Salmo 80

Salmo 80

Mar, 07 Ago 18 Lectio Divina - Salmi

La comunità d’Israele, per bocca del salmista, prega insistentemente il Signore “pastore d’Israele (v. 2) di intervenire (vv. 2-4) nella difficile situazione della nazione, venutasi a creare in seguito a una grave sciagura o ad una sconfitta militare, impossibili a precisare (v. 17).

Ancora un lamentazione pubblica della collezione di Asaf. Ma questa si discosta notevolmente dalle altre già incontrate per la forma e per il contenuto. Le ipotesi di datazione del salmo vanno dall’XI sec. all’epoca maccabaica (II sec.). Il salmo 80 pare orientato sullo sfondo del tentativo, tanto generoso quanto vano, della restaurazione di “tutto Israele” promossa dal re Giosia. Il salmo strutturalmente è diviso in cinque parti da un ritornello, che si ripete quattro volte, di cui tre nell’identica forma (vv. 4.8.20) e una in forma diversa (vv. 15-16). Nell’insieme è abbastanza armonico e si sviluppa in un’atmosfera serena di meditazione sui rapporti d’Israele con il Signore e sul suo ruolo nel consesso dei popoli. Il simbolismo è pastorale, agricolo, militare e antropomorfico.

Genere letterario: supplica collettiva.
Divisione: vv. 2-4: invocazione iniziale e antifona; vv. 5-8: situazione presente e antifona; vv. 9-16: allegoria della vigna e antifona; vv. 17-20: fiducia nell’intervento divino, promessa di fedeltà e antifona.

v.2: “Pastore d’Israele”: l’immagine di Dio pastore è diffusa nella Bibbia (cfr. Sal 23).
– “Giuseppe”: rappresenta le tribù del Nord, specificate meglio nel v. 3. In parallelismo con Israele nello stesso versetto richiama l’intero Israele.
– “Assiso sui cherubini”: è un antico titolo di Dio legato al culto dell’Arca dell’Alleanza (cfr. 1Sam 4,4; 2Sam 6,2; Sal 18,10-11).
v.3: “Efraim, Beniamino e Manasse”: Efraim e Manasse rappresentano il regno separato del Nord. Efraim e Manasse sono i figli di Giuseppe, adottati come figli di Giacobbe (cfr. Gn 48), mentre Beniamino era il suo fratello prediletto, figlio della stessa madre Rachele. La menzione di Beniamino, tribù del Sud, sta a sostegno dello spirito unitario del salmo.
v.4: “Fa’ splendere il tuo volto”: è il primo ritornello del salmo. Lo splendore del volto di Dio su qualcuno è un’immagine antropomorfica. Indica benevolenza, salvezza, pace… (cfr. Nm 6,25-26; Sal 4,7).

vv.5-8: Con l’espressione “fino a quando”, tradizionale nelle “Suppliche”, si introduce la lista dei mali che affliggono Israele. La causa è fatta risalire a Dio stesso!
v.8: “Rialzaci, Dio degli eserciti…”: è la seconda ripetizione del ritornello. Dopo l’esposizione dei motivi (vv. 5-7) la supplica diventa più appassionata e urgente.

vv.9-16: Con la nota allegoria della vigna si delinea la storia delle premure di Dio per il popolo d’Israele. Ciò serve come motivo di persuasione per il Signore ad intervenire nuovamente in difesa del suo popolo. Come in Isaia 5,1-7, anche qui si suppongono due movimenti: l’uno positivo (premure di Dio per la sua vigna) (vv. 9-12) e l’altro negativo (abbandono della vigna nelle mani degli invasori stranieri) (vv. 13-14). I vv. 15-16 riportano il ritornello in parte variato rispetto ai vv. 4.8 e più sintonizzato al tema della vigna.
v.16: “Il ceppo che la tua destra ha piantato…”: Dio è tratteggiato nelle vesti di un vignaiolo premuroso, che con le sue stesse mani pianta la vite. È un antropomorfismo.

vv.17-20: Il salmista rievoca il dramma presente e lancia una maledizione per i nemici che hanno causato il disastro (v. 17); chiede al Signore di proteggere l’attuale capo responsabile del popolo che non ha il titolo di re, né altro appellativo, ma è sostenuto dal Signore (v. 18). Il ritornello finale (v. 20) esprime ora sicurezza nell’esaudimento del Signore e gioia nella salvezza.
v.18: “Uomo della tua destra”: più che un’allusione a “Beniamino” (= figlio della destra) o ad un beniaminita, o al re Amasia, o a Zorobabele, una guida del ritorno da Babilonia, si pensa ad un personaggio indeterminato che Dio ha scelto e fortificato per un’impresa o per un incarico straordinario (cfr: Gs 1,6-9; Sal 89,22).