Convegno nazionale vocazionale

Convegno nazionale vocazionale

Mer, 10 Gen 18 Vita di istituto

“Dammi un cuore che ascolta!” fu la richiesta che il giovane Salomone fece al Signore quando venne incoronato re d’Israele. Un cuore capace di ascoltare, di accogliere, di saper stare di fronte alle cose imparando da esse: in breve, un cuore sapiente. Ed è questo l’atteggiamento del cuore che ci hanno suggerito tutti gli interventi del Convegno nazionale vocazionale che si è tenuto come di consueto a Roma dal 3 al 5 gennaio. L’ascolto è il bisogno più urgente nel cuore dell’essere umano e in modo particolare dei giovani; ed è altrettanto urgente oggi dare ascolto ai loro sogni, alle loro paure, alle loro domande e alle loro risposte, perché non si sentano soli, ma accompagnati a diventare ciò che sono chiamati ad essere, seguiti nell’imparare a riconoscere e a rispondere a quella chiamata specifica che Dio ha per ciascuno di loro. Ascolto è una parola inflazionata oggi, molto usata e abusata, ma siamo così disabituati ad un ascolto profondo, globale, molteplice! C’è un universo immenso pieno di suoni che non sappiamo più ascoltare; c’è il rumore della terra con i suoi ritmi naturali a cui va tanto di moda tornare ma la cui arte va imparata per saperla gustare. C’è l’ascolto delle diversità, di pensiero, di fede, di orientamento a cui è necessario educarsi; c’è l’ascolto attivo di cui ci parlano le scienze sociologiche che ci insegnano che è importante cambiare prospettiva, come dire, rinnovare la cassa di risonanza. E infine c’è l’ascolto di chi non ti dà una risposta, ma suscita in te una nuova domanda, o meglio la tira fuori dal tuo cuore, proprio quella domanda che tu non riesci a formulare, a decodificare, ma ti brucia dentro, ed è una domanda di felicità, quella a cui solo il Signore e la sua sequela possono dare la risposta giusta. E lì inizia un nuovo ascolto, quello del tuo cuore, della lotta che si agita dentro, del processo che devi affrontare in te stesso, tra accusatori e difensori di questo Gesù che hai conosciuto, ti ha cambiato la vita e che devi decidere giorno per giorno se tradire o seguire fino in fondo. È proprio a questo processo interiore che un accompagnatore vocazionale dovrebbe condurre per aiutare un giovane nella sua ricerca umana e vocazionale. Ma prima di tutto la sua preghiera dovrebbe essere la stessa che fece Salomone: Signore dammi un cuore che sa ascoltare!