AMCG-Famiglie Carismatiche

AMCG-Famiglie Carismatiche

Gio, 11 Gen 18 Famiglia Carismatica

Carissimi/e, vogliamo condividere con tutti voi le nostre esperienze nella “Due Giorni” (17-18 novembre 2017).

Incontro Famiglie Carismatiche. Se guardiamo al significato delle singole parole, da vocabolario: “riunione, di una comunità di persone legate tra loro da rapporti di affinità; con un carattere di carisma”. No, non ci siamo. Troppo poco; non basta per spiegare. Venerdì 17 e sabato 18 non ci siamo solo “incontrati”, ma abbiamo “CONDIVISO”. Abbiamo messo insieme qualcosa di noi, ciascuno “il suo… abbiamo condiviso noi stessi, quello che “sentiamo” e che viviamo.

Non è il nostro primo incontro, ed è ogni volta diverso. E questa volta… siamo veramente cresciuti, perché abbiamo deciso di metterci in gioco. Non è facile e non è scontato. Le famiglie carismatiche che hanno deciso di essere presenza, e presenza attiva, a questi nostri incontri, sono disposte a “lasciare” un p’ di loro per “prendere” qualcosa dagli altri. La preghiera, l’ascolto, il caffè… uno sguardo al volto ed uno al cartellino sul bavero della giacca, sulla camicia… “famiglia pallottina… “famiglia del murialdo”… “famiglia trinitaria”… “famiglia paolina”… “famiglia…”. Ciao, non conoscevo la tua famiglia, il tuo fondatore, la tua storia… ti ascolto, mi ascolti… e poi a casa… via su internet a cercare, per conoscere meglio, per sapere qualcosa di più di te… noi l’abbiamo fatto, scoprendo realtà ricche di amore per Cristo e per la Chiesa. Ecco, questo è “fare” chiesa, è “essere” chiesa.

Come ha ben illustrato padre Ciardi, da un sistema “Tolemaico”, con la nostra congregazione (maschile /femminile) al centro, lo Spirito ha soffiato per farci crescere e capire una rivoluzione copernicana, che ha portato al centro “il carisma” che non è solo di alcuni ma di tutta la famiglia che si riconosce in quel carisma. Ma lo Spirito soffia e soffia ancora (ci conosce molto bene), e la “rivoluzione” è ancora più grande: “Occorre un’ulteriore metafora. Il sole non è fisso, ma a sua volta in movimento, parte di una rotazione ben più vasta che è quella galattica. Ci sembra così grande il nostro sole eppure è un puntino nell’immensa Via Lattea. Così è della nostra Famiglia carismatica, non ha senso se non immersa nella galassia ecclesiale, nella grande comunione tra carismi e vocazioni, dove tutti ruotiamo attorno al grande disegno divino della costruzione del regno di Dio”. Ecco, ora si, mi piace… questo è Incontro Famiglie Carismatiche.

Prendo ancora in prestito le parole di p. Ciardi: “La parola evangelica che si incarna nel cuore delle donne e degli uomini carismatici non rimane un dono privato; essa ha una dimensione collettiva, dà origine a un movimento di persone, a una comunità capace di vivere quella stessa parola evangelica e di renderla operante nella storia. Fondatori e fondatrici sono tali perché diventano generatori di una famiglia di figli e figlie che partecipano e mantengono viva la missione affidata loro da Dio. Nasce un’opera nuova nella Chiesa, il Verbo torna a farsi carne. Paternità e maternità costituiscono l’aspetto più evidente di quanti sono destinatari di un carisma che deve dilatarsi nello spazio e nel tempo.” “Se nella Chiesa sono apparsi e appaiono costantemente nuove forme di vita religiosa è grazie all’azione dello Spirito, presente in essa, che compie la missione di «anima» vivificatrice, rinnovando dal di dentro il Corpo di Cristo. Le diverse Famiglie carismatiche appaiono come espressione della creatività e fecondità dello Spirito che dirige la sua Chiesa con i doni, le varie concretizzazioni che da esso prendono forma”. Ecco, allora il diapason che suona, mi fa si riconoscere il “sib” del mio carisma, quel carisma che mi appartiene e al quale appartengo, quel carisma che mi fa “vibrare”, ma mi fa conoscere e poi riconoscere tutte le altre note: tutte le naturali, tutti i bemolle, tutti i diesis, tutti … mi fa sentire parte di quella sinfonia che è la creatività e fecondità dello Spirito.

Riversiamo nel quotidiano quanto vissuto in queste giornate, diffondiamolo nell’ambiente ecclesiale in cui Dio ci chiama a vivere e lavorare, suscitando in chi ci ascolta curiosità e interesse per questo “progetto”. Grazie Signore.

Susanna Andreucci e Attilio Cagiola,Famiglia Guanelliana