Salmo 85

Salmo 85

Ven, 14 Set 18 Lectio Divina - Salmi

Il Salmo, come i Salmi 77 e 126, rispecchia il difficile ma anche gioioso periodo del ritorno dall’esilio e della restaurazione. Alla forte speranza ed entusiasmo iniziali seguirono momenti di scoraggiamento. La voce “terra” apre e chiude il salmo e ricorre quattro volte nel testo del salmo (vv. 2.10.12.13).

Vediamo sviluppati in questo salmo tre motivi, collegati tematicamente ma contrastanti e senza apparente ordine logico; essi sono: il favore divino per il popolo eletto nel passato (vv. 2-4); preghiera a Dio perché cessi dalla sua ira contro Israele nel presente (vv. 5-8); annuncio di un’era di giustizia e di pace - l’era della “salvezza” - per un prossimo futuro (vv. 9-14).

Il simbolismo dominante è spaziale e temporale, nella sua triplice suddivisione di passato, presente e futuro. C’è anche il simbolismo teologico (vv. 2-4).

Genere letterario: supplica e lamentazione collettiva (con motivi innici e profetici).

Divisione: vv. 2-4: il ritorno d’Israele e di Dio nel passato; vv. 5-8: il ritorno d’Israele e di Dio nel presente; vv. 9-14: il ritorno d’Israele e di Dio nel futuro.

vv.2-4: Il popolo riconosce che il ritorno dall’esilio è frutto della bontà del Signore e del perdono dei peccati. È un rendimento di grazie anche se non è espresso chiaramente. Viene ricordato l’atteggiamento di favore e di benevolenza che Dio, in un passato non lontano, ha avuto verso il suo popolo: passata la bufera del suo sdegno, a cui l’avevano provocato i peccati della casa d’Israele, Dio ha concesso il perdono al suo popolo reintegrandolo nel possesso della “sua terra”.
v.2: “La tua terra”: la terra d’Israele, come nel v. 13, è chiamata “nostra”, ma qui si riconosce che anzitutto appartiene a Dio. Più volte nell’Antico Testamento Dio dice: “Mia è la terra” (cfr, Is 144,25; Ger 2,7; Ez 36,5).

vv.5-8: Tenendo presenti le difficoltà della ricostruzione, dopo un globale e generale ringraziamento per il ritorno in patria, segue la supplica per superare le difficoltà e i contrasti che appaiono insormontabili. La comunità ora si rivolge a Dio implorando il suo intervento di “misericordia” (v. 8), poiché non si sente ancora del tutto libera dai colpi dell’ira divina, essendo stretta da difficoltà ed angustie di ogni genere.
v.7: “Non tornerai tu forse a darci vita…?”: già agli esuli che si sentivano perduti in Babilonia, con le ossa “inaridite” e già sepolte, Dio per mezzo del profeta Ezechiele aveva annunciato solennemente: “Ecco che io apro i vostri sepolcri, o popolo mio, e vi conduco alla terra d’Israele” (Ez 37,12-14). La comunità orante chiede a Dio che ora porti a compimento tale promessa.

vv.9-14: Il Signore risponde con un oracolo di salvezza attraverso un profeta cultuale, un sacerdote o una persona presente alla supplica dell’assemblea, che riporta in terza persona le parole di speranza, di pace e di salvezza di Dio.
v.9: “Ascolterò”: meglio: “Voglio ascoltare” che implica una sfumatura d’impegno, una preparazione psicologica e spirituale ad ascoltare l’oracolo.
– “Pace”: è il tema e il frutto dell’oracolo indirizzato al “popolo di Dio”, ai suoi fedeli, a chi ritorna a lui con tutto il cuore. Perciò la pace è destinata a superare i confini razziali e ad arrivare a chi è davvero fedele al Signore. La pace biblica è la sintesi di tutti i beni.
v.10: “La sua gloria abiterà la nostra terra”: si allude al tempio, luogo della presenza di Dio sulla terra. La gloria che secondo Ezechiele (cfr. 10,18; 11,22-23) si allontanò dal tempio e da Gerusalemme, in futuro ritornerà (cfr. Ez 43,1-4; 48,35).
v.11: “Misericordia e verità”: sono le virtù dell’alleanza. – “giustizia e pace si baceranno”: la giustizia salvifica e la pace messianica, insieme alle altre virtù personificate, ricostituiranno l’armonia della creazione, interrotta a causa del peccato (cfr. Gn 2; Is 11).
v.13: “La nostra terra darà il suo frutto”: nella pace universale anche la terra ritrova armonia, con il suo benessere e la sua abbondanza. Al Signore che darà il suo bene (= la pioggia) la terra non sarà più ostile, ma risponderà con l’abbondanza di frutti (cfr. Ag 1,6.9-10; 2,19; Zc 8,12). L’espressione del versetto è un motivo “agricolo” che ha dato lo spunto per un’interpretazione agricola di tutto il salmo.
v.14: “Davanti a lui camminerà la giustizia…”: dopo che il mondo ha avuto la pace e i frutti della pace, in una maestosa visione appare Dio preceduto dalla giustizia e accompagnato dalla salvezza. La giustizia divina apre la via: essa è la condizione della pace e della felicità.