Salmo 128

Salmo 128

Sab, 14 Set 19 Lectio Divina - Salmi

Il Salmo 128 rappresenta la continuazione ideale del Salmo 127 che lo precede. Ispira pace, gioia e serenità. Con toni idilliaci si esalta la felicità materiale e spirituale che gode la casa in cui regna il timore di Dio (vv. 1-3). Essa è frutto della divina benedizione (v. 4) proveniente “da Sion”, sede della presenza salvifica di Jahwèh (v. 5), nel quadro della prosperità collettiva del popolo eletto (v. 6b). Sia nelle affermazioni di carattere generale dei vv. 1.4 (in 3a persona), sia nell’assicurazione del v. 2, unitamente alla descrizione della famiglia ideale del v. 3 (entrambe in 2a persona), l’intonazione è chiaramente sapienziale (cfr. Salmo 112), mentre l’impronta liturgica è da ravvisare senz’altro nella “benedizione” conclusiva, messa in bocca, presumibilmente, a un sacerdote (cfr. 121 1 134).

L’epoca della sua composizione è da ritenersi nel periodo tardivo del postesilio.

La simbologia è spaziale, temporale, vegetale, liturgica.

Genere letterario: Salmo sapienziale (+ motivi liturgici).

Divisione: v. 1: beatitudine; vv.2-4: descrizione della beatitudine; vv.5-6: augurio di benedizione finale.

v.1: “Beato l’uomo… (cfr. Salmo 1,1; 112,1; 119,1) che teme il Signore”: il timore del Signore in quanto risposta alla sua alleanza implica l’amore rispettoso e riverente verso di lui (cfr. Deuteronomio 10,12-13). L’espressione denota l’atteggiamento interiore di fondo che, unito a quello pratico della condotta modellata fedelmente sul divino volere, dà l’immagine dell’uomo giusto, autenticamente religioso, del Vecchio Testamento.

“Sue vie”: immagine simbolica per indicare i voleri divini (cfr. Salmo 112,1).

vv.2-4: Con poche ma efficacissime pennellate viene presentato il quadro ideale della famiglia veterotestamentaria: un uomo stanco per il lavoro ma soddisfatto, una donna il cui calore riempie la casa, una corona di figli pieni di vita e di vigore intorno alla mensa.

v.2: “Vivrai del lavoro delle tue mani”: il “lavoro” imposto all’uomo (cfr. Genesi 3) è, per l’uomo religioso veterotestamentario, fonte di sostentamento e di sana prosperità; l’uno e l’altra, grazie alla divina assistenza (cfr. v. 4: è benedetto), non mancheranno. Anche nel quadro della vita cristiana il necessario sostentamento (“pane quotidiano”) non è dimenticato; esso è un dono prezioso da domandare alla paterna liberalità divina (Matteo 6,11; Luca 11,3).

v.3: “Come vite feconda… virgulti d’ulivo”: la vite e l’ulivo, piante fruttuose e molto comuni della vita agricola palestinese, indicano la fecondità e l’abbondanza di frutti nell’intimità familiare. Per tali immagini si possono vedere: Salmo 104,15; Ezechiele 19,10; Siracide 39,26. L’immagine della vite, insieme a quella dell’ulivo -le piante fruttifere più familiari del suolo palestinese- rende bene la freschezza e l’intimità di cui gode l’uomo biblico nel suo regno domestico.

vv.5-6: Ora la benedizione individuale assicurata al giusto è vista nella sua “fonte”, cioè nella “prosperità” della Nazione eletta, di cui quella dei singoli membri è un’emanazione.

v.5a: “Ti benedica il Signore…”: è la rubrica liturgica che introduce la benedizione (cfr. Numeri 6,23).

– “Da Sion”: la benedizione per il popolo eletto proviene sempre dal monte Sion, sede della presenza divina (cfr. Salmo 134,3).

v.6: “I figli dei tuoi figli”: la benedizione riguarda la fecondità a livello personale e familiare. È segno di longevità la possibilità di vedere i nipoti, che sono la “corona dei vecchi” (Proverbi 17,6).

– “Pace su Israele”: è un’aggiunta liturgica (cfr. Salmo 125,5) che allarga ancor di più l’orizzonte della benedizione. Dalla prosperità di Gerusalemme si passa alla pace (= pienezza di beni) per l’intero Israele.

Riflessioni per una revisione di vita:

  • Cerco anch’io, come il salmista, di camminare nelle “vie” del Signore per poter avere la sua “benedizione” su di me e sulla mia famiglia?
  • Vivo con il lavoro delle mie mani nella pace e nella gioia del cuore? Nella mia famiglia regna la vera pace cristiana, nell’intimità della casa, con i “figli intorno alla mensa”?
  • Sono convinto che la prosperità è dono di Dio e che tutto ci è da lui donato: lavoro, pane, benessere, felicità e salute?
  • Invoco umilmente il Signore, perché mi dia la sua benedizione “per tutti i giorni della mia vita”?