Salmo 134

Salmo 134

Lun, 28 Ott 19 Lectio Divina - Salmi

Questo Salmo è l’ultimo “delle Ascensioni”, il più breve dei “Salmi graduali” e dopo il Salmo 117, il più breve anche dell’intero Salterio. Lo schema strutturale è dialogico e, nella sua brevità, si compone di un solo appello (vv.1-2) e di una sola risposta (v. 3). Il verbo “benedire” ricorre tre volte e con due diversi significati: nei vv.1-2 significa “ringraziare” (benedizione dichiarativa), movimento ascensionale; nel v. 3 ha il senso di “operare efficacemente, creare, salvare” (benedizione costitutiva), movimento discensionale. Pertanto il carme è un Salmo di “benedizione” che consta di un invito d’intonazione innica a benedire Dio nella lode notturna del tempio e, quasi in risposta a tale invito, di una formula conclusiva di benedizione, impartita presumibilmente da un sacerdote.

La simbologia è spaziale, sacrale (tempio), temporale e liturgica.

Genere letterario: Salmo di ringraziamento collettivo.

Divisione: vv.1-2: invito corale del popolo alla preghiera notturna; v.3: risposta corale dei sacerdoti con la benedizione.

v.1: “Ecco, benedite il Signore”: il popolo che sta per lasciare di sera il tempio esorta i sacerdoti e gli addetti al tempio a continuare di notte la lode, in una perenne adorazione al Signore.
– “Servi del Signore”: sono i sacerdoti e i leviti in particolare, che erano votati al culto divino.
– “State nella casa del Signore”: letteralmente “rimanete in piedi”. È un gesto di adesione pronta al Signore. La prassi è attestata anche nell’Antico Oriente.
I sacerdoti e i leviti vegliavano anche di notte nel tempio, sicché la lode divina non si interrompeva mai (cfr. Salmo 135,2; 1Cronache 9,33). Un accenno a una celebrazione festiva di notte si ha solo in Isaia 30,29, mentre nel giudaismo postbiblico si parla di veglia notturna in occasione delle maggiori festività.

v.2: “Alzate le mani…”: è il gesto tipico di preghiera che indica l’atto di supplicare. 

v.3: Alla benedizione “verso” Dio i sacerdoti rispondono congedando la folla con la benedizione del Signore che abita nel tempio (“Sion”). La benedizione di Dio è efficace, creativa e salvatrice. Essa viene dall’Onnipotente che ha creato l’universo e perciò è realizzatrice di bene.

Con questa benedizione liturgica si chiude il Salterio della “Ascensioni”.

Il salmo 134 è un invito alla preghiera o dialogo liturgico tra i ministri del tempio e i pellegrini, nel corso di una cerimonia notturna che inaugura, forse, la festa delle Capanne (cfr. Esodo 23,14ss).

In questo contesto, i cristiani dei nostri giorni hanno sicuramente qualcosa da imparare da questo Salmo e dal suo contenuto in relazione, specialmente, al comportamento in vigore nelle varie celebrazioni religiose nel “tempio” (Chiesa).