Sacratissimo Cuore di Gesù

Sacratissimo Cuore di Gesù

Dom, 03 Giu 18 Lectio Divina - Anno B

Liturgia nella solennità del Sacro Cuore di Gesù: con queste parole viene annunciata la celebrazione del mistero del Cuore santissimo del Signore. L'anno liturgico è già entrato nel tempo ordinario. Il tempo pasquale si è concluso con la solennità di Pentecoste, ma la Santa Madre Chiesa, oggi, volge lo sguardo sul Cuore Sacratissimo del suo Signore, perché? Perché ritornare al venerdì santo?
Non è facile rispondere e far dire alla Divina Liturgia il perché del ritorno nella sosta ai piedi della croce. è la Pasqua del Signore che rivela il mistero del cuore del Figlio, anzi di Dio Padre; qui si inverano le domande di Gesù: "Padre voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me, dove sono io." Ma perché ritornare ai piedi della Croce?
Non si osi affrettare la risposta come reminiscenza di pietà popolari di recenti feste inventate dal popolo e tollerate da alcune autorità. Davvero non si osi. Ritornare al venerdì Santo, è ritornare alla Pasqua mettendo mano al cuore. La Chiesa sa che il giorno di Pasqua è compiuto, ma non concluso. È ancora in atto il dialogo con i due di Emmaus alla locanda. Il Maestro sta spiegando le Scritture partendo da Mosè. È ancora in atto. I due affermano che il loro cuore arde, mentre Egli spiega le Scritture.
La Santa Madre Chiesa fa tornare il popolo santo di Dio al Calvario per sostare sul mistero della sua nascita dal legno; di generazione in generazione durano i pensieri del suo Cuore, per salvare dalla morte i suoi figli, e nutrirli in tempo di fame. Ci aiuta anche l'arte che mostra il sangue e l'acqua che scorrono dal Cristo sul cranio di Adamo, movimento descritto come il "battesimo di Adamo".

Saliamo dunque con Giovanni, con la Madre di Gesù sul monte, ascoltiamo le testimonianze.
L'iconografia sacra mette sotto i piedi di Maria una fonte azzurra di acqua, un ruscello che scorre sotto i suoi piedi; è chiaro Maria è l'acqua che contiene Cristo, oppure l'acqua è Cristo e Maria è la fontana, o la terra da dove l'acqua scaturisce e dall'acqua è resa fertile e fatta germogliare per nutrire ogni vivente.
"...venuti però da Gesù, vedendo che era già morto." La carne che Maria ha tessuto nel suo grembo è morta. Ma la carne di Gesù è tutta intrisa dell'amore del Padre, dunque quel corpo non marcisce, perché l'amore è eterno, il Padre penetra con lo Spirito questa carne e la fa risorgere viva e incorruttibile. Oggi, qui morte e vita si sono scontrate in un prodigioso duello, il Signore della vita era morto ma ora, vivo, trionfa. Sostare sulla morte, è sostare sulla vita, anzi sulla vita nella discesa agli inferi, come recita la Chiesa: "Fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi."

Efrem fa dialogare la morte con il Signore della vita che entra negli inferi: "La morte di Gesù è un tormento per me, vorrei averlo lasciato vivo: sarebbe stato meglio per me. Qui c'è un morto la cui morte trovo detestabile; correrò e chiuderò le porte dello Sheol davanti a questo morto la cui morte mi ha rapinato. Chi sentirà ciò si meraviglierà della mia umiliazione, perché sono stata sconfitta da un morto venuto da fuori: tutti i morti vogliono andare fuori, e lui insiste per entrare. Un farmaco di vita è entrato nello Sheol e ha riportato i suoi morti indietro alla vita. Chi è colui che ha introdotto per me e nascosto il fuoco vivente in cui le fredde e oscure viscere dello Sheol, si fondono? ... Ora se è Adamo che tu cerchi, puoi andartene: è imprigionato qui per i suoi debiti; non c'è cherubino o serafino che sia capace di ottenere la sua liberazione: non ci sono mortali tra loro che possano offrirsi in cambio. Chi può aprire la bocca dello Sheol, tuffarsi dentro e prenderlo da là, dato che lo Sheol lo ha inghiottito e lo tiene stretto per sempre?"

"ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua." Il cuore del Signore è la stanza delle nozze: Ex corde scisso Ecclesia Cristo jugata nascitur. Dal cuore spezzato di Cristo è nata la Chiesa, sposa. La sala delle nozze è divenuta sala parto.
Lo sposo partorisce la sposa sul talamo della croce. “Il fianco dello Sposo fu trafitto e da esso uscì la Sposa, compiendo il tipo offerto come Adamo ed Eva. Cristo dormì sulla croce come Adamo aveva dormito il suo sonno profondo, dal suo fianco trafitto, uscì la figlia di Luce”, dice Giacomo Sarug, “il fianco di Adamo generò una donna che genera mortali, quello di nostro Signore la Chiesa, che genera immortali”.
Questo il progetto, il mistero nascosto da secoli in Dio creatore dell'universo e che Egli ha attuato in Cristo Gesù nostro Salvatore. Io piego le ginocchia, dice Paolo, davanti al Padre perché vi conceda di essere rafforzati nell'uomo interiore mediante il suo Spirito, di conoscere l'amore di Cristo che supera ogni conoscenza. L'evento del costato ferito, del Signore sull'albero della croce è pregato nella Liturgia della festa dell'esaltazione della Santa Croce: Padre Santo, Dio onnipotente, nell'albero della croce tu hai stabilito la salvezza dell'uomo, perché donde sorgeva al morte di la risorgesse la vita, e chi dall'albero traeva vittoria, dall'albero venisse sconfitto.

"L'albero dell'Eden, infatti, è già l'albero del Golgota - la croce - e il fianco di Adamo è già figura del costato trafitto del Signore da cui uscirà la Chiesa, Madre dei viventi." Vogliamo osare di dare la parola alla liturgia orientale che, contemplando la Madre di Dio, recita così: "Maria venne vicino a Gesù e poggiò il capo sulla croce. Si mise a mormorare in ebraico dei lamenti, delle parole di dolore: Chi mi trasformerà o Figlio, in aquila perché possa volare ai quattro angoli del mondo e invitare e radunare tutte le nazioni al grande festino della morte? La tomba è come una stanza nuziale ed in essa, Figlio mio, tu somigli allo sposo; i morti somigliano agli invitati alle nozze, serviti alla presenza degli angeli”.

Tutto è già stato detto dai Padri della Chiesa. La loro scuola appare come una Liturgia continua.
"Vuoi conoscere la forza del sangue di Cristo? (dice Giovanni Crisostomo) Richiamiamone la figura, scorrendo le pagine dell'Antico Testamento.
«Immolate, dice Mosè, un agnello di un anno e col suo sangue segnate le porte» (Es 12, 1-14). Cosa dici, Mosè? Quando mai il sangue di un agnello ha salvato l'uomo ragionevole? Certamente, sembra rispondere, non perché è sangue, ma perché è immagine del sangue del Signore. Molto più di allora il nemico passerà senza nuocere se vedrà sui battenti non il sangue dell'antico simbolo, ma quello della nuova realtà, vivo e splendente sulle labbra dei fedeli, sulla porta del tempio di Cristo.
Se vuoi comprendere ancor più profondamente la forza di questo sangue, considera da dove cominciò a scorrere e da quale sorgente scaturì. Fu versato sulla croce e sgorgò dal costato del Signore. A Gesù morto e ancora appeso alla croce, racconta il vangelo, s'avvicinò un soldato che gli aprì con un colpo di lancia il costato: ne uscì acqua e sangue. L'una simbolo del Battesimo, l'altro dell'Eucaristia. Il soldato aprì il costato: dischiuse il tempio sacro, dove ho scoperto un tesoro e dove ho la gioia di trovare splendide ricchezze. La stessa cosa accade per l'Agnello: i Giudei sgozzarono la vittima ed io godo la salvezza, frutto di quel sacrificio.
E uscì dal fianco sangue ed acqua (cfr. Gv 19, 34). Carissimo, non passare troppo facilmente sopra a questo mistero. Ho ancora un altro significato mistico da spiegarti. Ho detto che quell'acqua e quel sangue sono simbolo del battesimo e dell'Eucaristia. Ora la Chiesa è nata da questi due sacramenti, da questo bagno di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito santo per mezzo del Battesimo e dell'Eucaristia. E i simboli del Battesimo e dell'Eucaristia sono usciti dal costato. Quindi è dal suo costato che Cristo ha formato la Chiesa, come dal costato di Adamo fu formava Eva.
Per questo Mosè, parlando del primo uomo, usa l'espressione: «ossa delle mie ossa, carne dalla mia carne» (Gn 2, 23), per indicarci il costato del Signore. Similmente come Dio formò la donna dal fianco di Adamo, così Cristo ci ha donato l'acqua e il sangue dal suo costato per formare la Chiesa. E come il fianco di Adamo fu toccato da Dio durante il sonno, così Cristo ci ha dato il sangue e l'acqua durante il sonno della sua morte.
Vedete in che modo Cristo unì a sé la sua Sposa, vedete con quale cibo ci nutre. Per il suo sangue nasciamo, con il suo sangue alimentiamo la nostra vita. Come la donna nutre il figlio col proprio latte, così il Cristo nutre costantemente col suo sangue coloro che ha rigenerato."

Il Triduo pasquale, centro di tutto l'anno liturgico, è la fonte e il senso della solennità odierna.