IV Domenica di Avvento

IV Domenica di Avvento

Lun, 16 Dic 19 Lectio Divina - Anno A

v.16: “Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato il Cristo”

v.18: "Così fu generato Gesù Cristo"

Ecco come avvenne la genesi di Gesù. La genesi di Gesù è il suo essere presente nella storia dell’umanità dal momento in cui Dio la visita mediante l’esistenza di Gesù. Il Messia che viene, nasce dal grembo dell’umanità per stringere un vincolo di comunione con coloro che sono figli di donna. Egli è vincolo di comunione con tutta la famiglia umana perché figlio di Abramo. È nostro in quanto figlio di Davide.

Viene per la salvezza dei peccatori ed è lo scandalo dell’evento messianico. Colui che viene è sempre diverso da quello che aspettavamo noi! Ma è proprio Lui, nato da donna. Attraverso Maria, Gesù raggiunge la stirpe della terra; attraverso Maria visita ogni grembo, rende nuova ogni nascita; per lei ogni creatura umana riprende vita. Gesù figlio di Giuseppe serve a presentare Gesù che viene da un popolo e per il popolo di Dio: Israele. Gesù figlio di Maria: consentirà a tutti di riconoscerlo come potenza di salvezza che illumina il mondo. C'è una funzione che compete anche a Giuseppe, ma la genesi di Gesù passa attraverso Maria.

I due ultimi personaggi dell’anello della genealogia: Maria e Giuseppe. La figura di Maria, svolgendo il ruolo decisivo, sembra che elimini la figura di Giuseppe. Ma non è così. È vero che al centro c’è la Madre, una vergine e Gesù è il Figlio di questa Madre-Vergine, ma Giuseppe è chiamato ad essere testimone della verità: il disegno della salvezza universale. Ecco come avvenne la mia, la nostra nascita … Accogliere e amare le nostre radici, la nostra genealogia, il nostro casato ... come Gesù.

Maria vive nel silenzio di Dio.

Matteo afferma la maternità di Maria senza sospetto, senza titubanza. Una maternità che non lascia equivoci, né dubbi.

v.18: "Si trovò incinta per opera dello Spirito Santo". È la potenza di Dio che illumina la scena: solo lo Spirito Santo rende Madre Maria. Lo Spirito che nel linguaggio biblico è un personaggio al femminile. Esso potenzia la femminilità di Maria rendendola feconda. Allora non c’è interrogativo, non c’è dubbio, perché è Dio che opera con il suo Spirito.

La gratuità è assoluta, operativa, concreta: Madre è colei che nella sua verginità è stata raggiunta dallo Spirito e questo suo parto ne è il frutto gratuito. Questo è il ruolo di Maria: partorire gratuitamente il Verbo, il Figlio di Dio, il Vivente.

Di tutto questo è consapevole Giuseppe, ma non si sente offeso nella sua qualità di maschio; non ci sono sospetti in lui ... sa tutto. Il problema di Giuseppe è un altro: come Mosè egli è di fronte al mistero di Dio e questo lo preoccupa, lo spaventa, si sente spiazzato.

v.19: "Giuseppe suo sposo, poiché era un uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto". Non voleva rimanere accanto a lei per il mistero che lo sorpassava. È un uomo giusto e vuole tirarsi da parte perché è troppo grande il mistero che gli sta dinanzi. Giuseppe vuole che il Mistero di questa nascita sia lasciato a Maria, perché ciò che avviene in lei è opera dello Spirito Santo. Ma quale è il ruolo di Giuseppe accanto a Maria?

v.20: "Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa". È un annuncio. Secondo Luca l’annunciazione è fatta a Maria, secondo Matteo a Giuseppe. Sovrapponiamo i due Vangeli e scopriamo che l’annuncio è fatto alla coppia, allo sposo e alla sposa insieme, al giusto e alla vergine innamorati. Dio è all’opera nelle relazioni, parla dentro le famiglie, dentro le nostre case, nel dialogo, nel dramma, nella crisi, nel dubbi, negli slanci. Giuseppe sta pensando… e trova riparo e rifugio nel sonno. Giuseppe sta dormendo, ma nel sonno è visitato. Giuseppe dorme, ma sogna, pensa.

Pensare: verbo che in Matteo compare altre due volte ed è sempre un pensare non giusto; Gesù Cristo interviene dicendo di rivedere il modo di pensare: Mt 9, 1-4: "Salito su una barca, passò all’altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portarono un paralitico disteso su un letto. Gesù vedendo la loro fede, disse al paralitico: Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati. Allora alcuni scribi dissero tra sé: Costui bestemmia. Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: "Perché mai pensate cose malvagie nel vostro cuore?" Mt 12,25: "Egli però, conosciuti i loro pensieri... "I farisei, avendo visto il miracolo dell’indemoniato guarito dicevano che Gesù l’aveva fatto in nome di Beelzebùl...

Giuseppe pensa di rimandare Maria, ma nel sonno fa un sogno. Il sogno che è uno strumento di cui si serve Dio per suscitare la disponibilità al suo disegno. Giuseppe viene educato perché resti al suo posto. II mistero di Dio che avanza con gratuità ti riguarda, Giuseppe, non puoi rintanarti nel sonno. Il nostro pensare... il nostro ritirarci nel sonno… per non rimanere al nostro posto. Non temere, fratello, sorella, comunità cristiana: resta al tuo posto perché hai una missione da compiere!

v.21: "Ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù". Tu hai la missione di dargli il nome: Gesù che significa Salvatore. Colui che è il Santo, si rende accessibile e vuole essere chiamato per nome da te. II silenzio di Dio ha un nome per gli uomini: Salvatore - Dio salva. In Luca è Maria che chiama per nome Gesù; in Matteo è Giuseppe, perché fa di tutto per mettere in risalto questa chiamata evangelica, questa missione di dare il nome e di avere la responsabilità giuridica-sociale, senza essere soltanto spettatore.

v.24: “Quando si destò dal sonno”, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore. Giuseppe, uomo risvegliato dal sonno… Non temere, Giuseppe... non dormire, Giuseppe... prendi le tue responsabilità... non lasciarti prendere dalla paura, non sconcertarti del progetto che Dio ha fatto su di te. Fidati di Dio che è sempre fedele. Accogli nella tua casa la presenza di Dio che agisce, che è viva in Maria.

Giuseppe sta in silenzio. Il vangelo non riporta nessuna parola di Giuseppe; egli non rivolge nessuna domanda all’angelo, ma in silenzio aderisce all’invito. Giuseppe: l’uomo del vero silenzio, del silenzio disponibile, della disponibilità silenziosa. Silenzio che si fa gratuità.

Giuseppe si comporta da 'padre' per Gesù, gli assicura la sussistenza insieme alla Madre Maria, ma vive nel mistero questa paternità. Gli sfugge questa paternità, ma si fida della parola dell'angelo, della parola di Dio.

- Se la proposta di un disegno, trova ascolto, accoglienza, adesione... non troveremo tempo per rifugiarci nel sonno...

- Siamo impegnati a dare il nome, a chiamare per nome i nostri fratelli, a dare loro una identità: quella di Cristo, ad aiutarli a realizzare nella loro vita il progetto di Dio. “Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo”, dice Gesù al Padre suo (Gv 17, 6).