Salmo 55

Salmo 55

Sab, 31 Mar 18 Lectio Divina - Salmi

Il salmo presenta un certo disordine nell’esposizione dei pensieri; l’atmosfera è tesa e agitata. Il tutto sembra rispecchiare il reale stato d’animo del salmista. La lirica, potente e suggestiva per la sua individualità, mostra dei punti di contatto con Geremia (4,19; 9,1-2; 18,19; 23,9) ed esprime un vivo senso dell’amicizia (vv. 14-15). Il salmo rispecchia l’epoca dell’immediato post-esilio con i problemi interni alla comunità per la costruzione della nazione. La simbologia è cosmica, spaziale, temporale e psicologica. Comunque è uno dei salmi che presentano maggiori difficoltà per vari motivi: disorganicità della composizione, disparità delle varie situazioni, ecc. C’è chi vede in tutta questa confusione la stessa confusione che regna nella mente del salmista (vv. 5-6)!

Genere letterario: lamentazione individuale.

Divisione:
invocazione iniziale (vv. 2-4a);
lamento (vv. 4b-16);
fiducia (vv. 17-23);
conclusione (v. 24).

vv.2-4: Nell’invocazione introduttiva è enunciato il tema del salmo, cioè un angosciato appello al divino soccorso di fronte alle violente minacce del nemico.

vv.4-16: Questa pericope del salmo dovrebbe costituire la prima parte della lamentazione: in essa dopo la rabbiosa persecuzione (v. 4b), il salmista parla del suo stato di timore (vv. 5-7) e del suo desiderio di fuga da un ambiente in cui regnano sovrane l’iniquità e l’oppressione (vv. 8-12); quindi, dopo un accenno al tradimento d’un amico (vv. 13-15), viene la preghiera imprecatoria contro i responsabili di tanto male.
v.4a: “Al grido… al clamore”: l’orante si sente sconvolto e assordato dalle grida e urla dei nemici, che ricordano quelli lanciati dai popoli invasori.
v.4b: “Contro di me riversano sventura”: è sottintesa l’immagine di un’inondazione, quasi di un maremoto.
v.5: “Freme il mio cuore”: alla lett. “si contorce” (cfr. Sal 48,7). Si allude alle doglie del parto; “Piombano su di me…”: come un peso opprimente che si abbatte irresistibilmente.
v.7: “Dico: chi mi darà ali…”: inizia il soliloquio evasivo del poeta! Costretto all’inazione; fugge con l’immaginazione. L’immagine del volo è suggestiva e indica una fuga salvatrice efficace (vedi Sal 11,1 e Sal 84,4).
v.9: “Riposerei in un luogo di riparo”: il deserto con la sua solitudine è tradizionalmente un luogo di pace.
v.10: “Disperdili…confondi le loro lingue”: questa è la prima maledizione del salmo e richiama la torre di Babele (Gn 11,7-11). Il salmista chiede al Signore di servirsi della confusione delle lingue come a Babele, per distruggere i suoi nemici, essi che si sono serviti del linguaggio in modo distorto, e delle parole come spada sguainata per ingannarlo e calunniarlo (vv. 13.21-22).
v.10b-12: L’orante testimonia i misfatti dei suoi nemici per ora collocati in città, dovunque (“sulle sue mura…nelle sue piazze”) e di continuo (“giorno e notte”). I misfatti elencati sono sette (numero della totalità) e sono personificati: violenza, contese, iniquità, travaglio, insidie, sopruso e inganno. È difficile accertare l’esatto significato dei termini, tuttavia sembra indubbio che si voglia accennare alla totalità di ogni immoralità, empietà e ingiustizia.
v.10b: “Città”: è molto probabilmente Gerusalemme, dato anche il riferimento al tempio nel v. 15.
v.14: “Ma sei tu, mio compagno…”: nel soliloquio l’orante profondamente scoraggiato, interpella l’ex-amico, ora suo nemico, apostrofandolo: “Ma tu, uomo della stessa mia condizione”. Sulla amicizia tradita è bello leggere: Sal 31,12; 41,10; Ger 12,6; 20,10; Gb 19,13-19.
v.15: “Ci legava una dolce amicizia… verso la casa di Dio”: il salmista ricorda i tempi felici dell’amicizia sincera, che comprendeva anche la partecipazione comune ai doveri religiosi, come i pellegrinaggi al tempio compiuti insieme.
v.16: La maledizione del v. 10a si esplicita, diventando più violenta e con toni funerei. La morte deve piombare sui nemici improvvisa e gli inferi devono ingoiarli vivi. La morte è immaginata piombare dall’alto come un rapace, e lo sheol è visto come un drago pronto a inghiottirli.

v.18: “Di sera, al mattino, a mezzogiorno…”: l’espressione significa la continuità della supplica che avviene tutto il giorno. La divisione del tempo: sera, mattino e mezzogiorno è tipicamente ebraica: inizio alla sera e termine al pomeriggio seguente.
v.20: “Egli che domina da sempre”: lett. “il sedente da sempre”. È un titolo di Dio, che esprime come Dio è re e giudice da sempre e per sempre.
vv.20b-23: L’orante ricorda ancora le malefatte dei nemici ed esorta se stesso ad avere fiducia in Dio (v. 23). I nemici sono descritti fondamentalmente e in generale come ostinati nel male (“per essi non c’è conversione”) e come empi (“non temono Dio”) (v. 20b).
v.22: “Più untuosa del burro… più fluide dell’olio…”: con la duplice immagine del burro e dell’olio, il salmista descrive la falsità e l’ipocrisia dei suoi nemici (cfr. Pv 26,23-26).
v.23: Getta sul Signore il tuo affanno…”: c’è qui un’autoesortazione, che il salmista nel suo soliloquio fa a se stesso parlando al suo “io” ed esortandolo ad avere fiducia in Dio. È possibile che l’orante percepisca una voce interiore con cui Dio si fa sentire nel suo intimo. Nell’interpretazione liturgica è possibile che un sacerdote o un profeta esorti l’orante ad avere fiducia nel Signore.

v.24: Questo versetto può considerarsi come risposta all’esortazione del v. 23. Sono presenti tutti e tre i personaggi del dramma: Dio, i nemici e l’orante. È un versetto ricapitolativo: come imprecazione (v. 24ab), conferma i vv. 10 e 16; come professione di fede del salmista, richiama i versetti 17-19; l’espressione “uomini sanguinari e fraudolenti” riassume le varie caratteristiche dei nemici espresse nel salmo. – “li sprofonderai nella tomba”: alla lettera “nel pozzo della fossa”. L’espressione equivale a “inferi” del v. 16. – “alla metà dei loro giorni”: la morte prematura è segno di maledizione e di rigetto da parte di Dio, mentre il morire “sazio di giorni” come i patriarchi e come Giobbe significa benedizione e benevolenza da parte di Dio (cfr. Lv 18,5; 1Re 3,14; Ez 14,12-21; Gb 42,16-17).