascoltare voci anche sonore. Sono gli amici che vanno ad accompagnare per qualche ora del loro tempo libero i disabili. Ci avviciniamo a uno dei gruppi: ragazzi e ragazze di ogni età, ci guardano: chi sorride, chi è assente, chi è annoiato. La musica e il canale speciale per loro non sembra interessarli più di tanto. È uno strumento terapeutico. Li invitiamo a gustare un lecca-lecca che qualcuno riceve con piacere, ma glielo dobbiamo scartare. Con loro si comunica con un sorriso, una carezza, una stretta di mano, perché le parole non solcano il loro udito. Il linguaggio non è fatto solo di suoni.

Ma non è tutto qui. C’è anche il reparto degli allettati. Adagiati nei loro lettini prendono una posizione che mantengono tutto il giorno se non sono aiutati a muoversi; immobili, distesi, bisognosi di tutto. Sono creature molto fragili: qui non c’è un sorriso, né braccia che si stendono; soltanto l’attenzione vigile delle assistenti li fa percepire vivi. Forse su quei volti non si legge sofferenza ma bisogno di essere amati ed accettati come sono. Il ripudio già c’è stato da parte degli uomini ma non da parte di Dio, che si fa presente nei loro cuori e vuole essere scoperto ed amato in loro. Ritorniamo a casa con negli occhi le loro immagini e nel cuore il bisogno impellente di far qualcosa per loro. Da allora è iniziata la nostra amicizia, con una cooperazione diretta, grazie anche al sostegno degli amici italiani.

Sr  Anna Maria Vicenzi, Figlia della Chiesa della comunità di Santa Cruz (Bolivia)

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