Omelia di S. Em.za Marc Card. Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi

Omelia di S. Em.za Marc Card. Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi

Ven, 14 Lug 17 Fondatrice

Roma, Sancta Maria Mater Ecclesiae, 10 luglio 2017

Marc Card. Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi

Omelia nel  Nel 41° Anniversario del Dies Natalis di M. Maria Oliva Bonaldo

 Fondatrice delle FIGLIE DELLA CHIESA 

Gn 28, 10-22; Mt 9, 18-26; Sal 90

Carissime Suore Figlie della Chiesa,

    la liturgia del giorno ci offre delle letture molto adatte per la celebrazione del dies natalis della vostra Madre Fondatrice, Maria Oliva Bonaldo del Corpo Mistico. I testi liturgici ci parlano dell’Alleanza del Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe con l’umanità, nonché del potere di Gesù Cristo sulla morte. Il Canto al Vangelo proclama: «Il Salvatore nostro Gesù Cristo ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita per mezzo del vangelo».

    Il testo della Genesi ci parla del sogno di Giacobbe: «Una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa». Il Signore gli apparve e disse: «Io sono il Signore, il Dio di Abramo, tuo padre e il Dio di Isacco. A te e alla tua discendenza darò la terra sulla quale sei coricato. La tua discendenza sarà innumerevole come la polvere della terra […] e si diranno benedette, in te e nella tua discendenza, tutte le famiglie della terra».

 IMG 0290   La mattina Giacobbe si alzò, ebbe timore di quel luogo sacro ed eresse come ricordo una pietra come una stele e chiamò il luogo Betel, che significa ‘casa di Dio’. Da quel momento in poi l’Alleanza di Dio con Abramo fu confermata per lui e la protezione divina gli fu promessa: «Il Signore sarà il mio Dio».

    Un sogno, una discendenza e una terra. Che cosa è successo nella vita di Maria Oliva Bonaldo se non un sogno, un’Alleanza e una discendenza per il servizio del Regno di Dio? Nel suo caso l’esperienza fondatrice fu molto più di un sogno: ella fu rapita dalla grazia e marcata per tutta la vita da un fuoco d’amore-dolore scaturito dall’Eucaristia; in quella mezz’ora di un abbraccio folgorante, il Signore prese possesso di lei in modo radicale e definitivo; un’alleanza carica di promessa di fecondità ma senza indicazione di una strada precisa e di mezzi concreti per portare avanti la sua vocazione: fu proprio l’esperienza iniziale di Abramo, confermata poi col sacrificio di Isacco, che la Madre Bonaldo sperimentò tante volte rinunciando alla realizzazione del sogno di una nuova comunità, sogno che ella portava nel suo grembo.

     Non menziono qui tanti ricordi di sofferenze, di prove e di malattie che voi conoscete meglio di me e che segnarono il cammino della croce della Madre Maria Oliva, costretta ad entrare controvoglia prima nelle Visitandine e poi nelle Figlie della Carità Canossiane, sotto la guida poco illuminata di un sacerdote troppo rigido, per non dire prepotente.

    Finalmente, all’ora di Dio, dopo mille rinunce compiute con amore sofferente e profondo abbandono alla volontà divina, il sogno prese forma nel 1938, 25 anni dopo la chiamata iniziale che le fece rompere subito un progetto già maturo di matrimonio. Nel disegno della Providenza Divina la maternità di Maria Oliva Bonaldo acquisiva il suo profilo specifico, imperniato sulla nascita della comunità delle Figlie della Chiesa, innamorate del Corpo Eucaristico di Gesù Cristo e del suo Corpo Mistico, la Chiesa.

    Questo disegno è in via di compimento in voi, carissime sorelle, con la grazia potente che scaturisce dal mistero pasquale di Cristo. Quante di voi, sulla scia della vostra Madre Fondatrice, spesso impedita ad agire a causa della malattia, sono state toccate, risollevate e curate dall’incontro con Gesù, come esemplificato nel Vangelo odierno: la donna che tocca il suo mantello e la fanciulla morta che Gesù riporta alla vita?

    Avete appreso della vostra Madre il valore supremo della contemplazione e ad essere contemplative nell’azione, soprattutto nelle iniziative per i più poveri, che la Madre chiamava “i suoi Gesù”. Avete appreso anche il valore della sofferenza offerta con amore, il valore dell’obbedienza senza riserva per amore e solo per amore.

     Ella scriveva a Don Scotti nel 1932: «L’Opera delle ‘Figlie della Chiesa’ avrebbe lo scopo di far conoscere, amare, servire la Santa Sposa di Cristo per mezzo degli esercizi della vita contemplativa e attiva secondo la proporzione stessa attuata dal Signore di trenta a tre. Tre di apostolato dovrebbero sgorgare da trenta di vita interiore, lo zelo dovrebbe essere solo, solo, solo frutto di amore, di generosità illimitata, di donazione assoluta a Dio».

    Ecco l’indirizzo della spiritualità e la tonalità del carisma per rispondere ai bisogni dell’epoca che la Madre percepiva in modo intensissimo e autenticamente profetico. Ella spiega il perché del suo sogno con alcune espressioni di fuoco che ricordano il linguaggio dei Santi: «La Santa Chiesa non è conosciuta, la santa Chiesa non è amata, perché non è conosciuto, non è amato l’Amore che l’ha generata nel dolore».

    Questi forti ed appassionati accenti d’amore dovrebbero farci riflettere sul senso della vita consacrata nella Chiesa oggi. Il senso profetico della vita consacrata tende ad essere capito oggi in un modo prevalentemente orizzontale, per non dire mondano, come sostegno a diverse cause come la povertà nel mondo, l’ecologia ed altro; oppure in senso escatologico futuristico, rimandando al regno dei cieli la ricompensa delle rinunce, e trascurando ciò che dice qui la vostra Madre in un modo pertinente a tutti i secoli. Il profondo senso profetico della vita consacrata è la proclamazione di Dio Amore con tutta la vita e lo stato di vita, a partire anzitutto dalla contemplazione amorosa che rivela lo Sposo che abita il nostro cuore e lo riempie di felicità, benché questa felicità sia spesso vissuta come grazia di “amore-dolore” in varie misure, secondo le missioni personali e le circostanze. 

     Carissime Figlie della Chiesa, rimanete salde nella profezia della vostra Fondatrice. La Chiesa Sposa ha bisogno di voi per rivelare lo Sposo che gli viene incontro nel dono pasquale del suo Corpo Eucaristico. La Chiesa ha bisogno di voi per mostrare il legame nuziale tra il Corpo Eucaristico e il Corpo Mistico e quindi per fondare sull’amore di Cristo la passione per la missione e la passione per il servizio ai più poveri. L’intima connessione tra i due misteri deve essere da voi testimoniata in modo tale da essere un segno della Chiesa Sposa e Madre impegnata nel servizio di Dio Amore e Misericordia, in mezzo al mondo sofferente e mendicante d’Amore.

    Preghiamo con fiducia e paziente attesa dell’ora di Dio per la beatificazione della Serva di Dio Madre Maria Oliva Bonaldo del Corpo Mistico. Preghiamo ancora di più per la fedeltà della Congregazione al carisma ricevuto dallo Spirito Santo per mezzo della sua umile sposa, vissuta alla scuola del fiat della Vergine di Nazaret, Madre di Dio e Sposa dell’Agnello immolato; carisma d’amore e di fervore, carisma di contemplazione e di servizio ai poveri, carisma di adorazione eucaristica e di comunione sponsale della Chiesa, Corpo mistico di Cristo.

Amen!