Salmo 79

Salmo 79

Sab, 28 Lug 18 Lectio Divina - Salmi

Il salmista, interprete della comunità orante d’Israele, si richiama alla triste e perdurante situazione della città santa, verificatasi dopo la distruzione di Gerusalemme del 587 a.C., e supplica il Signore di intervenire. Pur formando con i Salmi 44; 77; 102 un gruppo omogeneo, il nostro salmo si distingue da essi per la chiara confessione del peccato. È stato composto probabilmente durante l’esilio o nell’immediato postesilio. Le domande retoriche del v. 5 e del v. 10 dividono il salmo in tre strofe. Nella prima strofa prevale il simbolismo militare.

Genere letterario: lamentazione collettiva.
Divisione: vv. 1-4: lamentazione collettiva sulla situazione attuale; vv. 5-9: I interrogativo, imprecazione, implorazione; vv. 10-13: II interrogativo, imprecazione, implorazione, ringraziamento.

vv.1-4: La lamentazione riguarda la profanazione del tempio e la sua distruzione da parte dei pagani (v. 1), la strage susseguita (vv. 2-3), gli scherni e i danni morali subiti (v. 4). Il contesto storico non può che essere la distruzione del 587 a.C. per opera dei Babilonesi, riscontrata anche nelle Lamentazioni.
v.1: “Nella tua eredità”: eredità del Signore è la terra d’Israele, ma in particolare la capitale Gerusalemme (Sal 48,3).
– “Le nazioni”: il vocabolo qui ha anche una connotazione religiosa. Si tratta di persone che “non riconoscono Dio” (cfr.vv. 6-10). Anche se viene nominata esplicitamente, si tratta di Babilonia e di altri regni circonvicini.
vv.2-3: “In pasto agli uccelli…”: tutto denota la tragicità della situazione. L’abbandono dei cadaveri per le strade è segno della mancanza di chi possa seppellirli, ma anche di massimo disprezzo e maledizione. Geremia (7,33) l’aveva previsto. Questi versetti sono citati esplicitamente in 1Mac 7,17.

v.5: “La tua gelosia”: il tema ricorre spesso nei profeti e nel Deuteronomio. La gelosia di Dio è simile a un fuoco che divora tutto ciò che incontra.
Il salmista chiede a Dio che questo fuoco cambi direzione: anziché contro Israele sia indirizzato contro le nazioni empie e peccatrici, che hanno invaso e distrutto il tempio e la città.

v.10: “La vendetta per il sangue”: Dio è esortato a rivelarsi come “vendicatore del sangue” dei suoi fedeli, rivestendo la funzione di difensore (padre e marito). Egli, infatti, è padre e sposo del suo popolo e tocca a lui a difenderlo (cfr. Dt 32,43; 2Re 9,6-7).
v.11: “Il gemito dei prigionieri”: il pensiero del salmista va senz’altro ai deportati di Babilonia, il cui clamore continuo e costante sale a Dio (cfr. Sal 137).
v.12: “Fa’ cadere sui nostri vicini sette volte l’affronto…”: questo secondo appello imprecatorio è più forte del primo. Infatti non si limita alla legge del taglione, secondo la giustizia comunitaria, ma va al di là. Infatti, “sette volte” si avvicina alla vendetta che Caino teme (Gn 4,15) e che Lamech esercita (Gn 4,24). In realtà qui l’espressione “sette volte” ha valore retorico, per indicare una giustizia esemplare (cfr. Lv 26,18.21.28).
v.13: “Tuo popolo e gregge del tuo pascolo”: si esprime la certezza di appartenere in modo del tutto speciale al Signore e si sottintende la fiducia e la certezza che la collera momentanea di Dio passerà (cfr. Sal 74,1; 80,2; 100,3).