Amore e Patire

Amore e Patire

Sab, 01 Set 18 Fondatrice

     Alla pedagogia dell’amore che aveva fatta felice l’infanzia di Maria, si affiancò presto la severa pedagogia del dolore, che inciderà profondamente nel suo spirito. Amare e patire fu, in realtà, la sostanza e l’ideale di tutta la vita di Madre Oliva.
Non aveva ancora compiuto undici anni quando sulla famiglia Bonaldo si abbatté la tragedia: il 3 febbraio 1904 mamma Gioconda morì di emorragia da parto dando alla luce il nono figlio: un maschio, che morì con lei e le fu messo tra le braccia nella bara.
     L’ultima volta che Maria vide viva la mamma la trovò intenta a cucire una vestina rosa e le domandò a chi fosse destinata. La zia Emilia l’ammonì di non disturbare la mamma, che non stava bene, e la portò via.
Quel momento restò fisso per sempre nella memoria e nel cuore di Maria, che, otto anni dopo, lo evocava con accoramento struggente presso la tomba della madre con una poesia intitolata L’ultimo figlio:

“Mamma, son qui con te per ricordare
quel giorno triste, triste, ormai lontano!
Io ti rivedo intenta ad agucchiare

la veste rosa colla stanca mano…
Come a rilento allora alzavi l’ago,
come al lavoro t’affrettavi invano!

Forse – dal grembo – ti pareva il vago
sentir vagito dell’ignoto figlio?...
Di quel dolore il cuore era presago?

Ti tremava una lacrima sul ciglio
- curva la fronte sulla vesticciola -
…E venne il bimbo bianco come un giglio!

Le labbra avea striate di viola…
Non la volesti mamma abbandonare
la tua creatura in camposanto, sola,

te la stringesti fra le braccia care,
e da quel giorno qui con te riposa
come allora che intenta ad agucchiare
le preparavi la vestina rosa!...

(S. Garofalo, Storia di un Carisma, p. 25-26)