III Domenica del Tempo Ordinario

III Domenica del Tempo Ordinario

Lun, 21 Gen 19 Lectio Divina - Anno C

Nella III Domenica del tempo ordinario la Chiesa Madre vuole mostrarci la preziosità della Parola di Dio proclamata, che ci interpella personalmente e ci trasforma la vita.

La prima lettura del libro di Neemia manifesta il rapporto vitale tra la parola di Dio contenuta nella Bibbia e la comunità che ascolta. Il popolo di Dio rientrato dall’esilio nella sua terra ricerca la sua più profonda identità e unità nella parola di Dio. Oggi come allora, la Chiesa ritrova in Essa la sua identità; per questo è sempre in religioso ascolto della Parola e da questa viene adunata; da Essa si lascia continuamente «giudicare»; la sua ragione d’essere è nell’annunciare questa Parola e nel testimoniarla.

La Chiesa infatti non vuole proclamare un’astratta ideologia umana, desidera comunicare la Parola che si è fatta carne in Cristo, Figlio di Dio. È Lui il Capo della Chiesa, come ci viene presentato nella seconda lettura, tratta dalla lettera di Paolo ai Corinzi; è Lui il Maestro che unifica la molteplicità e diversità delle membra in un solo corpo. Egli, unendo con la sua parola viva le menti e i cuori, crea l’unità della fede. Messaggio particolarmente significativo in questa settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che ci ricorda che siamo “chiamati per annunziare a tutti la opere meravigliose di Dio”.

La liturgia ci presenta i due brevi testi “introduttivi” di Luca: a tutto il Vangelo (1,1-4) e al ministero in Galilea (4,14-21); in essi l’Evangelista ci rivela che solo Gesù può attualizzare la Parola di Dio e compierla: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi». (Lc 4,21).

cap.1, 1- 4: L’evangelista nell’incipit del suo Vangelo si rivolge a un personaggio illustre che porta il nome simbolico: “colui che ama Dio” e in esso ciascuno di noi può sentirsi incluso… Luca motiva il lavoro intrapreso spiegando che si è proposto di confermare il suo interlocutore sulla saldezza dei contenuti nei quali è stato istruito. Ci tiene anche a dire che ha voluto fare una ricerca accurata tra persone autorevoli e impegnate: sono i testimoni oculari che stanno anche spendendo la loro vita per l’annuncio del Vangelo. Impegno dichiarato dell’evangelista è dunque quello di agganciarsi alla tradizione delle origini, accuratamente vagliata e verificata. Soltanto dopo questa diligente ricerca si accinge a scrivere.

Occorre notare che secondo gli esegeti la sua opera è eccellente anche dal punto di vista letterario e storico, secondo lo stile del suo tempo, perché Luca è indubbiamente una persona colta che padroneggia il greco ellenistico senza difficoltà e vuole dare una testimonianza fondata storicamente e ordinata nell’esposizione. Tale stile ed intento lo si ritrova anche negli Atti degli Apostoli.

cap.4, 14 – 15: Dopo aver raccontato i fatti dell’infanzia, il Battesimo e le tentazioni nel deserto, Luca presenta Gesù nell’inizio del suo ministero in Galilea, la sua terra di origine; non manca di sottolineare che è sempre accompagnato dalla potenza dello Spirito Santo, che illumina la sua parola e il suo operato. Sebbene non riporti nessun miracolo o insegnamento specifico, l’evangelista parlando della fama che accompagna il giovane Rabbì in tutta la regione, fa comprendere che Egli già si sta manifestando come vicino alla gente e sensibile verso le necessità dei malati e bisognosi.
Gesù effettivamente entra nel cuore religioso del popolo, perché insegna nelle sinagoghe facendosi capire da tutti; come nota l’evangelista tutti lo lodano con convinzione perché il suo modo di insegnare è attraente e autorevole.

v.16: Il percorso di Gesù come predicatore itinerante conosce una tappa significativa proprio nella città che lo ha visto crescere nella fanciullezza, nell’adolescenza e nella prima giovinezza; una continuità espressa dalla parola “secondo il suo solito”. Tale espressione consente di entrare nel mistero della quotidianità della sua vita, segnata da un riferimento costante al Padre, specialmente nel ritmo settimanale dei sabati. Come ogni ebreo adulto, Gesù ha il diritto di leggere la Parola di Dio e di interpretarla; lo fa in piedi, l’atteggiamento del Risorto.

vv.17 – 19: La Parola profetica che secondo l’Evangelista Gesù non cerca, ma si presenta ai suoi occhi in apertura del rotolo, è quella di Isaia; un piccolo brano che mette insieme i vv. 1-2 del capitolo 61 e il v. 6 del cap. 58. Siamo nella terza parte del libro, in cui la missione del profeta viene esplicitata con una grande apertura alla speranza. Leggere questo testo all’inizio del tempo ordinario fa commuovere il cuore: è questo l’Anno di grazia che il Signore proclama anche per noi, sua Chiesa, oggi.

Lo Spirito del Signore che ha consacrato con l’unzione Gesù continua ad attuare il suo messaggio di vicinanza, di gioia e di fiducia. Anche oggi i poveri hanno bisogno di sentire il lieto annunzio della salvezza. Sono molti, troppi ancora i prigionieri che attendono liberazione: dal carcere vero e proprio e dalle altre limitazioni che vengono dalle strutture di peccato; spesso prigioni di false ideologie, di abitudini sbagliate, di paure, egoismi, dipendenze… La cecità affligge ancora troppa gente, specialmente quella che preclude la vista del cielo… L’oppressione ha tanti volti e appesantisce il cuore e la mente, impedendo alle persone di volare in libertà con le ali della fede e dell’amore… Abbiamo un bisogno immenso di essere liberati, e questo ci promette e ci dona Gesù con l’annuncio gioioso dell’Anno di liberazione! 

vv.20 – 21: I gesti di Gesù nel versetto 20 sono visti da Luca “al rallentatore”; ci viene consegnato questo momento di silenziosa attesa, di aspettativa da parte di tutti. Gesù, chiudendo il volume del profeta, sembra voler dire che ciò che è antico, pur mantenendo tutto il suo valore, viene superato dall’“oggi” che nel momento attuale rende presente e compiuta quella parola di speranza. Gesù si presenta come realizzatore della promessa di Dio; vedere Lui e stare con Lui significa trovare tutte le risposte alle attese del cuore, della mente, della vita.