Ascoltare. Farsi prossimi. Testimoniare. Tre passi per attualizzare il Sinodo sui Giovani

Ascoltare. Farsi prossimi. Testimoniare. Tre passi per attualizzare il Sinodo sui Giovani

Dom, 28 Ott 18 Giovani

Avere la possibilità di partecipare alla Celebrazione Eucaristica conclusiva del “Sinodo Sui giovani” per delle novizie non è cosa da tutti i giorni! Ma noi c’eravamo e non possiamo non condividere con voi quanto di bello e straordinario abbiamo vissuto questa mattina nella Basilica di San Pietro.

Avere in mano quel biglietto giallo per poter passare i controlli e partecipare alla celebrazione è stato emozionante fin da subito sia perché siamo giovani e ci sentivamo particolarmente in causa sia perché partecipare ad una celebrazione Eucaristica di tale portata, per noi Figlie della Chiesa, chiamate ad amare, testimoniare e far conoscere la Chiesa non è cosa banale, ma importante!

Questa mattina S. Pietro era gremitissima di giovani, suore, famiglie e tanti, tanti sacerdoti! Dovunque ci si girava si vedevano Cardinali e Vescovi, volti più o meno noti, ma che tengono unito in tutto il mondo il legame con Papa Francesco e con Cristo stesso.

All’inizio della Celebrazione, nella processione d’ingresso, vedere quella fila di giovani uditori al Sinodo con sorrisi e occhi lucidi e, dietro di loro sacerdoti, vescovi, cardinali e alla fine il Santo Padre ci ha fatto bene al cuore: una metafora di come davvero la Chiesa in questo tempo di grazia straordinaria ha voluto fermarsi per mettersi in ascolto di noi giovani, curiosa di sapere davvero il nostro pensiero, le nostre paure e i nostri sogni.

Papa Francesco, come sempre, nella sua omelia è stato essenziale e preciso. In 3 punti ha sintetizzato come deve essere il nostro modo di procedere , per non lasciare cadere nel vuoto questo evento:

  1. ASCOLTARE. È necessario imparare ad avere un apostolato dell’orecchio, capace di ascoltare il grido di chi chiede aiuto, di riconoscerlo e non ritenerlo un disturbo. Avere un cuore docile all’ascolto.
  2. FARSI PROSSIMI. Perché Gesù non delega a nessuno quanto spetta a Lui; e tutti noi, alla Sua sequela, siamo chiamati a sporcarci le mani, come ha fatto Lui, per portare a quanti incontriamo la vita nuova.
  3. TESTIMONIARE. È Dio che ci manda a dire ai nostri fratelli: “Coraggio. Alzati. Ti chiama”. Perché la fede è questione di incontro; non di prediche, ma di testimonianza!

Siamo grate a Papa Francesco e a tutta la Chiesa che ha deciso di prendersi tempo per stare con noi, senza distrazioni e pensieri inutili, avendo come unico interesse il nostro bene, la nostra gioia, i nostri sogni.