Un fecondo percorso formativo

Un fecondo percorso formativo

Ven, 08 Feb 19 Associazione FdCh

Lo scorso fine settimana la fraternità di Ischia ha vissuto due momenti di grazia particolari insieme alle nostre amate Figlie della Chiesa. 

Venerdì sera, nella chiesa che custodisce i resti mortali di Mons. Ciro Scotti, " fratello spirituale" di Maria Oliva Bonaldo, le nostre suore, insieme a tutte le consacrate dell'isola, hanno rinnovato i loro voti al Signore durante la Celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo Pietro. Al termine della Messa sì è tenuto un incontro sulla figura di don Scotti e la sua affinità spirituale con Madre Maria Oliva.

Per questa occasione il parroco, nipote di una Figlia della Chiesa, ha invitato Suor Bertilla Fracca, che ha deliziato tutti con il suo intervento. Con quale passione ha raccontato i punti salienti della storia della Madre Fondatrice, dall'infanzia all'illuminazione nel 1913, dalla sofferenza fisica e spirituale, che con amore offrì per l'attuazione dell'Opera, al comune sentire tra lei e don Ciro, entrambi sospinti dall'amore alla Chiesa e a Gesù, che pure aveva permeato la vita di Santa Teresa, molto amata da tutti e due.

Il giorno successivo, sabato, ci siamo ritrovati invece per un momento tutto nostro, in fraternità. Suor Bertilla ci ha condotti per mano al "cuore" dei 33 foglietti scritti dalla Fondatrice e ci ha illustrato un punto per noi molto profondo: la pazienza della carità. Avevamo chiesto a Bertilla di guidarci in particolare nella lettura e meditazione di questo specifico punto perché, a nostro avviso, potrà poi illuminare ulteriormente e dare nuova luce all'approfondimento di alcune parti dell'Evangelium vitae, che stiamo studiando da qualche tempo.

Col suo aiuto abbiamo riflettuto sulla pazienza che Gesù ci mette dentro e che, come alla Madre, ci aiuta a portare il peso della sofferenza e del dolore fisico e spirituale per poi trasformarli in amore, offrendoli per la salvezza nostra e dei nostri fratelli. Perché la differenza tra un figlio, un battezzato, e ad esempio chi non crede, sta proprio nel modo in cui il dolore si vive e nel riconoscere quella che per ciascuno di noi è la prima missione. E queste modalità dipendono tutte dall'amore, che ci fa passare attraverso il dolore guardando alla meta, che è la salvezza. La carità infatti sta alla base anche di tutti gli altri sentimenti della vita, anche degli stessi voti che le religiose fanno. Tutto è, come afferma con forza S. Paolo, riconducibile all'amore.