L’Amore: il filo rosso della mia storia con il Signore

L’Amore: il filo rosso della mia storia con il Signore

Dom, 27 Set 20 Figlie della Chiesa Vita di istituto

Scrivo queste righe dopo 15 giorni dalla mia Professione Temporanea avvenuta l’8 settembre a Roma, presso la nostra comunità di “Domus Aurea”, da “Mater Redemptoris” Foggia, la mia nuova comunità dove il Signore vuole che io muova i primi passi da donna cristiana consacrata Figlia della Chiesa.

Riguardando le foto e i video di quel giorno l’emozione è ancora tanta, unita alla gratitudine immensa per l’amore sempre fedele e sempre premuroso del Signore che mai, e sottolineo MAI, è venuto a mancare in questi anni di formazione.

Tanti amici, parenti, conoscenti il giorno della Professione e nei giorni seguenti si sono fatti vicini e, una delle frasi più comuni che mi son sentita dire è stata: “Complimenti”. Sorridendo, ad alcuni ho risposto: “Fate i complimenti al Signore che è stato coraggioso, fedele, tenace e amante!”. Sì, perché più ripenso e rivivo la mia Professione Temporanea e questi giorni da “suor Alice”, più rimango meravigliata, stupita e a bocca aperta per tanto amore!

Amore infatti è la parola che fa da filo rosso alla mia storia col Signore fra le Figlie della Chiesa. L’amore per la liturgia che nei primi timidi passi mossi a Mestre durante i week-end vocazionali e durante l’aspirandato a “Mater Amabilis” Vicenza mi ha “trafitto il cuore”. L’amore per l’apostolato, per la Parrocchia, per quel desiderio di “formare Cristo nelle anime” che durante il postulato a “Maria, Madre del Pane di vita” Castelfranco Veneto e a “Mater Christi” Mestre mi ha conquistata; ed infine l’amore per la Parola, per la lectio, per il “piegare le ginocchia davanti a Dio portando il mondo intero” che mi ha consolato, sostenuto, provocato, fatto ridere e anche piangere durante i due anni di Noviziato a “Speculum Justitiae”, Roma. Amore abbandonato da me, limitata e peccatrice, in passato e anche inevitabilmente nella quotidianità di un cammino formativo impegnativo ed esigente, ma amore anche abbandonato nel senso che si abbandona alla Volontà del Padre nonostante la terribile voglia di allontanare quel “Calice amaro” nell’orto (da qui la mia specifica) e che ho cercato e cerco di vivere nell’obbedienza alla vita, ogni giorno.

Sono felice! Felice perché amata e desiderosa di amare. Felice perché circondata da mamma Donatella, Papà Silvio e mia sorella Elisa con Mattia che mi hanno sempre sostenuto; felice perché accolta a braccia aperte dalla mia famiglia religiosa che, sempre, mi ha preso per mano e mi ha aiutato a camminare seguendo Cristo e la Chiesa, incoraggiandomi, sostenendomi, aiutandomi; felice perché se oggi sono Figlia della Chiesa è perché tante sorelle e fratelli hanno pregato per me: la mia parrocchia di Caerano di San Marco, la mia Diocesi di Treviso, le mie care “madri Canossiane”, punto di riferimento costante, presente, discreto nella mia vita fin dagli anni dell’asilo; i miei amici di sempre e quelli che lo sono diventati negli anni di formazione; felice soprattutto per la Chiesa, mia madre: in qualsiasi posto del mondo con lei sarò sempre a casa! Per lei voglio donare la mia vita. In lei voglio vivere!

Grazie alla nostra Fondatrice, di cui sono innamorata! Grazie al suo coraggio, alla sua tenacia, al suo amore, alla sua determinazione… ascoltando lo Spirito Santo, vivendo appieno l’obbedienza, rimanendo fedele a sé stessa, mi ha consegnato il dono più grande che potessi desiderare: il Carisma delle Figlie della Chiesa che spero di vivere, giorno dopo giorno, con sincerità e responsabilità.

Ultimo, ma non ultimo, grazie al Signore. L’eterno fedele!

Continuate a pregare per me, sicuramente io lo farò per voi!

Sr Alice di Gesù Abbandonato